Laurea Magistrale

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Hai ragione...

Allora occorrerebbe modificare la struttura dell'esame di stato per la sez. A dell'albo.

Perchè sono previste solo 3 prove?

Dovrebbero essere 4 come per la sez. B (che potrebbero diventare 2 se in possesso di abilitazione per la sez. B).

Questo per testare anche le competenze professionali per il lavoro diretto sul campo.

Ho colleghe con laurea triennale in lettere o relazioni internazionali che con 2 anni di LM 87 e un esame di stato più "leggero" del mio, il giorno dopo possono esercitare come assistenti sociali...

(pur avendo una quadriennale in scienze dell'educazione ho scelto comunque la L 39 perchè ho grande rispetto per la serietà della professione, ma non tutti la pensano così).

L'idea del ciclo unico è tramontata?

[quote="michele"]Salve mi sono appena iscritto a questo utilissimo sito e mi chiedevo se c'è qlcn che mi possa aiutare a capire se con una laurea triennale classe 36 (ora 15) in scienze politiche relazioni internazionali e diplomatiche è possibile fare la LM 87 a Bologna[/quote]
A Bologna mi pare di no. In altri atenei sicuramente sì.

che differenza c'è tra LM 87 e LM 57S.

La LM 57S non esiste. Esiste la vecchia laurea specialistica 57/S, ad esaurimento.

.e poi la differenza anche tra Assistente sociale laurea in servizio sociale e assistente sociale con specialistica in LM 87...

La (laurea) specialistica non esiste più; l'assistente sociale specialista ha la laurea magistrale ed è iscritto, previo superamento dell'esame di Stato, alla sezione A dell'albo degli assistenti sociali. La differenza rispetto all'assistente sociale semplice è che, oltre ad assorbirne le relative funzioni, può svolgere attività di programmazione, coordinamento, controllo e dirigenza. Ma è tutto molto relativo poiché manca tutta la normativa di attuazione e neanche i contratti sono adeguati, sicché di fatto assistenti sociali e assistenti sociali specialisti fanno le stesse cose.

[quote="chiara79"]Ciao Michele, la risposta è molto semplice: per avere accesso all'esame di stato per assistente sociale devi aver fatto la laurea triennale in Scienze del servizio sociale ( ex classe 6 ora mi pare L39).[/quote]
Risposta semplice quanto sbagliata, a cominciare da come è formulata: la laurea si consegue o tutt'al più si prende, non si «fa» e, nel merito, i requisiti curriculari sono stabiliti dalle singole sedi.

All'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli è possibile iscriversi anche con una laurea nella classe di Scienze dell'educazione e della formazione, sebbene da quest'anno siano richiesti requisiti curriculari più stringenti rispetto agli anni scorsi.

In altri atenei è possibile iscriversi con lauree nelle classi di Scienze politiche e delle relazioni internazionali, Sociologia, Scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione, Scienze e tecniche psicologiche e perfino Filosofia. Bisogna consultare i singoli regolamenti didattici. Di solito è richiesto il possesso di una certa rosa di crediti (una trentina) in materie sociologiche (in particolare nei settori scientifico-disciplinari da SPS/07 a SPS/12), qualche credito in materie giuridiche (di solito IUS/09 oppure 09 oppure 21 + IUS/17) e/o SPS/04 e, talvolta, alcuni crediti in formazione tecnico-pratica (esami professionali, tirocinî).

Ma come puoi facilmente intuire, non si può essere assistenti sociali specialisti se non si ha fatto il percorso per fare gli assistenti sociali "di base".

Falso. E comunque le proposizioni incidentali vanno aperte, oltre che chiuse.

Calcola che questa laurea magistrale non ti aprirà molte porte, perché i pochi concorsi che la richiedono implicano l'iscrizione all'albo degli Assistenti sociali specialisti e sono quindi blindati.

Altra balla spaziale.

Ti consiglio di fare la triennale se vuoi fare l'assistente sociale. Oppure di continuare la magistrale in sociologia o ancora meglio scienze politiche che ti aprono le porte a molti più concorsi.

Non esiste neanche la magistrale in Scienze politiche :lol:

[quote="chiara79"]Prenditi tutto il tempo che ti serve e pensaci su con calma, hai ancora tempo.

Anche io ero in una situazione analoga alla tua e alla fine ho optato per la triennale e ho fatto la scelta migliore, per quel che mi riguarda. Sappi che per lavorare come assistenti sociali il percorso della LM87 non è un passaggio obbligato. La maggior parte delle conoscenze professionali le apprendi alla triennale (la magistrale è un utile approfondimento e, a volte, un mero ripasso visto l'impoverimento didattico che le ultime riforme universitarie hanno causato) e i concorsi chiedono quasi esclusivamente il possesso della triennale.

Di concorsi per assistente sociale specialista (ovvero dirigente dei servizi sociali) ne ho visti ben pochi. La LM87 è, se posso essere sincera, un po' un pacco. Ma non voglio aprire polemiche, se leggi sul forum i vari post su questa laurea magistrale capirai meglio.

Ciao ciao[/quote]
Ecco, ora cominciamo a ragionare.

