Aiuto dubbi vari sul corso giusto!

Sezione: Laurea e Facoltà · Aperta il

ciao a tutti! sono all'ultimo anno di liceo e l'anno prossimo vorrei iniziare un corso di laurea che poi mi permetta di lavorare nel sociale ma sono parecchio confusa :shock: premettendo che quando dico lavorare nel sociale , intendo proprio concretamente a contatto con la gente magari in una comunità per minori ad esempio ... ho quindi preso in considerazione scienze dell'educazione che mi sembra una buona soluzione poi però mi hanno parlato anche della laurea in Educatore professionale, sotto il corso di medicina, e mi hanno detto che è pi' ricercato nel mondo del lavoro perchè considerato più competente... ma perchè? Inoltre , mi chiedevo, ma questo corso ti abilita anche appunto per lavorare nelle comunità, nel sociale ecc o restringe il campo a livello sanitario? in caso, voi cosa mi consigliate tra scienze dell'educazione educatore professionale? :roll: e invece che ne dite di una laurea in psicologia sempre per lavorare in una comunità? quest'ultima opzione non mi convince molto, ma già che c'ero l'ho presa in considerazione :mrgreen:

e infine (scusate per tutte queste domande :oops: ) anche il corso di scienze del servizio sociale per diventare assistente sociale mi attira, ma molti mi dicono che è un lavoro puramente burocratico e che ti ritrovi solo dietro ad una scrivania a lavorare tra le carte che è proprio quello che vorrei evitare... voi che dite? magari qualche assistente sociale potrebbe raccontare un pò cosa fa?

vi ringrazio già! :) :)

In teoria tutti questi titoli di studio possono dare como sbocco il settore che ti interessa, peró molto dipende dal taglio che dai tu al tuo percorso di studi. Nel privato o privato sociale, piú che il titolo di studio conta la preparazione e l'essere adatti a livello personale al ruolo. La laurea in scienze dell'educazione é in teoria un percorso piú globale della formazione come educatore professionale. Adesso manco dall'Italia da tempo e non so se dico uno sfondone, ma credo che ade esempio con la laurea in scienze dell'educazione puoi per esempio accedere a un dottorato, con la formazione in educatore professionale no perché é un percorso solo triennale. La laurea in psicologia é una buona alternativa (io la sto finendo) perché si tratta di una formazione abbastanza ampia e che potenzialmente in teoria dá molti sbocchi; facendo l'indirizzo educativo, che generalmente si puó scegliere in tutte le universitá, puoi acquisire tanto le competenze piú cliniche di base che quelle piú propriamente pedagogiche. Per esempio, uno psicologo dell'educazione potenzialmente puó anche essere sfruttato dalla comunitá per minori per applicare tests clinici(Q.I, tests proiettivi, etc.) mentre il pedagogista no... se si specializza puó anche offrire psicoterapie agli ospiti mentre il pedagogista no.... Per esperienza personale, il titolo in servizio sociale é il meno adatto, ma non perché di per sé abilita a un ruolo burocratico. Questa é una caratteristica dell'Italia dove la figura é sempre stata legata al 99% al settore pubblico e dove non é mai esistita una cultura del Welfare se non residuale, quindi legata all'erogazione diretta di inetrventi economici da parte dei professionisti del sociale. In tutti gli altri paesi europei, l'assistente sociale é una figura spesso intercambiabile con lo psicologo sociale, accede a varie specializzazioni che gli possono dare sbocchi anche molto diversi, accede a ruoli di direzione nell'ente pubblico, alal docenza universitaria, ecc. ecc. ecc. Il problema é che in Italia i piani di studio di servizio sociale sono volti alla formazione di impiegati del settore pubblico, quindi per lo piú non si offrono strumenti di diagnosi, valutazione, "cura" e progettazione (salvo alcune eccezioni virtuose, legate peró generalmente al singolo docente che magari ha una sua specializzazione e mette interesse nel suo ruolo). Adesso non so voi, ma io che studiai a Pisa, considerata una delle migliori universitá italiane, non avevo nel mio piano di studi NEMMENO UN ESAME di pedagogia. Io non mi sarei sentita quindi preparata per lavorare come educatore (sí, l'ho fatto per alcuni mesi, uno di quei lavoretti che si facevano per mantenersi agli studi, in collaborazione con un'assistente sociale mediante contributo indiretto alla famiglia, ma vidi subito che mi mancavano strumenti per farlo bene). Oggi come oggi nelle facoltá di servizio sociale si lavora poco sulla relazione con il cliente, elemento che credo imprescindibile per un ruolo educativo.

