Dubbio libero-professionista

Sezione: Servizio Sociale · Aperta il

E quì sta il punto!!!!

Le competenze nostre le definiscono gli altri? Se è così , scusate, andiamo a zappare la terra che è meglio.

Se le competenze invece, ce le definiamo noi e ce le tutela la Legge, perchè mai io non devo riconoscermele?

Io non posso fare psicoterapia, per esempio, questa è prerogativa dello psicoterapeuta (psicologo o medico).

Io invece POSSO fare una valutazione delle capacità genitoriali, se sono assistente sociale. Se non lo so fare lo imparo, Ma non è che non lo possono fare perchè un altro non me lo permette. Ma stiamo scherzando?? Addirittura se me lo dice la concorrenza io dico "si signore"??? Ma siamo veramente così fessi??

Se ti ricordi la lezione a Napoli: si è professionisti o semiprofessionisti. Chi si fa definire da altri è indubbiamente un semiprofessionista.

Allora, se per fare la libera professione occorre prima di tutto essere professionista, devo possedere le caratteristiche del professionista (a Napoli citavo Greenwood, meglio esplicitato nel libro).

Capiamoci, Zuccherina, sennò parliamo (come si dica a Napoli) "a schiovere".

Ugo Albano

Ugo io sono d'accordo.....ma la legge non è chiara al riguardo......cioè quello che non capisco è: la valutazione delle competenze genitoriali di un assistente sociale è simile o diversa da quella che compie uno psicologo?Se una differenza c'è(altrim. non avevamo bisogno di due figure distinte con percorsi diversi)sai spiegarmi qual'è?

Sono d'accordo nel ritenere questa valutazione una delle tante competenze dell'assistente sociale....ma puoi chiarirmi il punto in questione......anche perchè così sono consapevole di questo e di conseguenza so "difendermi" meglio dalle aggressioni da parte di altri professionisti!

Internet è una fonte inesauribile di notizie, curiosità, spunti...

Lo psicologo è una professione clinica, come diceva Ugo di là (nel brainstorming) hanno spesso delle griglie e dei test preconfezionati.

A differenza nostra.

La psicologa che lavora con me si occupa dei colloqui terapeutici utenti e famiglie, dei circle-time utenti ed operatori e mi AFFIANCA in tutto il resto.

In tempi di " magra" lavorativa ( specialmente per gli psicologi ma anche per noi) è chiaro che si cerchi di farsi largo e guadagnarsi spazi di lavoro in più in modo da garantirsi occupazione e guadagni.

Io non mi sorprenderei tanto se fossi in te zuccherina. Ognuno " tira l'acqua al suo mulino" come si dice in Toscana. ( specialmente gli psico disoccupati e sono molti)

Gli altri possono dire ciò che vogliono. Esistono le leggi, esistono delle consuetudini: da quanti anni ( anzi decenni) gli assitenti sociali si occupano dei minori in difficoltà e delle relative famiglie? E da quanti anni lo fanno gli psicologi? Non lo so ma credo da meno tempo di noi.

E comunque non tutti gli psicologi la pensano così. LE mie esperienze di tirocinio hanno visto la psicologa far parte dello staff come collaborazione e gli assitenti sociali dirigere il settore protezione minori e decidere rispetto alle proiblematiche che si presentavano. Chi è che è responsabile davanti al giudice? Chi scrive la relazione? Chi decide se coinvolgere il TM????

Insomma Zuccherina, si è capito che hai avuto una esperienza pessima con qualche psicologo che ti ha lasciata un pò scossa....ma credimi...il nostro lavoro ora come ora nessuno ce lo può rubare, nè definire.

Non sono i singoli ch decidono....ma è i.l legislatore, e poi ci sono gli ordini che pure se fanno poco non credo che si faranno portare via delle competenze così radicate nel nostro lavoro.

Il fatto è che noi(assistenti sociali) siamo convinti di ciò che facciamo e che possiamo fare......lo sono altrettanto gli psicologi sul nostro ruolo. Come poter lavorare insieme a delle persone che credono che il ruolo dell'assistente sociale sia solo quello di verificare se la casa dove vive un minore "è sporca o pulita"? Il fatto è che è inutile dirgli che non è così ma...etc. etc. poichè non riescono neanche a prenderlo in considerazione...!In testa loro noi ci occupiamo del lato materiale(cioè dei bisogni primari dell'individuo) e loro (gli psicologi) dell' "essenza" dei loro problemi......di conseguenza è loro convinzione che noi non possiamo scrivere in una determinata relazione se i genitori sono o meno competenti nell'accudire un figlio......! :evil:

E' un pò come considerare un bicchiere riempito a metà: mezzo pieno o mezzo vuoto?