Concorsi per assistente sociale specialista non esistono perché questa figura non è prevista tra i profili professionali degli enti pubblici. Il dirigente dei servizi sociali non è la stessa cosa e questo ruolo non implica essere degli assistenti sociali, specialisti o meno.

La laurea magistrale comunque consente l'accesso anche all'esame di Stato per la sezione B dell'albo (e l'iscrizione alla sezione A non vieta di fare gli assistenti sociali 'semplici') e questo indipendentemente dal fatto che si possegga una laurea in classe L39 o nella vecchia classe 6.

[quote="Nazg"]- è una laurea magistrale "giovane" [/quote]
Tutte lo sono. Sono nate tutte insieme.

[quote="Nuvoletta"](solo i laureati i scienze politiche potevano accedere alla rispettiva laurea specialistica, i laureai in economia in quella di economia ecc.).[/quote]
Mica vero.

Io mi sono laureato in un corso D.M. 509/1999 e presso il mio ateneo potevo accedere a ben otto corsi di laurea specialistici differenti nella mia facoltà, uno in un'altra facoltà e uno in un'altra facoltà ancora.

La differenza tra il decreto MURST 509/1999 e il decreto MIUR 270/2004 è semplicemente che le vecchie lauree specialistiche constavano di 300 crediti, ovvero dei 120 crediti loro propri e dei 180 assorbiti dalla laurea di accesso, mentre le nuove lauree magistrali constano di 120 crediti solamente. Questo cosa implicava? Che con le vecchie lauree specialistiche era necessario progettare un percorso di studi di 5 anni, cosicché se possedevi una laurea diversa da quella concepita come «in continuità» o «di accesso diretto» avevi i crediti dei primi 3 anni diversi. A questo punto interveniva l'autonomia universitaria: in alcuni atenei l'accesso era sbarrato, in altri era consentito a condizione di recuperare i crediti differenti (nell'ateneo che avevo frequentato prima così accadeva, con divieto di iscrizione qualora questo debito formativo superasse i 60 crediti: divieto facilmente aggirato per una certa laurea specialistica perché bastava andare a piangere dalla relativa presidente e questa ti convalidava tutto sulla base delle affinità tra SS.SS.DD. definite a livello ministeriale o, ove non presenti, secondo l'ambiguo concetto di «congruità culturale»), in altri ancora veniva prodotto un piano di studi individuale (ad esempio così era all'Università di Ferrara, ove una mia amica laureata in Scienze della comunicazione si iscrisse a un corso di laurea magistrale nell'àmbito delle lingue straniere: anziché riempirla di debiti formativi, le modificarono il piano di studi andando a metterle sul biennio una serie di esami che avevano sostenuto le sue colleghe laureate in sede in Lingue e culture moderne e che lei non aveva sostenuto, dispensandola da alcuni esami sulla laurea specialistica che le convalidarono rispetto a esami che lei aveva sostenuto nel percorso di primo ciclo, con il risultato che alla fine della fiera risultavano comunque 300 crediti complessivi). Nella mia facoltà ogni corso di laurea specialistica prevedeva più piani di studio istituzionali a seconda della laurea di provenienza tra quelle offerte dalla stessa facoltà e da altre due facoltà dell'ateneo (con cui molti corsi erano organizzati in concerto). Il paradosso è che un laureato in Relazioni internazionali e diplomatiche dell'Università Orientale di Napoli che si veniva a iscrivere da noi al corso di laurea specialistica in Relazioni internazionali aveva debiti formativi, mentre un laureato nostro interno in Comunicazione linguistica e multimediale che si iscriveva al corso di laurea specialistica in Relazioni internazionali non ne aveva.

I regolamenti didattici degli attuali corsi di laurea magistrali sono invece molto più semplici. I crediti sono solo 120 e ciascun regolamento prevede i requisiti di accesso, che possono andare da qualsiasi laurea a lauree solo di una specifica classe (o addirittura specifiche lauree all'interno di una classe), ma più spesso si attestano in una posizione intermedia, come per esempio «laurea di àmbito umanistico o sociale con almeno 30 crediti nel gruppo SPS e 30 nel gruppo IUS». I debiti formativi al momento dell'accesso non esistono più, ma molti atenei, purché ricorrano determinate condizioni sempre definite nei regolamenti didattici, consentono di maturare gli obblighi formativi aggiuntivi (cioè colmare le lacune rispetto ai crediti richiesti), anziché in un anno accademico in più mediante iscrizione a insegnamenti singoli e superamento dei relativi esami, in un pre-esame generale di idoneità sostenuto tutto insieme in un'unica sessione prima dell'inizio delle lezioni relative al corso di laurea magistrale.

[quote="Nuvoletta"]Altra informazione corretta che hai dato è che alla dirigenza è possibile accedere con il solo possesso della Laurea (primo livello). Di fatto però, le amministrazione sono libere di chiedere le lauree che ritengono più idonee per la posizione in concorso, e praticamente sempre le lauree richieste sono quelle Magistrali.[/quote]
La libertà è sul contenuto, cioè sulla materia (nel caso di specie sulla classe), non sul livello di valore del titolo.

Chiedere la laurea magistrale al posto della laurea sarebbe come chiedere la laurea al posto del diploma.