Servizi alternativi per situazioni di povertà?

Sezione: Povertà ed Emarginazione · Aperta il

buongiorno,

giusto per precisare; il conteggio dei contributi economici non era un modo di ridurre a un numero gli utenti. era una riflessione, condivisa e partecipata tra colleghe di uno stesso Comune, per capire come stiamo agendo professionalmente.

i discorsi fatti da davide, peraltro condivisibili, non aiutano però a capire come agire professionalmente nel qui e ora.

è giusto e credo sia anche necessario che noi assistenti sociali dobbiamo essere in grado di andare più in là della pratica quotidiana e ragionare a livello di sistema assumendoci anche un ruolo di advocacy, ma è altrettanto giusto che, nel frattempo, non ci dimentichiamo di dove siamo, del lavoro quotidiano che andiamo a svolgere e della mentalità con cui ci scontriamo.

grazie.

no volevo solo dire che la tua esperienza professionale pallaspina è da osservare e prendere come esempio, secondo me. la messa in discussione professionale e quella specie di fuoco che molte persone hanno dentro e che ci spinge sempre ad "andare oltre il conosciuto" ad allargare la nostra carriera/saperi/sviluppo personale è una grande risorsa. certo poi molti professionisti pagano in termini di scelte e serenità professionale questo tipo di, chiamamole battaglie, ma quello che rimane e che si lascia è importante. anche io intendo mettermi in gioco di nuovo e sento di dover studiare e confrontarmi coi problemi sempre di più.

poi ciò che scrivi tabellina, è corretto. è sicuramente un limite del mio discorso e qui esce fuori la mia immaturità professionale e/o mancanza di esperienza una cosa che riconosco. ma dico anche, senza voler riferirmi a nessuno in particolare perchè non conosco le vostre situazioni ci mancherebbe, in generale, sopratutto i professionisti che lavorano da anni, se sentono che le cose non vanno come vorrebbero, perchè anzichè aspettare che sia qualcuno a spiegare come risolvere i problemi quotidiani, potrebbere iniziare a pensare le modalità con cui tradurre nella pratica i malesseri di sistema che percepiscono, passare dal macro al micro, iniziando a dare ognuno nel suo piccolo piccole spinte...

associazioni, lettere agli ordini, convegni, sensibilizzazione professionale..seminari ecc.

la situazione che sta vivendo in questo momento la politica sociale italiana d'altronde è sotto gli occhi di tutti. è molto grave quello che stanno facendo al momento i nostri governanti. ci saranno delle conseguenze disastrose nei prossimi 15-20 anni.

questo forum è comunque un'idea davvero buona, da cui attingere spesso...

buona giornata.

Per Davide.

Trovo nei tuoi discorsi spesso un atteggiamento di svalutazione verso gli assistenti sociali a favore di professioni cliniche.

Non so a che titolo tu parli. Non parli da assistente sociale. Sicuramente non lo sei.

A.C.

ciao Annaclara. trovo nel tuo intervento un esempio pratico di ciò a cui mi sono riferito.

solo chi pratica un atteggiamento di svalutazione come te, nel tuo caso mettendo in malafede il fatto che io sia assistente sociale, quindi deleggitimando la mia persona e i miei interventi (dietro un pc) vede la svalutazione fuori di sè, quindi leggendo le opinioni e gli interventi altrui in termini svalutativi.

cioè "clinicamente.."(passami l'ironia) cosa avviene?

che quello che c'è dentro di noi.. il pre-giudizio svalutativo è quello stesso schema che ci guida quando ci confrontiamo con le opinioni diverse.

chi invece ha dentro di sè schemi costruttivi, non vede svalutazione all'esterno, ma vede occasione generale di crescita, amicizia,opinioni poco importanti magari ma pur sempre un giovane che con dei limiti prova a condividere quello che sente, letto e studiato anche con sacrificio.

quindi clinicamente, per la mia poca esperienza personale credo che lavorando sul proprio schema di giudizio interno (che hanno un pò tutti..per carità) si avranno scambi migliori per tutti.

poi vabbè non penso ci sia bisogno di dimostrare che sono Assistente sociale specialista.. per farmi una chiaccherata su un forum.

ma se il moderatore, leggendo questo intervento, intende cambiare le modalità di accesso al forum richiedento prova dell'esame di stato, titoli di laurea ecc, sono ben lieto.

buona serata.

