Il nome dell'assistente sociale

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Vorrei invitare tutti i laureati in servizi sociali a presentarsi agli altri come Dottori visto che è un titolo che ci spetta per legge......e di non provare nessun senso di colpa nel dirlo!!!!Invito a rapportarsi agli altri professionisti come persone alla pari....e non fare mai quello che non spetterebbe a noi semplicemente per farsi bello agli occhi di altri professionisti(diamo rispetto solo se lo riceviamo)!E magari nelle situazioni spiacevoli di cui ho parlato sopra mettere in atto il consiglio del Dott. Ugo Albano.....che mi sembra un modo carino e gentile :mrgreen: per far capire all'altro che ci deve rispetto....

Il rispetto va oltre i titoli.

Se gli utenti mi appellano "signora" o "signorina" invece che "dott.ssa" io personalmente non mi offendo.

Penso che i colleghi che ormai sono avanzati nel percorso lavorativo non hanno l'interesse di prendersi la laurea se possono fare le stesse cose e prendere gli stessi soldi con il titolo già in loro possesso.

Ovviamente l'aggiornamento è essenziale per migliorsi professionalmente e stare al passo con i tempi, e questo sta alla responsabilità di ciascun collega.

neanche io mi offendo se è l'utente a farlo....anche perchè con tutto il rispetto ci sono persone che non hanno conoscenza della professione nello specifico ma ESIGO rispetto dai miei colleghi-altri professionisti che magari lavorano in èquipe con me!

Purtroppo il fatto che si possano fare le stesse cose è tristemente vero.....ma allora perchè non aumentare le opportunità lavorative(mansioni) offerte dal nostro corso di laurea lasciando ai non laureati quelle già esistenti?(visto che toglierne non è possibile)?

cioè il discorso non è tra chi magari aveva una laurea altra e svolgeva la nostra professione e chi ha la laurea specifica...ma tra gente laureata e gente non laureata: una differenza deve pur esserci!

Credetemi, non è facile definirsi "dottori" con la gente. Non si tratta di "rispetto" (questo dovrebbe esserci per tutti), ma di competenza.

Quando un utente mi chiama dottore si aspetta autorevolezza e competenza. Quelle o ci sono, o non ci sono. Quindi lo sforzo è con me stesso.

Autorevolezza e competenza non si acquisiscono con la laurea, quest'ultima può essere la partenza del percorso.

"Dottore" viene da "docere", insegnare. Un dottore deve quindi non solo fare, ma sapere, e comunque "comunicare la teoria ai profani". Chi sa fare questo incarna il "dottore"

La laurea può essere un presupposto per partire, non per arrivare. Occorre quindi "teorizzare" sempre, di continuo, e comunicare la teorizzazione all'esterno. E noi ci riusciamo bene: basta vedere questo sito.................

Ugo Albano

[quote="ugo.albano"]La laurea può essere un presupposto per partire, non per arrivare. Occorre quindi "teorizzare" sempre, di continuo, e comunicare la teorizzazione all'esterno. E noi ci riusciamo bene: basta vedere questo sito.................[/quote]

Condivido con Ugo il fatto che la laurea è solo l'inizio di un percorso.

Secondo me bisogna usare il titolo di dottore con una giusta moderazione, cioè valorizzarlo dimostrando prima di tutto la competenza professionale.

Io che ho la laurea magistrale non mi sento migliore dei colleghi che hanno studiato alla scuola per ass.soc. degli anni passati, anzi penso che da loro ci sia molto da imparare perchè hanno acquisito molto sul campo.

L'osmosi tra le competenze dei vari professionisti è utile alla crescita professionale e umana di tutti, e soprattutto porta vantaggi all'utenza.

Non dovrebbero esserci, quindi, conflitti interni su chi fa che cosa o bistrattamenti tra le generazioni: come ass.soc. dovremmo essere i primi a ricercare il dialogo e il confronto tra di noi.

PS: mi piace molto che il forum di questo sito di diventato un luogo fresco e aperto per lo scambio reciproco, la teorizzazione, la riflessione collettiva, ecc... GRAZIE A TUTTI! :D

si va bene.....ma noi che abbiamo studiato 5 anni....?Sono d'accordo sul fatto che possiamo imparare molto da loro(anche perchè hanno fatto molta pratica ed hanno esperienza)ma se pensi ai sacrifici fatti (per chi veramente ha studiato...perchè in tutte le cose vi sono i fannulloni)ti girano un pò......

Da un punto di vista LEGALE dovremmo avere maggiori opportunità....poi è logico che ci sia quello più competente e quello meno competente.....

[quote="Zuccherina"]Da un punto di vista LEGALE dovremmo avere maggiori opportunità....poi è logico che ci sia quello più competente e quello meno competente.....[/quote]

Secondo me ci sono anche colleghi laureati che è come se non lo fossero... non si può fare di tutta l'erba un fascio...

La legge per ora prevede l'equiparazione dei titoli per l'accesso al lavoro, ed effettivamente mi pare di capire che ormai quelli con i vecchi titoli sono già tutti (o quasi) collocati presso i vari servizi e non sono "eliminabili" (se non con il pensionamento). Andremo quindi pian piano verso l'esaurimento dei vecchi titoli con il pensionamento dei colleghi "anziani".

I neo-laureati dovranno semplicemente rimboccarsi le maniche e dimostrare il loro valore facendo la gavetta.

Scusa il sarcasmo ma se la riforma è del 2000 dovremo aspettare un bel pò prima :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

[quote="Zuccherina"]Scusa il sarcasmo ma se la riforma è del 2000 dovremo aspettare un bel pò prima :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:[/quote]

dovremo aspettare un bel po', senza dubbio.

Comunque il ragionamento corrente è riproponibile anche sul fatto che i colleghi con i titoli acquisiti prima della fondazione dell'Ordine professionale non hanno dovuto superare l'esame di stato...

Se ci attacchiamo a tutto questo rischiamo solo di creare conflitti e amarezza a causa delle disuguaglianze... meglio pensare positivo e cercare elementi di unione e forza della comunità professionale.