Se non ho capito male lei vuole che ... l'operato degli assistenti sociali che hanno in carico l'affido condiviso (?) del figlio della sua compagna, sia "controllato". Giusto?
In ogni caso ... dell'assistente sociale bisogna fidarsi (se è un professionista con la P in maiuscolo saprà, anche in situazioni estremamente diffidenti, creare un clima relazionale di fiducia) se ciò non succede ci possono essere due motivi:
a) il professionista è mancante di quella capacità relazionale che contraddistingue questa professione da altre (non è assolutamente una cosa facile!!!!);
b) il professionista sta [color=#00FF40]VERAMENTE SBAGLIANDO QUALCOSA![/color]
In questa seconda ipotesi cosa può fare l'utente quando le sue "richieste" sembrano inascoltate dall'assistente sociale in questione?
Cosa fondamentale è dire che bisogna sempre essere documentati (proprio perché spesso, ahimè, è una questione di non fiducia da parte dell'utente); la documentazione serve a dimostrare che [color=#00FF40]VERAMENTE SBAGLIANDO QUALCOSA.[/color] Un modo per capire "controllare" il giusto operato è proprio quello di confrontarsi con colleghi (sia nella "realtà reale" che in quella virtuale, come questa) ... ma il confronto va sempre documentato (non basta la sua testimonianza, non per cattiveria; questa è una professione che documenta ogni piccolo passo)
Nel suo caso, a mio parere, non c'è bisogno di interpellare le forze dell'ordine però potrebbe usare (passatemi il termine) qualche prova di questo comportamento "poco idoneo" del padre del bambino, per "segnalare" all'ordine regionale degli assistenti sociali (non so di che Regione è) questo modo di sottovalutare le cose dei "suoi assistenti sociali" (perché a loro ha documentato ciò che richiama al padre del bambino, vero?). L'ordine in ogni caso può avviare un procedimento disciplinare ...
le allego un esempio di segnalazione http://w3.ordineaslombardia.it/sites/default/files/traccia%20per%20segnalazione%20al%20ctd.pdf
ATTENZIONEEE -->il procedimento disciplinare è volto ad accertare la sussistenza della responsabilità disciplinare per le azioni od omissioni che integrino violazione di norme di legge e regolamenti, del codice
deontologico, o che siano comunque ritenute in contrasto con i doveri generali di dignità, probità e
decoro, a tutela dell’interesse pubblico al corretto esercizio della professione
Ovviamente ... so che la procedura sembra difficile, rischiosa e cosi via ... però ho cercato di rispondere alla domanda "Come ci si tutela da persona abilitate a questa attività ma che dimostrano enormi lacune".
INOOOLTRE dovrebbe essere presente in ogni servizio il modulo per valutare l'intervento dei professionisti (OBBLIGATORIO DA INSERIRE NELLA CARTA DEI SERVIZI), non so però di preciso la sua situazione.