Peró, secondo me l'importante é che tu scelga sulla base di quello che ti piace. Ti piace moltissimo la pedagogia? ti piace si piú la sociologia? adori la psicologia? puoi comporti un piano di studi orientato alla pedagogia e fare esperienze autonome in vista della preparazione a questo ruolo (tirocini... stages... masters specifici... autoformazione). Prima di iscriverti a psicologia valuta bene se sei in grado di reggere una decina di esami dell'area scientifica, tra neuroscienze e statistica :mrgreen: , quello sí!

Ciao

Grazie mille per la tua risposta! E' davvero molto completa :D

ma quindi per tuo parere puramente personale, converrebbe di piu' una laurea in sc. Dell'educazione o educatore professionale?

E visto che fai psicologia...che corsi ci sono per specializzarsi nell'educazione? :mrgreen: :mrgreen:

Non posso risponderti, vivo in Spagna da 4 anni e non so piú come é la situazione in Italia. Qui per esempio, il settore dell'educazione per psicologia é molto organizzato, perché con un master specifico di due anni, lo psicologo entra nella scuola nel corpo insegnante come "tutor", con ruolo di consulenza alla scuola. Peró qui esistono servizi psicopedagogici che in Italia non sono mai stati istituiti, per cui per esempio in Italia lo psicologo non entra nella scuola se non con un ruolo di consulenza esterno pagato dalla stessa scuola.

Francamente non conosco piú i piani di studi del corso di educatore professionale né di scienze dell'educazione, anche perché questo corso di cui parli é relativamente nuovo. La maggior parte dei miei colleghi educatori che si erano formati con i vecchi corsi di educatore professionale si erano poi iscritti a scienze della formazione, questo sí. A naso, l'inquedramento sotto la facoltá di medicina mi puzza un pó e non mi dá fiducia. Voler "medicalizzare" professioni a valenza sociale secondo me é una forzatura e non rispetta la loro specificitá. Senza voler attaccare la classe medica,la medicina sta cominciando a mostrare falle e buchi perché é un modello molto limitato e, seppur potente, rischia di cozzare con alcune esigenze che la gente sta cercando altrove (pensiamo solo a tutto il campo delle medicine alternative). Di conseguenza, mettere un corso di educatore professionale sotto la facoltá di medicina secondo me risponde alla volontá della lobby medica di formare tanti piccoli pedago-medici, che come al solito non sono né medici né infermieri e non avranno cosí nemmeno la loro specificitá pedagogica. Saranno soldatini da arruolare dei reparti e ai quali consegnare pacchetti pre-confezionati di interventi che si guarderanno bene di assicurare lo status-quo (ovvero il controllo sociale che nell'ottica foucaultiana si chiama "bio-potere". L'educazione e anche la psicologia, con buona pace dei colleghi psicologi che amano tanto il camice bianco e il potere, NON É medicina, non é scienza "dura", é scienza sociale ed ha altri paradigmi che tra l'altro sono gli unici che possono garantire la sua effettivitá reale.

Detto questo, dipende da te e quello che vuoi fare! Secondo me, potresti contattare studenti di questi corsi e farti raccontare le cose. Per psicologia ti posso segnalare il forum www.opsonline.it al quale ti puoi iscrivere per prendere contatti, é molto completo e affronta anche temi inerenti alla formazione....

Grazie per le tue risposte complete! Credo che ridurro' le opzioni a sc dell'educazione e psicologia e tra un po' decidero' :D :lol:

Mi introduco in questa discussione per dare alcune informazioni. Premetto che sono un'assistente sociale, lavoro quasi eclusivamente nella relazione d'aiuto e nella progettazione. La burocrazia per me è un impegno veramente marginale, ma lavoro in sanità e forse questo......

Per quanto riguarda il piano di studi dell'educatore professionale e del laureato in scienze dell'educazione non ne so molto, ma si può tranquillamente conoscere attravreso i siti delle università. Rispetto agli sbocchi lavorativi invece il laureato in educatore professionale può lavorare in sanità, nei servizi comunali e nel privato sociale. Il laureato in scienze dell'educazione non può lavorare in sanità, ma soltanto negli altri due settori. L'educatore non ha ancora un albo professionale, nè, se non sbaglio, un profilo che ne definisce la formazione di base, salvo che per la sanità, e quindi ancora oggi lavorano in qualità di educatori nei servizi comunali e nel privato sociale figure con formazioni di base diverse (laureati o diplomati in varie discipline).La laurea magistrale dell'educatore professionale è quella comune anche ad altre professioni sanitarie.

