cari colleghi, condivido con pieno interesse l'argomento di questa discussione, e ogni punto di vista ha il suo perchè, riflette un sistema spaccato e disorganizzato che comincia proprio con la formazione universitaria. A mio parere, la sola laurea, triennale o specialistica che sia, e la stessa abilitazione all'esercizio della professione, ci fa diventare a.s. solo su carta, e ammesso che ci fornisca tutti i contentuti teorici adatti( cosa di cui dubito, dato che i programmi universitari, almeno parlo della mia città,Bari, erano a malapena sufficienti)non riescono da soli a farci diventare dei bravi a.s.
Io per prima, se mi diceserro domani: Sei assunta!!! non saprei bene da che parte cominciare. Il lavoro va "imparato", e si impara a lavorare solo lavorando...spesso nei colloqui che facevo venivo rifiutata proprio perchè lamentavano la mia mancata esperienza nel settore ( escluso il tirocinio). Ho insistito, tanto, con parecchi momenti di sconforto, ma alla fine credo di avercela fatta. Non sono ancora una assistente sociale, e forse dovrò aspettare parecchi anni per diventarlo, o forse non lo sarò mai, ma per adesso faccio l'educatrice in un centro diurno per disabili la mattina ( senza contratto), e il pomeriggio sono volontaria di servizio civile presso un centro diurno per minori a rischio.Certo è stancante lavorare 10 ore al giorno per una "scemità" a fine mese, non avere un minimo di contratto, fare di tutto, guidare pulmini, accompagnare i ragazzi in bagno, pulire dove hanno sporcato...però è un inizio, è un percorso, dove solo partendo dal basso, si possono davvero cogliere tutte le dinamiche nel loro insieme...cosa che alla fine andrà solo ad arrichire la nostra professione un futuro. Certo non bisogna accontentarsi, ma imparere, dare, apprendere da tutto/i...
Il parere di Ugo mi ha dato grande conforto....quindi grazie Ugo!!!A proposito, tu parli di libera professione, mi spiegheresti meglio??? Tu come ci sei arrivato ad esempio?? E' una cosa che mi ha sempre incuriosito ma di cui so poco.