Davide, si capisce che non sei assistente sociale, perchè non lo dici?

Nessuno ti svaluta, è però il tuo pensiero che è svalutante verso gli assistenti sociali. Non ti sembra un problema andando in un forum di assistenti sociali?

AC

:D haha.. va bene allora se lo dici tu..quasi quasi mi convinci...e lo ammetto.

solo che con tutte le tasse pagate, le vicissitudini varie, gli esami e i tirocini...sembrebbe quasi un'ingiustizia!

spero almeno ti sia fatta un'opinione sulla tematica lanciata.

direi di terminare qui la nostra discussione,non credo importi a molti sapere se sono o no ass. sociale.

in bocca al lupo per la tua di carriera comunque.. ciao.

ti piace essere un uomo del mistero. secondo me non sei un as. se lo sei, sei molto confuso. comunque sei saccente, tu capisci tutto e gli altro devono sperare di essersi fatti un'opinione sulla tematica, e nel frattempo termini la discussione.

AC

cara Annaclara,

davvero non trovo il senso di continuare questa discussione su base personale con attacchi di questo tipo, non si va lontano, ma voglio dare spazio ai tuoi interventi perchè per me è sempre motivo per imparare.

se ho terminato la discussione, è perchè la collega che ha chiesto aiuto sta affrontando delle problematiche serie nel suo lavoro e noi dalle nostre comode tastiere parliamo invece delle nostre curiosità personali.mi sembra una mancanza di rispetto nei suoi confronti che vive e degli altri che si sono impeganti a rispondere.

quindi ti inviterei a scrivermi in privato e conoscerci. posso cosi chiarirti le tue curiosità purchè pertinenti...e non invasive o giudicanti e magari scoprire tante cose di noi.

aldilà di ciò non ho avuto problemi in passato su questo forum a parlare di me se lo ritengo importante per il topic

io vorrei dirti che prendo molto seriamente quello che hai scritto. c'è sicuramente del vero e se mi hai vissuto come saccente significa che i miei interventi hanno avuto dei limiti nella comunicazione/sostanza e guarda che ti ringrazio davvero per me è tutto materiale di auto-analisi.prendo atto e faccio un passo indietro.

vorrei dire che la mia intenzione era discutere di qualcosa, con un tono forse un pò politico, nel senso di messa in circolo di determinati argomenti che da un pò cerco di approffondire.

per smuovere un pò le acque..un pò arrabbiato da quello che sta succedendo a livello governativo professionale ecc. niente di personale contro nessuno.

personalmente sento molta tensione, pericolo..ma questo è come intendo un pò io la professione e la situazione italiana in questo momento, non necessariamente mi aspetto che lo stesso sentano i miei colleghi disoccupati e non....anche se bisognerebbe fare gruppo e agire secondo alcuni principi per tutti.

certo giustamente questo non giustifica che io non appaia saccente o no per cui grazie, farò tesoro.

confuso. ebbene anche qui non ti sbagli mica. sono confuso da una vita professionalmente...

ma per me la confusione non è solo negativa. anzi.

mi spinge a ricominciare, a cambiare il percorso professionale... vedendo molti interventi nel forum ci sono tante situazioni simili alla mia.

questo è il mio personale modo di vivere la mia carriera professionale, in maniera ecclettica. passare dalla sociologia alla psiconanalisi, vivere in italia, lavorare all'estero, fare volontariato prendermi lauree.

rinunciare al progetto originale per poi magari tornarci con più risorse o esperienze....iinsomma.