Ciao

Con la laurea in Scienze dell'educazione, esattamente come quella in Educazione professionale, NON si può accedere ad un corso di dottorato di ricerca.

Per accedere a un corso di dottorato di ricerca è necessario aver conseguito una laurea MAGISTRALE, e ai corsi di laurea magistrale si può accedere con tutte le lauree, tanto quelle in Scienze dell'educazione (classe L-19 o vecchia classe 18, Scienze dell'educazione e della formazione) quanto quelle in Educazione professionale (classe SNT/2, Professione sanitarie della riabilitazione, e non classe 2 come da qualche parte leggo; la classe 2 è tutt'altro, Scienze dei servizi giuridici, e corrisponde all'attuale L-14).

La differenza è che i corsi di laurea in Scienze dell'educazione, che sono attivati prevalentemente dalle ex facoltà di Scienze della formazione (notare che in séguito alle riforme statutarie che i singoli atenei hanno varato in applicazione della legge 240/2010 la facoltà come unità amministrativa e didattica degli atenei è scomparsa, perché ne è stato propri soppresso l'istituto; la nuova cellula fondamentale è il dipartimento, che mentre priva svolgeva funzioni di ricerca oggi svolge anche quelle di didattica, però la riforma lascia ampi spazi di autonomia che consentono, a determinate condizioni, di istituire una struttura di coordinamento interdipartimentale; tale struttura è stata chiamata "scuola" da alcuni atenei e "facoltà" da altri, fermo restando che non ha niente a che fare con le facoltà precedenti), che poi sono le ex facoltà di Magistero, prevedono una formazione incentrata sulle scienze umane, in particolare le discipline del gruppo pedagogico (settori scientifico-disciplinari M-PED), arricchite però da scienze sociali (in particolare SPS/07) ed esami filosofici (M-FIL), linguistici (LIN) e psicologici (M-PSI). I corsi di laurea in Educazione professionale, attivati per legge (in quanto, essendo abilitanti, hanno una regolamentazione a livello centrale, decisamente più stringente in termini di autonomia, della quale rimangono pochi margini residui) presso le ex facoltà di Medicina e chirurgia, talvolta con il contributo delle ex facoltà di Scienze della formazione, abbinano invece alle discipline pedagogiche materie del gruppo MED, con particolare riferimento all'àmbito della psichiatria, in quanto la prova finale di questo corso ha valore di esame di Stato abilitante alla professione regolamentata di educatore professionale, che è considerata una professione sanitaria (con Scienze dell'educazione NON si può fare l'educatore professionale, ma l'educatore sociale o di comunità, che è un'altra cosa, che svolgono persone anche in possesso di lauree diverse e a volte anche non laureate, ma ad esempio titolari di diplomi di tecnico dei servizi sociali o dirigente di comunità, che si conseguono rispettivamente presso istituti professionali e tecnici).

Entrambe le lauree forniscono il titolo di primo ciclo e la qualifica accademica di dottore e consentono l'accesso al secondo ciclo di studi universitari, dunque ai corsi di laurea magistrale e ai corsi di master universitario di primo livello. I requisiti specifici di accesso a ciascuno di questi corsi sono definiti dai relativi ordinamenti e regolamenti didattici.

Un piano di studi di Psicologia con una decina di esami di scienze dure con il nuovo ordinamento non si è mai visto. Probabilmente la nostra amica studia Psicologia con il vecchio ordinamento. Con il nuovo, Psicologia è una classe di laurea magistrale; per iniziare a studiare psicologia bisogna partire dalla classe di Scienze e tecniche psicologiche. I vecchi indirizzi non ci sono più e le università sono fortemente autonome: si va da quella che ha il corso unico e monocurriculare sino a quella che offre nella stessa classe tre diversi corsi di laurea articolati ciascuno in due curricula. In ogni caso, anche facendo il più 'scientifico' del corso di laurea della classe di STP e proseguendo con una magistrale della classe di Psicologia (o magari con una della classe di Scienze cognitive, che è molto più 'dura' in quanto comprende le neuroscienze, però non cosnente l'accesso all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di psicologo) non si cumulano dieci esami di scienze dure.

ciao SwwwtCamy,

premesso che lavoro come assistente sociale e che il mio lavoro mi piace da matti, tra laurea in scienze dell'educazione ed educatore professionale ti consiglio assolutamente quest'ultima! offre più opportunità e molte cooperative (che spesso hanno in appalto le comunità, dove vorresti lavorare tu) la chiedono come requisito x fare l'educatore!