Percorso anomalo

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Ciao a tutti, la mia presentazione sarà un po' lunga, data l'età... :D

Desideravo diventare assistente sociale sin dai tempi del liceo, ma allora (1991) la formazione avveniva tramite “Scuola diretta a fini speciali” e mio padre pretendeva invece che conseguissi una laurea… Tentai comunque il test di accesso e lo passai (c’erano solo 60 posti in Università Cattolica a Milano!) poi mi lasciai convincere ad iscrivermi alla Facoltà di Sociologia (ai tempi esisteva solo a Trento ed Urbino), optando per Trento. Sebbene i miei genitori fossero disposti a mantenermi come studentessa fuori sede, sentivo che non era quello che volevo, quindi rinunciai ancora prima dell’inizio dei corsi e andai a fare un anno di volontariato sociale. Mi trovai a prestare servizio in una comunità per tossicodipendenti, esperienza molto formativa che mi rimotivò su basi diverse al lavoro sociale. Verso la fine dell’AVS, si venne a conoscenza del fatto che la Facoltà di Pedagogia in Cattolica si sarebbe trasformata in Scienze dell’Educazione. Lavorando prevalentemente con educatori, questa opzione mi sembrò un giusto compromesso tra le mie aspirazioni e il diktat di mio padre. Il mio percorso universitario iniziato nel 1992 subì varie interruzioni, per maternità (ho avuto giovanissima due figlie e per 4 anni anche un bambino in affido) e per lavoro (ho lavorato in diverse cooperative sociali nell’ambito della prima infanzia e genitorialità, quando ancora c’erano i finanziamenti della L. 285). Nel 2001 quindi mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (vecchio ordinamento). L’anno seguente, ho vinto un concorso presso il Settore Politiche Sociali della Provincia dove vivevo. Mi occupavo di anziani, immigrazione e grave marginalità: era un periodo galvanizzante, partivano i Piani di zona, ecc. ma, essendo la Provincia un ente di secondo livello, mi mancava la relazione di aiuto. Ho sopperito frequentando un corso di Mediazione Familiare, facendo tirocinio in un Consultorio e dedicandomi al volontariato (come facilitatrice in gruppi di auto mutuo aiuto per genitori separati, quale anche io ero diventata). In vista di un ritorno a Milano, ho tentato un concorso come Psicopedagogista nei servizi educativi di un grosso Comune; sono stata chiamata qualche anno dopo (nel 2010), per scorrimento della graduatoria. Da 5 anni quindi sono Specialista nei servizi alla persona, lavorando con le educatrici e con le famiglie degli asili nido (nel frattempo ho avuto altri due bambini col mio nuovo compagno). Il pensiero di diventare assistente sociale non mi ha mai abbandonato, ma pensavo fosse ormai impossibile vista l’incompatibilità tra la frequenza obbligatoria e gli impegni lavorativi e familiari. Mentre lavoravo in Provincia però sono venuta a conoscenza del corso on-line di Urbino, ma è solo dopo aver frequentato un corso di Perfezionamento in presenza/a distanza all’Università di Padova (sull'Educazione prenatale e noanatale) che mi sono convinta di potercela fare. La scelta poi è stata affrettata l’estate scorsa, in cui si è profilata una riorganizzazione dell’Ente in cui lavoro (vi è infatti una sovrabbondanza di risorse umane nel Settore Servizi Educativi a fronte della carenza di personale in quello dei Servizi Sociali). Da ottobre scorso quindi sono studentessa del 3° anno in Servizio Sociale (grazie al riconoscimento crediti ha avuto un’abbreviazione di carriera) presso l’Università degli Studi di Urbino e se tutto va bene all’alba dei 45 anni – forse – potrei iniziare a lavorare come Assistente Sociale nel mio Comune oppure tramite mobilità eventualmente altrove. Mi piace l’idea di arrivare a questa professione nella maturità e dopo varie esperienze nel sociale, anche se questo processo richiede una vera e propria ristrutturazione identitaria…

Studiare avendo un lavoro a tempo pieno e una famiglia numerosa è davvero dura (studio prevalentemente dalle 5 alle 7 di mattina). Spero di attingere in questo forum la forza necessaria per farcela e anche di dare il mio contributo, seppur piccolo, quando possibile. Ciao a tutti!

Martedì scorso, il 28 giugno 2016, ho conseguito la laurea in Servizio sociale con votazione di 108/110.

Volevo condividere questa soddisfazione con tutto il forum, visto che qui, poco più di un anno fa, ho raccontato la mia storia ed espresso le mie aspirazioni...

A tutti quelli che affrontano da adulti questo percorso dico: si può fare!!!! :D

Grazie! Sono curiosa anch'io di come andrà a finire la storia :D

Prossime tappe: esame di stato e richiesta di trasferimento al settore servizi sociali. Vedremo...

Da domani 20 settembre 2017 il mio profilo di inquadramento diventa quello di Assistente sociale...

Ho appena compiuto 45 anni e sono arrivata a questo traguardo dopo alcune travagliate vicende

(vincita di un concorso in altro Comune, ma rinuncia al posto per ricorso al Tar ancora pendente;

proposta di lavoro presso una cooperativa sociale su cui ho a lungo meditato, ecc.)

Non si può dire che non abbia voluto con tutte le mie forze arrivare fin qui, ma ora sono davvero preoccupata.

Mi rimbocco le maniche e con spirito di servizio mi dispongo ad iniziare questa avventura (spero prima di riuscire a dormire qualche ora questa notte!) :D

Il percorso non è ancora terminato e sono felice di essermi iscritta alla magistrale in "Lavoro sociale e servizi per le famiglie, i minori e le comunità" presso l'Università Cattolica di Milano. Poter continuare a studiare confrontandomi direttamente con la pratica professionale credo sia una fortuna immensa.

Sono orgogliosa di far parte a tutti gli effetti ora di questa grande famiglia professionale! :D

Federica,

devi essere una "donna speciale", se ti ritrovi tutta questa energia a 45 anni.

E' la giusta età per un cambio lavoro. Cosa che raccomando sempre alle/ai colleghe/i in burnout (sindrome molto diffusa, come vedrai).

Non ti scoraggiare: il lavoro è comunque appassionante e gratificante, quel che peroccupa è la "ricaduta" sui colleghi.

Un unico consiglio: sii te stessa e fregatene delle colleghe. Quando vuoi confessarti vieni quà, che l'assoluzione te le impartiamo noi!