Il supervisore di tirocinio

Sezione: Laurea e Facoltà · Aperta il

Ciao a tutti.. ho un quesito da porre a tutti i colleghi.. Mi hanno chiamato oggi da un'università proponendomi un'esperienza da supervisore di tirocinio.. premetto che lavoro da 2 mesi in questo comune e non ho ancora una grossissima esperienza lavorativa..però l'idea mi piace moltissimo (il problema è il tempo, ma non mi piace pormi troppi limiti). Volevo chiedere a chi ha già fatto esperienze simili, come l'hanno vissuta, che impegno ha occupato, come hanno impostato il lavoro..sarei davvero curioso di "passare dall'altra parte", considerato che ho fatto il tirocinio della specialistica come tirocinante fino ad un anno fa! ;-))

Aspetto delle belle risposte!

ciau!

Marco

L'esperienza di tirocinio se ben strutturata può essere fortemente formativa sia per lo studente che per il supervisore.

Ti consiglio di definire bene gli obiettivi e le attività in cui puoi coinvolgere il tirocinante.

E poi lascia che gli eventi facciano il loro corso, con un'attenzione al confronto e all'ascolto per far emergere i punti di forza e debolezza del tirocinante, per fargli capire se è la professione che fa per lui.

Ps. se ti mandano una studentessa carina non innamorarti!

concordo con ngdz...bello il ps finale...molto importante :)

il fatto che sia carina è una conzione imprescindibile x l'avvio del tirocinio :) ovviamente scherzo!! essendo fresco di tirocinio, ho ben presente cosa mi apsettavo e ho avuto io dal mio supervisore..per cui mi immedesimo un pò!

un'esperienza da supervisore di tirocinio a 26 anni mi pare lusinghiera, buon per te :)

si..diciamo che sto bruciando alcune tappe ultimamente.. ho iniziato a lavorare in comune da 2 mesi e già sono responsabile del servizio (tra poco di tuttal'area, forse...). commissario in un concorso indetto dal comune e supervisore di tirocinio.....per giugno vado in pensione..

caro Marketto,

io ho fatto per x anni il supervisore e per x anni il coordinatore di tirocinio, e ciò dopo aver fatto una specifica formazione.

Che dirti? La fatica è tanta, ma molto dipende da chi ti capita, ma anche e specialmente da come tu imposti l'esperienza.

Nel mio caso erano ogni volta 300 ore minimo e stilavo con lo studente un piano, con affiancamenti, incontri di supervisione e sperimentazione (affidavo dei casi al tirocinante), il tutto ad incastro con gli altri colleghi (facevamo degli incontri di formazione ad hoc per gli studenti. C'era poi la valutazione finale con attribuzione del voto.

La mia difficoltà è stata negli ultimi anni: studenti poco motivati, abituati a "raccogliere punti" (fare le x ore previste) senza che gliene fregasse un cavolo del loro percorso formativo. Sono studenti che stancano, in qualche caso li abbiamo spediti al mittente, con l'invito a cambiare lavoro.

Dopo anni posso dirti che si tratta di un'esperienza che va fatta bene: se devi farla tanto per fare, beh, lascia stare. Pensa per esempio al ruolo di "modello" che dovresti giocare con lo studente, quindi le sicurezze che devi fornire, l'autorevolezza che devi saper sviluppare, ecc. Poi tu sei maschio, come me, e la variabilità sessuale incide pure nel tirocinio. Ciò richiede un buon posizionamento sul ruolo. A ciò aiuta l'esperienza, ma pure tanta formazione.

Questo è il mio punto di vista, dopo anni di servizio e di supervisione, proveniente da una formazione diversa da quella attuale. Osservo invece che oggi spesso le stesse università svalutano il tirocinio, a loro interessa che facciano x ore, senza voler sapere che fanno e (specialmente!) se imparano. A queste condizioni io non sono più disponibile a fare il supervisore.

Ma io sono io ed è bene che gli altri colleghi decidano per conto loro. Attenti, però, a non fare una frittata! I "cocci", poi , sono dello studente......

Ugo Albano

[quote="ugo.albano"]
Ma io sono io ed è bene che gli altri colleghi decidano per conto loro. Attenti, però, a non fare una frittata! I "cocci", poi , sono dello studente......[/quote]

direi che i cocci sono anche della società (utenti e comunità in generale) che troverà sul mercato ass.soc. non adeguatamente formati... e con questi colleghi dovremmo poi lavorarci oppure relazionarci in quanto utenti o familiari di utenti prima o poi!

Sto vivendo una bella esperienza da supervisore di un tirocinio di secondo anno.

Siamo più o meno a metà strada e mi piacerebbe dare il massimo per la mia studentessa...

mi rendo conto che le due grandi dinamiche che devono trovare un giusto equilibrio sono da un lato la disponibilità al dialogo-confronto-ascolto e dall'altro la severità intesa come chiarezza nell'esplicitare le "regole" professionali.

Mi sembra di immaginare che la tirocinante sia come una bambina che vede per la prima volta un mondo strano e confuso e che ha bisogno di definire i paletti fondamentali ai quali aggrapparsi per poi creare reti e legami tra gli stessi.

Quale responsabilità!!!!! :oops:

Per Ugo: hai linee guida da suggerirmi per la valutazione finale? :D

Ho un sacco di materiale cartaceo, specialmente le griglie di valutazione finale. Dovrei cercarle.....

Ma d'altra parte: non è l'Università a fornirtela una griglia?

Credo di si: con la tua valutazione dai un bel pò di CCFFUU alla studentessa!

Non può non esserci un sistema condiviso di valutazione.

Ugo