Sono anche io di categoria D (attualmente in seconda posizione economica) e ti confermo che i profili di coordinamento afferiscono alla categoria D (che corrisponde alla ex carriera direttiva) e non alla dirigenza. Ti confermo che il rifiuto di svolgere attività ascrivibili alla propria categoria gerarchico-funzionale non è ammesso in virtù del principio di esigibilità delle prestazioni, salvo il diritto alla formazione (che però capirai che è facilmente eludibile, nel momento in cui l'ente afferma che tu già sei dotata di quel bagaglio di professionalità, competenze ed esperienze necessarie a svolgere efficacemente le nuove mansioni assegnate). L'ente può anche cambiarti il profilo (una mia collega funzionario assistente sociale ad esempio è stata trasformata in funzionario amministrativo), nel rispetto dei limiti previsti dagli ordinamenti delle professioni regolamentate (nel caso della mia collega, il contrario non sarebbe stato possibile se non avesse avuto il titolo abilitativo).
Il rifiuto non comporta l'ordine di servizio (l'ordine di servizio ti è già stato impartito a voce; è ovvio che se ti rifiuti te lo mettono per iscritto per costituire una prova) ma un procedimento disciplinare, che nei casi più gravi può sfociare nel licenziamento, visto che il rifiuto di eseguire le prestazioni richieste costituisce evidentemente un inadempimento contrattuale. Si rischia anche di beccarsi una denuncia per omissione dei doveri d'ufficio perché ricordiamoci che la cosiddetta privatizzazione del pubblico impiego non ha tolto al rapporto di lavoro alle dipendenze della P.A. la sua natura di servizio pubblico regolato da norme speciali anche penali; ha semplicemente spostato l'àmbito di regolamentazione del servizio dalla legge al contratto collettivo (contratto comunque fermamente ancorato a vincoli legislativi che di fatto lo sottraggono alla disciplina generale dei contratti, limitando pesantemente l'autonomia negoziale di cui godono i privati) e cambiato il giudice.
Tanto premesso, un riconoscimento economico delle maggiori responsabilità potrebbe avvenire in tre modi:
1. attribuzione della indennità di responsabilità specifica secondo il massimo livello di graduazione previsto dal contratto collettivo integrativo di sede (il massimo mi pare che sia intorno ai quattromila euro lordi annui e comunque deve esserci disponibilità nel fondo delle risorse decentrate);
2. quando si definiranno i criteri di attribuzione delle progressioni economiche, la RSU potrebbe proporre di tener conto del livello di graduazione delle responsabilità specifiche assegnate, quindi tu dovresti avere maggior punteggio per passare da D/1 a D/2 rispetto a chi ha fatto 'semplicemente' l'assistente sociale;
3. attribuzione di una posizione organizzativa, ma quello di P.O. è un incarico fiduciario che va assegnato dal dirigente (e che può essere accompagnato a deleghe di funzioni dirigenziali) e può avere una durata massima di tre anni.
Se lavorassi in un comune sprovvisto di dirigenza, essendo il responsabile dell'ufficio la P.O. sarebbe automatica, e guadagneresti un bel po' di più, ma a quanto ho capìto il tuo è un comune dotato dell'area di dirigenza.