Chiara79, la tassa di iscrizione all'ordine è annuale e varia da regione a regione. E' il singolo consiglio regionale che decide l'importo, quindi devi verificare nella tua regione.
dilemmi etici degli assistenti sociali
Ecco un bel dilemma etico, la quota annuale costa pressapoco come un paio di jeans, nessuno di noi occupato o disoccupato acquista o no un paio di jeans all'anno?
[quote="MonicaB"]Ecco un bel dilemma etico, la quota annuale costa pressapoco come un paio di jeans, nessuno di noi occupato o disoccupato acquista o no un paio di jeans all'anno?[/quote]
ah... ma tu compri jeans "cavalli"? o "dolce e gabbana"? io 2 giorni ne ho comprato un paio da upim a 14,99... calzano che é un piacere. la marca? boh...
Altri dilemmi:
- alcuni colleghi dicono "credo nella formazione continua dell'ass.soc. ma voglio fare formazione solo nel mio orario di servizio..."
- alcuni colleghi i disoccupati dicono "ma se non lavoro come mi pago la formazione? posso essere esonerato dai crediti?"
Quello che mi chiedo io è: quanto ci crediamo nella professione? E' solo un modo per portare a casa lo stipendio? Perchè devo essere esonerato se esiste la formazione gratuita? Perchè devo essere esonerato se come disoccupato ho più tempo per fare formazione e quest'ultima mi può essere utile per trovare lavoro?
[quote="Nazg"]Altri dilemmi:
- alcuni colleghi dicono "credo nella formazione continua dell'ass.soc. ma voglio fare formazione solo nel mio orario di servizio..."
questo sarebbe l'ideale ma credo sia difficile da ottenere, se non talvolta.
- alcuni colleghi i disoccupati dicono "ma se non lavoro come mi pago la formazione? posso essere esonerato dai crediti?"
personalmente aborro l'idea di pagare per la formazione. vero che viene offerta anche da liberi professionisti, ma le spese (compensi) dovrebbero essere coperte dall'Ordine (ah ah ah... in un modo e nell'altro, sempre da noi!)
Quello che mi chiedo io è: quanto ci crediamo nella professione? E' solo un modo per portare a casa lo stipendio? Perchè devo essere esonerato se esiste la formazione gratuita? Perchè devo essere esonerato se come disoccupato ho più tempo per fare formazione e quest'ultima mi può essere utile per trovare lavoro?[/quote]
formazione più utile per trovare lavoro? sì... nella "Città del sole" di Campanella... :wink:
Mumble mumble, il mio discorso sui jeans era legato alla quota di iscrizione all'ordine. In un anno un centinaio di euro lo spendiamo sicuramente in cose più futili ma ci pesa la quota da versare all'ordine, perché? E' come ad ogni inizio di anno scolastico con le levate di scudi sui prezzi dei libri e poi mandi a scuola il figlio con lo zainetto Eastpack da 70 euro. E questo è un dilemma. Poi sulla posizione rispetto all'esistenza o meno degli ordini porfessionali non mi esprimo e non apro qui tale porta. Sulal formazione continua quello che ha infastidito secondo me è l'obbligatorietà aprioristica senza condizioni, cioè bisogna raggiungere quei crediti punto. Non interessa se a differenza degli infermieri professionali gli enti di appartenenza non abbiano alcun obbligo di farti frequentare corsi o ancora di più ti ostacolino. Si ragiona solo sull'assistente sociale e non sul sistema e questo secondo me è piuttosto irritante. Detto questo non tutti hanno la possibilità stante le 36-40 ore di lavoro settimanale di frequentare corsi al di fuori dell'orario di lavoro, io per esempio tengo numerosa famiglia e nessuna rete parentale. Sono oggettivamente in difficoltà e francamente non vivo 24 ore su 24 nell'assistenza sociale, mi piace anche fare altro e voglio riusicire a dedicarmici. Era un lavoro sul sitema che andava fatto prima secondo me come è stato fatto per gli ECM. Che poi più formazione possa permettre di trovare più facilmente lavoro, io che non vivo nella città del sole ci credo invece, come ho già avuto modo di dire in altrre discussioni studiare non fa male
Sulla formazione continua quello che ha infastidito secondo me è l'obbligatorietà aprioristica senza condizioni, cioè bisogna raggiungere quei crediti punto.
d'accordissimo. e non trovi assurdo che si parli addirittura di formazione a pagamento?
Che poi più formazione possa permettre di trovare più facilmente lavoro, io che non vivo nella città del sole ci credo invece, come ho già avuto modo di dire in altrre discussioni studiare non fa male.
certo che studiare non fa male... dubito però che aumenti le possibilità di trovare lavoro.
La formazione,le regole ,il codice deontologico,i comportamenti scorretti degli assistenti sociali, i tirocini e l'aiuto affrettato da parte di alcuni as forse troppo frettolosi nel risolvere le situazioni e altre problematiche rendono gli stessi servizi sociali un DILEMMA ETICO tanto da dover fare i "salti mortali" per aiutare le persone deboli.
Lo stato non aiuta ,la sanità italiana è allo sbando,la burocrazia italiana non finsice mai!, gli aiuti diminuiscono a causa dei tagli della finanziaria e intanto la nostra società diventa sempre piu' povera senza lavoro,casa e costretta a vivere in strada nei casi piu' gravi e ad effettuare diversi comportamenti devianti!. Per concludere lo stato non ci pensa e sono sempre i cittadini e noi as a sobbarcarci i problemi sociali.
arrivederci
Non sono un assistente sociale ( la mia classica premessa :mrgreen: ).
Vorrei fare una precisazione: quando si parla di formazione continua che "aiuta a trovare lavoro" non si parla di "ti piovono le offerte dal cielo" ma di maggiori possibilità di vincere un concorso... e basta leggere alcuni messaggi di gente in preda al "panico da concorso" per capire di cosa parlo. :D
In merito alla discussione, ho visto che si presentano dilemmi etici sul pagamento della tassa d'iscrizione all'albo o all'obbligatorietà della formazione (cosa che -tra l'altro- condivido a pieno) ma mi chiedo: non ci sono dilemmi etici più profondi?
Per esempio i comportamenti in ambito lavorativo del tutto discutibili...
Per esempio le violazioni del diritto alla riservatezza...
Per esempio l'esercizio della professione finalizzato allo stipendio, piuttosto che ad un aiuto reale e concreto di chi ha realmente bisogno.
A voi.
Credo invece che i fatti siano due e da tenere ben distinti:
1) non è la quota in sé che rende più o meno abile il professionista...
2) il soggetto è un professionista a prescindere dalla quota...
3) occorre eliminare le caste, quindi via le tessere di appartenenza, che sono la rovina dell'Italia e degli italiani...
4) perché uno dovrebbe essere obbligato a pagare una quota di appartenenza... quando in sé già è?
5) Se uno volesse dissentire, sull'operato della casta, credo ne abbia tutti i diritti, poi la quota non deve essere un fatto coercitivo.
6) e chi non ha i soldi per pagare, e magari non ha un lavoro cosa fate lo buttate fuori?
quindi via le caste, libera professione, via le tutele e avanti il merito!!