Ho letto anche io degli articoli e agenzie, come al solito sono "spot governativi" riciclati col "copia ed incolla" in cui si dà enfasi.
Da quel che ho capito, trattasi di finanziamenti per sgravi fiscali maggiori per chi mantiene a domicilio un disabile.
Lavorando nel settore, sono abbastanza critico: il "problema" è familiare e la risposta dello Stato è finora solo monetaria, dando alle Regioni la partita dei servizi. La questione non è "istituto si o istituto no", bensì la scelta di vita di queste persone: spesso restano a casa per assenza di alternative a fronte di interessi economici delle famiglie. Poi, va beh, già parlare di "evitare l'istituzionalizzazione" a me dà fastidio: da decenni non ci sono più, le esperienze residenziali oggi sono ben diverse dagli istituti, solo che costano (giustamente il personale va pagato) e lo Stato, invece di sgravare le famiglie (che dopo una vita di dedizione hanno pure diritto a stare un pò in pace!) "paga" per farli stare a casa. Non parliamo di bambini, parliamo di adulti che pure avrebbero sacrosanto diritto di staccarsi dallo status di eterno figlio....
Va beh, aspettiamo il testo di legge per capire di che si tratta. E' appena stato approvato, solo con la pubblicazione in GU è effettivo.
Saluti.