che si deve fare per lavorare???

Sezione: Lavoro · Aperta il

Problemi simili li abbiamo tutti...

Dopo l'abilitazione seguente all'esame di Stato sono in attesa di ottenere il certificato sostitutivo per iscrivermi all'ordine della mia regione. Spero che i tempi non siano molto lunghi...poi mi metterò alla ricerca, sondando le varie realtà cooperative del mie territorio, portando CV a destra e a manca e preparando una lettera di accompagnamento, mi muoverò molto sul territorio. Cercherò di raccogliere il consiglio di Ugo Albano mettendo la parola flessibilità in una posizione privilegiata del mio vocabolario...

So che sarà durissima, anche perché nel mio Abruzzo non è che ci sia granchè (anche se proverò a guardarmi intorno, ad esempio nelle vicine Marche) però voglio mettercela tutta...

Sonia

Ciao a tutti, mi sono appena iscritta e noto con piacere che i discorsi sono molto interessanti e utili...vorrei rigraziare Ugo Albano per il suo commento riguardo agli assistenti sociali che si rivendono come educatori...questo è proprio il mio caso e quello che hai detto mi è molto utile...

Sono iscritta all'albo nella sez.A da qualche mese e dopo un lungo percorso universitario ho trovato molte difficoltà nel trovare lavoro nel mio ruolo...ho inviato tantissimi CV ma il più delle volte mi è stata richiesta esperienza annuale ed io, a parte un tirocinio di un anno in SerT e un'esperienza di Servizio Civile a contatto con adolescenti non ho avuto altre esperienze in merito. Così ho provato a candidarmi per gli annunci come educatrice e da un mese lavoro per una Comunità di Minori che tratta casi di abuso e maltrattamento. Il lavoro è molto impegnativo sia per i turni, notturni e festivi, sia per la "fatica" che si impiega nello stare a stretto contatto con questa tipologia d'utenza. In più momenti mi sono chiesta se ho fatto bene ad intraprendere questa esperienza e leggendo quello che ha scritto Ugo Albano mi convinco sempre di più di si. Innanzitutto andrò ad accrescere notevolmente il mio bagaglio di esperienza e il fatto che questo avvenga "dall'altra parte", cioè condividendo la quotidianeità di questi utenti, e osservando come il servizio sociale si interfaccia con una Comunità e con i suoi casi ritengo possa essere fondamentale per ricoprire il mio ruolo in futuro.

Sono quindi d'accordo con Ugo quando dice che il nostro è un percorso che prende in gioco molte sfaccettature del disagio e poterlo fare attraverso una flessibilità nei ruoli può farci "scalare" come diceva Ugo e far crescere. Non è più possibile oggi aspettare il posto pubblico ed essere da subito corenti con il ruolo per il quale si è formati. La gavetta, come dice Ugo, è fondamentale. Adesso sono contenta di aver incontrato un'associazione che mi abbia dato la possibilità di farla e se poi adesso non mi chiamo assistente sociale ma educatrice, questo non fa la differenza. L'ambito di lavoro, cioè il disagio, è lo stesso, cambia solo l'angolatura che si ha nel guardarlo.

cari colleghi, condivido con pieno interesse l'argomento di questa discussione, e ogni punto di vista ha il suo perchè, riflette un sistema spaccato e disorganizzato che comincia proprio con la formazione universitaria. A mio parere, la sola laurea, triennale o specialistica che sia, e la stessa abilitazione all'esercizio della professione, ci fa diventare a.s. solo su carta, e ammesso che ci fornisca tutti i contentuti teorici adatti( cosa di cui dubito, dato che i programmi universitari, almeno parlo della mia città,Bari, erano a malapena sufficienti)non riescono da soli a farci diventare dei bravi a.s.

Io per prima, se mi diceserro domani: Sei assunta!!! non saprei bene da che parte cominciare. Il lavoro va "imparato", e si impara a lavorare solo lavorando...spesso nei colloqui che facevo venivo rifiutata proprio perchè lamentavano la mia mancata esperienza nel settore ( escluso il tirocinio). Ho insistito, tanto, con parecchi momenti di sconforto, ma alla fine credo di avercela fatta. Non sono ancora una assistente sociale, e forse dovrò aspettare parecchi anni per diventarlo, o forse non lo sarò mai, ma per adesso faccio l'educatrice in un centro diurno per disabili la mattina ( senza contratto), e il pomeriggio sono volontaria di servizio civile presso un centro diurno per minori a rischio.Certo è stancante lavorare 10 ore al giorno per una "scemità" a fine mese, non avere un minimo di contratto, fare di tutto, guidare pulmini, accompagnare i ragazzi in bagno, pulire dove hanno sporcato...però è un inizio, è un percorso, dove solo partendo dal basso, si possono davvero cogliere tutte le dinamiche nel loro insieme...cosa che alla fine andrà solo ad arrichire la nostra professione un futuro. Certo non bisogna accontentarsi, ma imparere, dare, apprendere da tutto/i...

Il parere di Ugo mi ha dato grande conforto....quindi grazie Ugo!!!A proposito, tu parli di libera professione, mi spiegheresti meglio??? Tu come ci sei arrivato ad esempio?? E' una cosa che mi ha sempre incuriosito ma di cui so poco.

Carissima,

va bene, ma bisogna farsi pagare. So della situazione non facile della Puglia, tant'è che da anni tantissime colleghe del barese vengono da noi in Emilia-Romagna, stanche di farsi sottopagare. Anche come educatore è importante avere un contratto ed una copertura INPS.

Libera professione: se cerchi nel forum, ne abbiamo parlato in lungo ed in largo. Io poi ci ho scritto un libro ed organizzo in giro per l'Italia seminari formativi.

Consiglio sempre di iniziare come dipendenti a lavorare. La libera professione richiede infatti sempre preciose competenze, queste o si hanno o non si hanno.

Giuridicamente, però, la partita IVA prescinde da ciò, tant'è che ci sono colleghe che, pur di lavorare, vivono di convenzioni.

Come detto, dobbiamo cercare in settori in cui ancora non ci siamo.

Per esempio, i servizi di patronato. I Sindacati. Le associazioni di consumatori. Sono ottime palestre in cui imparare.

Raccomando sempre il "farsi pagare": con i soldi in tasca ci sai sente meglio e ci si può permettere anche di investire soldi sulla formazione (cosa che io consiglio vivamente.....ci sono master che danno buone possibilità di lavoro...).

Se ti interessa di più la libera professione, dà un'occhiata al mio libro. Trovi la sua scheda sul mio sito (vedi sotto) nell'area "libri pubblicati".

Per il resto mi contatti direttamente.

Saluti.