Assistente sociale nel comune

Sezione: Servizio Sociale · Aperta il

Ciao a tutti, vorrei un consiglio. Il 23 luglio dovrò sostenere l'orale dell'esame d stato sezione B. e m hanno detto che tra le tante domande, chiederanno anche del tirocinio. Ora mi chiedo, io ne ho fatti due al Comune, ma poco produttivi, dove oltre a fare fotocopie e un paio d visite domiciliare per evasione scolastica, nient altro. Se m chiedono, io cosa rispondo? Magari potete darmi delucidazioni sul ruolo dell'ass.soc nel Comune e casomai "invento"...

Cara Lalla,

gli errori si pagano sempre nella vita, prima o poi.

C'è modo e modo di fare il tirocinio. "Accumulare ore" (facendo fotocopie) e per strappare i CCFFUU oppure PRETENDERE un percorso di acquisizione di competenze sono due cose diverse.

Se "fare fotocopie" non è formativo, dovevi già all'inizio chiedere di farlo altrove.

Che dirti? Portare all'esame di stato una "pratica svuotata" è indice di non avvenuta professionalizzazione.

[quote="lalla"] Ora mi chiedo, io ne ho fatti due al Comune, ma poco produttivi, dove oltre a fare fotocopie e un paio d visite domiciliare per evasione scolastica, nient altro. Se m chiedono, io cosa rispondo? Magari potete darmi delucidazioni sul ruolo dell'ass.soc nel Comune e casomai "invento"...[/quote]

Ciao Lalla,

a parte effettivamente la poca profesionalizzazione (il tirocinio è fondamentale per poi lavorare), in questo tirocinio, a parte fare fotocopie e due visite domiciliari, avrai fatto pur altro no? non so, osservazione, accompagnamento del tuo supervisore? oppure stavi fuori dalla porta?

se quest'ultimo è il tuo caso, allora all'esame non inventare..piuttosto porta una riflessione critica sul tirocinio...

e poi, perchè magari non cerchi qualche ente che ti accolga per un tirocinio post laurea per un breve periodo così da recuperare (e avvantaggiarti rispetto all'esame di stato, dato che provieni da un'altra regione e le politiche sociali e gli interventi sono molti diversi da regione a regione?)

Caterina

Caterina

Lavorare in comune... Magari, ma ci sono pochi concorsi e pure per fare l'assistente sociale tocca conoscere qualcuno... Io ho 28 anni, sono assistente sociale ed è da 8 anni che lavoro sul serio, come educatore , prima in casa famiglia, poi tossici, poi disabili, ora rsa psichiatrica ... Entrare come dipendente (parassita) dello stato in comune , ci metteri la firma... Poter prendere tutte le aspettative/infortuni/malattie che vuoi, quando vuoi.... Potersi lamentare, sempre, senza che nessuno ti lasci a casa... Magari! Me lo meriterei quasi dopo anni di fatica, ma purtroppo è difficile :(

Io trovo assai superficiale quanto dici. Oltre che irrispettoso di chi lavora nei Comuni. E devo dire anche che è da ignoranti parlare in questo modo.

Anche nei Comuni gli assistenti sociali lavorano "sul serio", anzi "si fanno il mazzo", in questi tempi come non mai.

Ma la smettiamo di parlare "per sentito dire"? Come fa oggi un professionista a parlare così di colleghi, a vedere il mondo pubblico come un'accozzaglia di fannulloni?

Gli effetti di "Brunetta" sono pure queste sparate di pancia di gente che non ne sa mezza.

Mi dispiace che tu sia un assistente sociale. Datti una calmata, per favore, e non nasconderti dietro l'anonimato....

Buona serata!

In realtà per essere assistente sociale mi manca l'esame di stato, non l'ho ancora dato proprio perchè vedo che concorsi non ce ne sono.... E per fare i part-time nelle cooperative, beh, preferisco starmene dove sono ;)

In ogni caso, lei prima di darmi dell'ignorante e prima di dirmi che nel pubblico si lavora, dovrebbe vedere quello che ho visto io, nel settore, in questi anni, dovrebbe vedere i contratti che mi sono stati proposti, quelli che ho rifiutato e quelli che ho accettato, a 28 anni. I lavori che ho cambiato, le situazioni in cui mi sono trovato, i pazienti/utenti/ospiti che ho visto e conosciuto... Ci pensi bene, mi creda, prima di giudicare... :D

Carissimo,

Lei può dire quello che vuole, ma deve contestualizzarlo e non generalizzarlo.

Come dire che se uno zingaro ruba i bambini, allora tutti gli zingari rubano i bambini.

Essere professionisti significa fare questo salto nella comunicazione: una cosa è la chiacchiera, altra cosa sono i fatti.

Poi, scusi tanto, ma questo è un sito professionale, è pure normale beccarsi certe reazioni quando si fa un attacco generalizzato.

