La questione mi è stata posta più volte da colleghe in passato, sovente con il grido "aiuto aiuto". cioè non la si vuol fare.
Dico la mia opinione. La questione non è "reperibilità si o no", bensì come nel territorio viene tradotto il "pronto soccorso sociale" il quale - ricordo- nella L.328/2000 era uno dei servizi essenziali del welfare.............però tutti sappiamo che la L.quadro non vali più e fa fede la Legge Regionale. Ciò per dire che in Italia troviamo svariatissimi modelli di pronto soccorso sociale, il che è frutto appunto di questo federalismo legislativo.
Il problema è questo: COME si realizza? COME si presta prima assistenza (spesso sui bisogni primari) sul territorio? Questi servizi sono stati esternalizzati dai Comuni (vedi Caritas), oppure sono state realizzate delle intese con le forze dell'ordine. Molto più spesso, invece, il problema è stato risolto con la reperibilità degli assistenti sociali.
Secondo me la cosa va bene: si tratta di essere disponibili col cellulare e, su questo, si viene pagati. Il più è capire COME intervenire, se chiamati, se dietro il servizio non c'è altro. Si tratta di avere alle spalle una rete di strutture di accoglienza: quella o c'è o altrimenti che facciamo con le persone in difficoltà, ce le portiamo a casa?
Insomma, è un lavoro interessante, ma non consiste solo nella reperibilità. Non so se mi sono spiegato...............