ragazzo con problemi

Sezione: Minori · Aperta il

L'errore di fondo secondo me sta nel fatto che il padre quando si è reso conto delle difficoltà del ragazzo, che però francamente data la gravità penso che ci siano sempre state, non si sia rivolto al Tribunale per rivedere l'affidamento, tanto più che ora c'è la legge sull'affido condiviso. Non averlo fatto, anche se con la giustificazione di non voler creare ulteriori problemi al ragazzo, compromette qualsiasi possibilità di intervento da parte del padre.

Monica

[quote="MonicaB"]L'errore di fondo secondo me sta nel fatto che il padre quando si è reso conto delle difficoltà del ragazzo, che però francamente data la gravità penso che ci siano sempre state, non si sia rivolto al Tribunale per rivedere l'affidamento, tanto più che ora c'è la legge sull'affido condiviso. Non averlo fatto, anche se con la giustificazione di non voler creare ulteriori problemi al ragazzo, compromette qualsiasi possibilità di intervento da parte del padre.

Monica[/quote]

penso proprio che tuabbia ragione.

in ogni caso abbiamo avuto l'incontro con l'ass soc, che è stata molto disponibile e gentile, 2 ore di colloquio in cui abbiamo capito quanto per i servizi siano importanti i rapporti fra genitori, la mediazione. Abbiamo invitato in diretta la madre del ragazzo a prendere appuntamento per un colloquio con la ass soc, ma la madre ha fatto telefonare ai servizi dall'avvocato, abbiamo poche speranze che si faccia viva per utilizzare la mediazione offerta dai serv sociali. pensiamo di rspondere alla sua scarna lettera accentuando il suo rifiuto alla mediazione e andremo da un avvocato esperto in tdm....... che tristezza.....

Quello che mi intristisce è la rigidezza della madre: una madre così dimostra di voler rendere suo figlio succube del suo volere.

Probabilmente anche lei avrebbe bisogno di un supporto psicologico per elaborare la sua identità di madre "piovra"...

Il fulcro del problema resta cmq il minore che merita di avere una "sana" attenzione e amore.

In bocca a lupo Assa! Spero che riusciate ad aiutare il ragazzo a diventare un uomo :D

la situazione è precipitata. La madre (e se lo dico ho ragione di esserene certa perchè il ragazzo non ne è marterialmete capace da solo) ha fatto scrivere al figlio un fax autografo al padre in cui dice di essere continuamente maltrattato dal padre dalla nonna e da me e per questo non vuole più venire con il padre per le usuali visite finchè non gli sarà garantita tranquillità e serenità. Abbiamo fatto un telegramma in cui si garantisce la tranquillità e a garanzia se si trovasse male lo avremmo riaccompagnato a casa ribadendo che comunque saremmo andati a prenderlo. poi dopo molti tentativi (ora spengono i telefoni o non rispondono, cosa mai successa prima) il padre è riuscito a parlare con il figlio il quale ha letto un proclama in perfetto italiano in cui dice che se anche il padre dovesse andare a prenderlo lui avrebbe chiamato i carabinieri perchè sopra i 14 anni lui ha il diritto di rifiutarsi di andare con il padre.

E domani dovremmo andare a prenderlo.... e solo domattina potrò forse riuscire a parlare con un avvocato..... cosa facciamo????

Abbiamo anche telefonato ai servizi per un consiglio e la ass soc ci ha detto che lei non può fare nulla anche perchè ha già ricevuto la telefonata dell'avvocato della madre del ragazzo e non vuole correre alcun rischio.

Effettivamente ci si trova davanti ad una situazione d'empasse. La situazione non è sicuramente facile e nonostante l'assistente sociale del caso abbia buone capacità professionali e personali, non è assolutamente facile risolvere la situazione. Spesso gli assistenti sociali in questi casi non hanno la bacchetta magica, credo che l'unica via percorribile sia quella, a questo punto, di chiedere al T.M. un'istruttoria sulle relative capacità genitoriali della madre, la quale verrà affidata ai servizi sociali competenti. In questo modo, in base agli esiti dell'istruttoria, si potrà procedere alla revoca o no, dell'affidamento esclusivo alla madre, valutando gli interventi opportuni da adottare per il minore ed eventualmente anche per la madre, fermo restando che il problema bersaglio rimane pur sempre il ragazzo.