non penso sia come traspare dalle tue parole un motivo per sminuire o perdere una parte di identità. anzi.

certo ci sono dei costi di cui sono consapevole, delle lacune in tutte le scelte d'altronde.

non ho come più volte dichiarato anche negli interventi sopra un'esperienza da asS. SOC. di base,...è pur vero che se dovessi lavorare a fianco nella loro quotidianeità, con persone per esempio che sono intervenute in questo dibattito o al tuo fianco magari, emergerebbero moltissime mie personali mancanze..

ma posso recuperare se lo vorrò, sno ancor giovane :)

vedo che per te è estremamente importante, ma io non voglio identificarmi in un ruolo.

pedagogista, counsellor, assistente sociale e specialista, diritti umani, sociologo educatore professionale ecc..sono dei titoli.in italia poi....

titoli importanti, certo, che ho conseguito..ma che rappresentano solo in parte un modo per crescere professionalmente.

è molto complesso e stimolante crearsi poi un profilo professionale. ma penso che ci sia del tempo per ogni fase della vita e soprattutto....

dai periodi di confusione sono sempre nate esperienze di svolta professionale.

ora continuare questi discorsi mi sembra davvero fuoriluogo in questo topic.

ma spero di aver contribuito e che questa sia un occasione per conoscerci meglio, lo dico sinceramente.

a presto.

