Beh, ci sono diversi trabocchetti.
Per esempio il "comunitario" che fa confondere con "extracomunitario.
Giuridicamente il comunitario è parificato al cittadino nella sicurezza sociale.
Quindi se scrivevano "italiano" era la stessa cosa.
Un altro trabocchetto consiste nell'evitare di pianificare le azioni, mentre c'è molto da capire. La trappola consiste nel proporre interventi di allontanamento, mentre invece va capita la storia e fotografata la capacità tutoriale.
Quindi il piano di intervento consiste in tante azioni di verifica del rapporto educativo e del supposto malessere del minore.
La traccia parla di fatti riferiti dalla scuola, che vanno verificati, TENENDO PRESENTE che le azioni di sostegno devono prediligere la permanenza in famiglia. Certo, centrale è l'analisi familiare: la minore è davvero maltrattata o la nonn fatica a gestire suoi agiti provocatori?
Nel piano di intervento si pongono azioni conoscitive ed IPOTESI di intervento, è solo dopo il riscontro di queste che si decide come procedere.
OK???