Non sei in ritardo, dai retta.... siccome tanto si studierá per tutta la vita, per tenersi aggiornati e perché strada facendo sorgono nuove passioni, un anno non é niente, non si tratta di un percorso standard... Se adesso rispetti la tabella di marcia e ti laurei in servizio sociale in 3 anni, da quello che dici ti scontrerai con un lavoro che non ti piace e, lasciamelo dire, prima ancora ti scontrerai con la mancanza di lavoro.... tanto vale allora studiare quello che ti piace, e chi sa che quel titolo ti dia chances in piú....
Il principio non é valido solo in Italia, io credo che lo sia ovunque... In Spagna lo é, per lo meno... E non é tanto facile agganciare una carriera con un'altra e questa purtroppo é stata anche un'ereditá perniciosa del famoso "Piano Bologna", che volle uniformare i percorsi universitari in tutta Europa e invece alla fine, oltre a lasciarli tutti diversi, ha messo moltissimi scogli a quello che tu dici. Voglio dire: 20 anni fa, un assistente sociale che magari non aveva neppure in titolo universitario, accedeva a psicologia e veniva iscritto al quarto anno. Io, laureata in servizio sociale, quando mi iscrissi a psicologia (giá in Italia) dovetti ricominciare tutto daccapo e mi convalidarono magnanimamente solo due optative....
A margine di questo, in parte é anche logico... Io a servizio sociale non diedi nemmeno UN esame di pedagogia... Tu sí? Insomma, non lo trovo ingiusto. Giá trovo folle che i laureati in scienze politiche diano gli esami professionali di servizio sociale e il tirocinio e si laureino in servizio sociale... Insomma, sarebbe lo stesso se un biologo desse tre esami si anatomia e ottenesse la laurea in medicina... no?