Se vuole essere assistente sociale deve imparare a farlo "sentendosi parte di un gruppo".

Chi Le scrive è persona tuttaltro che "allineata", anzi sono assai critico verso un certo modo di "stare in pubblico". Però essere critici è diverso dall'essere polemici.

Abbiamo tanto bisogno in Italia di costruire, invece che di sfasciare.

Ah, io mi chiamo Ugo Albano, Lei come si chiama?

Caro collega, io ho lavorato in un Comune per 12 anni come assistente sociale. Prima di questo ho partecipato in una ricerca AISM con una borsa di studio e poi una breve esperienza a tempo determinato in un altro Comune. Tutti questi tre lavori li trovai in maniera onesta, senza conoscere proprio nessuno perché tra l'altro provenivo da altra zona e mi ero spostata per studiare. Tra l'altro, ho vinto contemporaneamente due concorsi pubblici (allora era diverso e c'erano piú posti e concorsi, ma ripeto, non mi conosceva nessuno e quindi non potevo essere raccomandata).

Personalmente mi sono fatta il mazzo e come me molti colleghi, forse non tutti tutti allo stesso modo, quello é vero, peró credimi anche tu, lavorare nel pubblico non é quel bengodi che spesso si pensa.

Io allora ti potrei anche dire che gli educatori che lavoravano con me a cooperativa prendevano le 150 ore anche per stare a casa a studiare, mentre io, che come loro ho continuato a studiare iscrivendomi a psicologia, non ho mai potuto prendere un'ora per stare a casa a studiare, perché nel settore enti locali le 150 ore te le danno solo per la frequenza dei corsi. Ti potrei anche dire che sempre i miei colleghi educatori avevano la possibilitá di andare appunto a lezione, perché potevano concordare con le famiglie e i minori di venire in altro giorno o orario a fare le ore: io invece non potevo farlo, il mio orario era quello, potevo sí prendere ferie e recuperi, ma non potevo decidere di farmi un mio personale orario di lavoro. La malattia sí ce l'abbiamo, io peró in 12 anni avró preso forse 1 mese di malattia, in quanto al primo giorno a casa mi arrivava il controllo fiscale, quindi capirai, stavo a casa quando proprio non mi alzavo dal letto (come del resto é giusto che sia), anche perché avevo i figli da portare a scuola e dovevo anche mangiare, quindi mi é pure capitato di andare al lavoro con la febbre, perché non potevo garantire di essere a casa negli orari delle visite fiscali.

Insomma, come vedi, é tutto relativo.... Non vado poi a descrivere con profonditá le mie mansioni, ti posso solo dire che difficilmente ho avuto un attimo di respiro nel mio ufficio, tra accesso dell'utenza, telefonate, visite domiciliari, richieste del tribunale etc. Sí che ho visto impiegati comunali annoiati davanti al pc a giocare al solitario, ma non erano del servizio sociale. Certo se anche in Italia (come accade in altri Paesi) si potesse licenziare un dipendente pubblico che "non serve", non che non lavora, ma semplicemente che é in esubero in quell'ente.... le cose forse cambierebbero perché chi sta davanti al solitario non perché é un lavativo ma perché sempliecemente non ha lavoro da fare, se ne andrebbe lasciando il posto a chi, magari, come te, non solo é motivato ma puó svolgere una mansione invece a volte indispensabile. Prendiamocela peró con l'ordinamento giuridico italiano e non ci facciamo la guerra fra poveri a vicenda.

Buona serata....

Chiara

Non metto in dubbio che c'è chi si sbatte nel pubblico, ma sono sicuro che lei, in 12 anni, non ha mai dovuto (scusi il termine) pulire dei culi. Io sì, parecchi (pur con una esperienza alle spalle più che massiccia con utenze di vario tipo in cooperative pseudo sinistroidi che parlano bene e razzolano male e con la scusa dei "tagli" fanno che tagliare ore a giovani laureati come me a tempo determinato, per non toccare il posto di qualche caprone 40enne che non sa assolutamente cosa sia il lavoro educativo ma è tesserato a qualche partito di sinistra e si rende attivo per i suoi "ideali") e all'età di 26 anni (2 anni fa ormai) mi hanno levato un'ernia grossa come una casa, lasciandomi a casa per 6 mesi senza essere pagato (praticamente in quel periodo mi rinnovavano il contratto di mese in mese, hanno fatto presto e non me l'hanno rinnovato perchè sapevano che la malattia si sarebbe protratta per troppo tempo). L'ho dovuto fare per poter entrare a lavorare in una azienda e levarmi dalle cooperative, perchè non ne potevo più.