una cosa su cui stavo riflettendo e che non possiamo trascurare é la differenza di genere. La nostra professione in questo senso fa scuola, nel senso che storicamente é composta da donne e secondo me non é casuale il fatto che sia una professione un pó "Cenerentola", se pensiamo agli stereotipi di genere nei quali ci ha instradato la nostra socializzazione (donna dipendente, secondaria all'uomo, ruolo di cura, ecc.). Ora, quello che una volta mi fece notare una collega anziana é che gli uomini all'interno della nostra professione si pongono in evidenza, nel bene e nel male. Nel bene perché spesso sono proprio loro a portare avanti visioni critiche, nel male perché a volte alcuni di loro (alcuni) esprimono grosse rigiditá... che rappresentano "alibi" per non collaborare. ad esempio, in un'equipe (parlo di esperienza personale, relativa a un collega che era davvero ostacolante da una parte ma, dall'altra, aveva quell'autorevolezza verso altre professioni, politici ecc. che spesso manca a noi donne a.s.). Ora, mi chiedo se Davide non possa essere stato vissuto cosí? :D Io spezzo una lancia in suo favore, in quanto secondo me, ben venga essere critici verso la propria stessa professione. Perché no, soprattutto se le critiche sono (almeno in parte) fondate? Io sono intervenuta spesso per sentirmi dire da alcuni che "questa é la mia visione", che "per loro é bellissimo", ecc. Senza sottolineare che "per me é bellissimo" spesso é affermato da colleghi neo-laureati, che quindi non hanno ancora toccato con mano l'operativitá (se non in tirocinio, che é ancora un'esperienza troppo parziale), vi assicuro che dopo alcuni anni di operativitá sono pochi gli a.s. per cui "rimane bellissimo". Oserei dire quasi nessuno, se si eccettuano casi atipici che sono l'eccezione alla regola, spesso perché hanno un'area di lavoro speciale (non so, il centro adozioni e basta, oppure il consultorio, aree insomma dove spesso si toccano argomenti piú "leggeri" o quantomeno piú interessanti e meno burocratizzati del classico lavoro distrettuale di base) o magari insegnano all'universitá (ho conosciuto docenti che si presentano come a.s. e poi scopri che hanno lavorato tot anni come infermieri e poi sempre come psicoterapeuti... di servizio sociale hanno toccato solo la pergamena del titolo di assistente sociale che hanno conseguito nel frattempo e MAI usato...). La cosa che mi ha originato piú rabbia, riflettendo dopo che avevo lasciato il lavoro e deciso di fare scelte diverse, é stata che per ANNI i colleghi hanno fatto sentire me e altri INADEGUATI al ruolo. Ho pensato di aver vinto quando finalmente mi sono guardata dall'esterno e ho capito che non ero io inadatta al ruolo di a.s., ma... era lui che era inadatto a me. É diverso. Ora, quel collega uomo di cui parlavo sopra ha sempre fatto notare a tutto il gruppo che é un pó rischioso che la categoria degli a.s. valuti positivamente i suoi membri che sono piú "adattabili, flessibili, resilienti, eroici"... non so se rendo l'idea. Testuali parole: "sembra che l'a.s. bravo sia quello che SOFFRE". No, diceva lui, scrolliamoci di dosso quest'aura di martiri e cominciamo a pensare che rivendicare alcuni status non é vergognoso, anzi!!! A volte leggere commenti gio neo-a.s. quali: "questa professione si sceglie per MISSIONE...", "non ci deve muovere il SOLDO come prima cosa"... lo trovo un pó pericoloso.... piú che mai alla luce dell'attuale scenario politico-sociale italiano, dove ormai nel sociale si trova manodopera gratis perché? perché noi stessi alimentiamo l'opinione che per svolgere questo lavoro é necessaria soprattutto tanta buona volontá, buon senso.... poi ci buttiamo a fare masters costosissimi e completamente inutili, quando altre professioni mettono in saccoccia competenze che spendono senza grossi problemi sul mercato del lavoro ... Io spero che questa mia analisi non venga presa male, ma 12 anni dentro la professione, studio e formazione, esperienza di vita all'estero e una ulteriore formazione-altra mi hanno fatto apparire questo fenomeno... non so, faccio un esempio: un a.s. attuale viene formato per lavorare in un Welfare che agli atti NON ESISTE PIÚ; studia un diritto sul quale il giurista ne sa ben piú di lui; studia una sociologia della quale il sociologo ne sa ben piú di lui; non parlaimo della psicologia perché, lasciando da parte l'ambito piú clinico (che non ci interessa, va bene, é arido, brutto ecc. ma lí gli psicologi ci vanno a nozze, qui in Spagna con la crisi che c'e' i miei compagni di corso che stanno finendo ora aprono un ambulatorio dopo tre mesi dalla laurea e qualcosa fanno, certo non si arricchiranno ma almeno non stanno a piangere che non sfruttano il titolo, e qui chiudo parentesi), io ho avuto una grossa crisi di identitá quando mi sono confrontata con corsi di psicologia sociale che potevano dare dei punti a molti esami che ho dato alla facoltá di servizio sociale. E ho avuto un pensiero perverso: mica andrá a finire che pure lo psicologo sociale ci ruberá il lavoro??? :shock:

Poi prende il famigerato titolo e va a fare un master in mediazione familiare (quando tutti gli psicoterapeuti e ormai gli avvocati del circondario hanno fior di contatti in termini di mediazione) o, magari, di metodo Tavistock per l'osservazione dei bambini (???), che sí, in USA fanno gli a.s., ma perché lí il nostro ruolo é totalmente diverso, per capirci lí l'a.s. fa anche terapia.... Bello, bellissimo, meraviglioso, ma poi??? che ci fai??? al massimo lo usi come surplus alle tue competenze nella sfigata operativitá quotidiana dell'ente pubblico, dove i dirigenti ti dicono chiaramente che tu che ti fai il mazzo tanto guadagni esattamente come il collega che scalda la sedia, anzi, facessi anche tu un pizzichino meno, a volte scocceresti meno e saremmo tutti piú contenti... e lo dico per esperienza vissuta, eh....

Non pensate che ci sia perlomeno QUALCOSA che non va e che forse di potrebbe cercare di modificare?

ciao a tutti..

per davide: io credo che il tuo intervento sia stato molto importante e utilissimo.

per pallaspina: oh, si, come ti condivido...ma come la si cambia questa mentalità?