Salve a tutti, volevo sottolineare che la riflessione di Ugo è estremamente importante, soprattutto, se si considera lo spostamento come un opportunità di formazione su uno scenario più esteso e complesso rispetto a quello che potrebbe offrire il comune di "Canicatti" (non me ne vogliano i miei vicini della simpatica Canicatti). Spostarsi non significa necessariamente trovare uno stipendio per la sopravvivenza da qualche altre parte, ma anzi, significa crescere confrontarsi in nuove esperienze e in nuovi territori e imparare nuove competenze. Ma insomma colleghi diciamocelo, la verità è che ha perfettamente ragione chi sostiene che il principale freno dello sviluppo della nostra professione è l'estemo ancoraggio al pubblico impiego (con tutti i difetti della burocrazia e dell'arroganza e supponenza del DIPENDENTE DELLO STATO). La mia esperienza (seppur giovane) mi suggerisce di investire molto su quello che è il tema della formazione esperienziale; attualmente lavoro all'interno di un ufficio di servizio sociale presso il comune di Caltanissetta (come consulente esterno con P.IVA) e giornalmente, la mia voglia di fare e di investire sulla professione si scontra con frasi del tipo " no non è stata prodotta regolare istanza" "bisogna protocollare" "il comune agisce con i suoi tempi"; per carità, sicuramente un ufficio di Servizio Sociale fa parte del macchinoso apparato burocratico della P.A. ma ricordiamoci cos'è la nostra professione. Tornando al consiglio ti dirò che non mi sento in grado di dartene uno, però la mia (seppur giovane esperienza) mi suggerisce di dire che in giro per l'europa esistono diverse opportunità di formazione/lavoro nel nostro settore (vedi attivita del Consiglio d'Europa, dell'Unione Europea, i programmi Leonardo etc, etc), quindi, prima di catapultarti nel rigido schema del concorso pubblico, ARRICCHISCITI.
Chiedo scusa per le generalizzazioni e soprattutto ai colleghi che sono pubblici dipendenti e che continuano a svolgere il proprio compito con grinta e determinazione. Siete veramente da premiare, immagino che non sia facile crescere e far bene il proprio lavoro quando l'ambiente ti è ostile.
buona vita a tutti!!!!
Giosepi