Ora contrattualmente sto meglio, ma mi dica, LEI, in 12 anni nei pubblici uffici è mai venuta a contatto con realtà del genere? Lei è mai stata a contatto 48 ore di seguito con 20 utenti tossicodipendenti, senza infermiere, da sola in turno, in comunità oltre la periferia dove se chiami i carabinieri ci mettono mezz'ora ad arrivare? Ha mai lavorato con gli psichiatrici? Ha mai fatto 270 ore in un mese? E gliene potrei raccontare parecchie, cara signora...

Ho visto con i miei occhi assistenti sociali del sert spingere per allontanare giovani in percorso di recupero nelle comunità e mandarli dalle suore (che non sono nemmeno autorizzate a dare il metadone, quindi faccia 2+2), spinti dalle imposizioni del servizio che non poteva (o meglio non voleva) più pagare le rette per la comunità. E questo senza farsi grossi problemi , con una freddezza da non poco, facile, tanto loro l'utente/paziente lo vedono una volta in un mese se va bene, per il resto gli scompensi li devono gestire gli operatori, che vi stanno a contatto

E spero che nessuno venga a raccontarmi la favola del lavoro fatto per passione, per volontà di aiutare il prossimo, per vocazione o portamento... Sono favole.

Non so se riuscirò mai a entrare nel pubblico come assistente sociale, ma la volta che ci riesco (se a tempo indeterminato) infortuni, malattie e aspettative non esiterò a chiederli per qualunque minima ragione.

Per la cronaca: anche io , in tutto questo, sto studiando per una laurea specialistica...

Non metto in dubbio il disagio che descrivi, che conosco bene in quanto avevo colleghi in cooperativa.

Dico solo che ogni posto ha i suoi pro e contro.

Capisco che per voi il posto pubblico ha piú pro che contro, questo peró dipende.

Io personalmente non vedrei nulla di male a "pulire culi" o anche a fare le pulizie: dipende da come mi assumono. Se mi assumono come assistente sociale si presume che ció non rientri nel mansionario: se mi assumono come OTA, anche avessi un dottorato in servizio sociale, quella é la mia mansione.

Comunque non scaldarti, io ho cercato altre strade visto che ero stufa dell'ente pubblico e di fatto ho liberato un posto a tempo indeterminato che é stato occupato da una giovane che non aveva posto fisso; per quanto mi riguarda, non mi interessa piú né posto fisso, né posto dipendente (e nemmeno posto in Italia).

Un consiglio: non sparare giudizi generalizzanti e politicheggianti. Certe affermazioni tipo "i dipendenti pubblici sono tutti imbroglioni e lavativi" o "le cooperative sono una banda di sinistra" (parafraseggio, non riporto letteralmente) sono un TUO vissuto che ammetto possa avere anche delle basi, ma non rende giustizia a una parte delle persone che vi lavora, alla stregua di chi dice "tutti i negri sono stupidi" o cose simili.

Io onestamente pensavo che voi giovani nuovi assistenti sociali aveste una formazione piú a 360 gradi dove vi insegnassero anche un pochino a vedere piú in lá del vostro naso, invece resto spesso molto delusa.

No, non ho fatto turni di notte (per ora) ma ho gestito 20 colloqui in un giorno con tossicodipendenti, malati psichiatrici, ho coordinato due campi nomadi dove andavo sola e tranquilla anche se non ci andavano soli nemmeno i Carabinieri (e non ho avuto nessun tipo di problema, tra l'altro), ho gestito situazioni in cui il padre di un minore si é suicidato in diretta, ho dovuto comunicare decreti di allontanamento di minori, tra le altre cose. E ho macinato chilometri e chilometri con Pandine scassate trovandomi a volte in strade dove se mi si fosse fermata la macchina non so come avrei fatto a venirne fuori.

Comunque non mi va il tuo atteggiamento. Perché ti ripeto, io non sono una "signora" comoda e raccomandata ma una che 15 anni fa era come te, si é fatta il mazzo, batté tutte le cooperative sociali di Liguria e Toscana mendicando un lavoro qualsiasi, anche pulire culi, sí.... senza ricevere risposta. Casualmente ho vinto due concorsi pubblici, ma non me ne devi certo fare una colpa.

E comunque ripeto, la mia vita da dipendente pubblico é finita e archiviata per mia scelta.

E poi scusa, quello che mi fa piú tristezza, ma tanta tanta tristezza é la conclusione: "se ce la faró.... lo faró anche io". Questo é il problema dell'Italia oggi, pensare che siccome gli altri sono furbi allora faccio il furbo anche io per ripicca. Posso capire che il malcontento possa portare anche a questo ma ció non risolve niente. Tu poi in quella situazione di dipendente pubblico ci dovrai stare magari 40 anni e ti assicuro che non starai bene se parti cosí. Io invece ti augurerei davvero di NON entrare nel pubblico, visto come é oggi la situazione del pubblico, e di provare a vendere le tue competenze altrove o in altro modo. Un assistente sociale é un professionissta con competenze spendibili, non un aspirante parassita della societá.

Buona fortuna.