Per me è mezzo pieno: ovvero ci sono competenze che possono essere la base per la libera professione. E c'è chi la fa.

Per te, Zuccherina, è mezzo vuoto: vedi le carenze ed il "vuoto" che altri lasciano.

Ognuno è libero di pensarla come crede, PERO' non è con questo spirito che si affronta la libera professione.

Siate propositivi, per cortesia: a leggere questo post passa la voglia di fare la libera professione.

Ugo Albano

[quote="Zuccherina"]Il fatto è che noi(assistenti sociali) siamo convinti di ciò che facciamo e che possiamo fare......lo sono altrettanto gli psicologi sul nostro ruolo. Come poter lavorare insieme a delle persone che credono che il ruolo dell'assistente sociale sia solo quello di verificare se la casa dove vive un minore "è sporca o pulita"? Il fatto è che è inutile dirgli che non è così ma...etc. etc. poichè non riescono neanche a prenderlo in considerazione...!In testa loro noi ci occupiamo del lato materiale(cioè dei bisogni primari dell'individuo) e loro (gli psicologi) dell' "essenza" dei loro problemi......di conseguenza è loro convinzione che noi non possiamo scrivere in una determinata relazione se i genitori sono o meno competenti nell'accudire un figlio......! :evil:[/quote]

Io credo che con l'esperienza diretta forse riuscirai a mitigare questa esperienza negativa che ti è rimasta. Smettila di pensare agli psicologi e buttati sul campo. Uno può avere delle esperienze pessime, ma non per questo pensare che " il tutto" sia così negativo.

ok.....capito..... :wink:

ritornando a parlare di libera-professione.....prima di arrivare all'obiettivo...bisogna fare esperienza...giusto?Vedrò di considerare sia il privato sociale che il settore pubblico.....ma ho una paura immensa...se penso che una volta uscita dall'università....non so fare nulla......

Ad es. le cooperative che ricercano un assistente sociale..nella maggior parte dei casi non hanno ancora questa figura all'interno.......se io mi presento alla cooperativa...ho paura di deludere le loro aspettative.....ho paura di fare danni.....

Perfino leggendo il codice deontologico....con tutte quelle censure....radiazioni...etc. etc.... ho paura ancora di più :mrgreen:

Beh, prima di guidare l'astronave è il caso di imparare ad andare in bicicletta.

Se hai paura della bicicletta, perchè poni quesiti sull'astronave?

Se questo è un modo per sminuire il senso della libera professione, non è molto carino da parte tua. Guarda che questo è un tema serio, riservato a chi ha tanta esperienza e solida formazione, cose necessarie per reggere il mercato. Peccato svilirlo così. Non ci fa onore, credimi, chi ci legge dall'esterno si fa una pessima opinione di noi. Peccato.

Ugo Albano

[quote="Zuccherina"]ok.....capito..... :wink:

ritornando a parlare di libera-professione.....prima di arrivare all'obiettivo...bisogna fare esperienza...giusto?Vedrò di considerare sia il privato sociale che il settore pubblico.....ma ho una paura immensa...se penso che una volta uscita dall'università....non so fare nulla......

Ad es. le cooperative che ricercano un assistente sociale..nella maggior parte dei casi non hanno ancora questa figura all'interno.......se io mi presento alla cooperativa...ho paura di deludere le loro aspettative.....ho paura di fare danni.....

Perfino leggendo il codice deontologico....con tutte quelle censure....radiazioni...etc. etc.... ho paura ancora di più :mrgreen:[/quote]

Hai preso in considerazione un perodo di stage adesso che hai finito l'università? Imparesti e non sentiresti la pressione e le paure. Nessuno si aspetta che uno stagista sappia fare no? lo stage serve proprio ad imparare il mestiere una volta usciti dal percorso di studi. ( lo fanno in molti per le più svariate professioni, possono farlo anche gli AS no?) dopo lo stage puoi decidere che fare, anche se sono d'accordo con Ugo che per la libera professione ci vuole esperienza pluriennale.