ESPERIENZA .... ESPERIENZA.... ESPERIENZA....

Sezione: Lavoro · Aperta il

OVUNQUE CI RICHIEDONO ESPERIENZA LAVORATIVA COME ASSISTENTE SOCIALE MA MI CHIEDO:

se io mi sono appena laureata e non vengo assunta xkè ovunque è richiesta questa benedetta esperienza pregressa,come diamine faccio io a fare esperienza e quindi curriculum?????

perchè qui la cosa si fa seria, soprattutto dopo aver sudato per passare al primo colpo l'esame di stato e adesso sperare che qualche agenzia del lavoro mi chiami per lavorare.

Almeno per lavorare in fabbrica non te la chiedono l'esperienza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:

Cara Olimpia,

lo so che ora i tempi sono duri, però ti consiglio di non disperarti e di fare ESPERIENZA.

Raccomando flessibilità: si comincia con quel che c'è (pure un incarico va bene), dove c'è (anche se bisogna fare le valigie), anche se bisogna iniziare con un'altra qualifica (tipo educatore o semplice operatore).

Auguri.

ciao scusa ma se ti fanno inziare con un'altra figura appunto come dicevi tu....operatore oppure educatore che cosa andremo a fare????????ciao grazie

sinceramente non sono molto d'accordo con quello che dice Ugo. Avete mai visto un medico che inizia il suo lavoro come infermiere??????

Se continuiamo a fare questi ragionamenti non facciamo altro che screditare la nostra professione!!!!Bisognerebbe piuttosto far capire ai datori di lavoro che siamo assistenti sociali....e se chiediamo un lavoro è per fare quello per cui abbiamo studiato!

Nelle cooperative sociali, faccio l'esempio delle comunità psichiatriche perchè è quello che conosco meglio, ci sono molte donne che pur laureate in servizio sociale si mettono a fare le educatrici.

Lo fanno perchè non c'è altro da fare per lavorare.

Ed è ovvio che se comunque questo è uno sforzo per una donna che avrebbe i titoli per fare altro, le donne hanno intuitivamente delle maggiori attitudini per arrangiarsi a fare le educatrici o le accompagnatrici rispetto agli uomini. Quindi capisco perfettamente la situazione..

E poi non è solo un fatto di snaturare le propria professionalità, ma è anche un modo per fornire un servizio peggiore al paziente, perchè per lavorare come educatore non ci si può certo improvvisare, tant'è che è previsto un corso di laurea a parte, con una formazione ovviamente più specifica.

Poi come esperienza può andar bene comunque magari sì, dipende molto anche da fattori soggettivi quali il rapporto fra l'urgenza di lavorare comunque e la possibilità di attendere per cercare qualcosa di più confacente, la volontà di adeguarsi comunque, l'ambizione personale.

io direi che farsi esperienza è un dovere/diritto di tutti, di tutti quelli che nel tempo, vorranno articolare bene le proprie possibilità e i propri interventi lavorativi. Sono in disaccordo sul fare altro, fosse solo perchè la figura dell'educatore, ad esempio non è una storpiatura dell'assistente sociale, così come l'operatore, non è una riduzione del ruolo di assistente sociale....entrambi sono ALTRO, altro che comunque deve essere riconosciuto con le proprie specificità, altrimenti ci si confonde nella logica del sociale in cui tutti fanno tutto....che per fortuna non è così. Condivido invece il doversi fare esperienza, anche come volontaria/o, di associazioni in cui colleghi assistenti sociali sono già attivi, ad esempio e farsi prendere da una passione professionale molto forte. Individuare le proprie attitudini professionali è già un buon passo esperienziale...e poi aggiungo che avere molta esperienza a volte è comunque un limite all'essere selezionati....in bocca al lupo.!

[quote="olimpia"]OVUNQUE CI RICHIEDONO ESPERIENZA LAVORATIVA COME ASSISTENTE SOCIALE MA MI CHIEDO:

se io mi sono appena laureata e non vengo assunta perché ovunque è richiesta questa benedetta esperienza pregressa,come diamine faccio io a fare esperienza e quindi curriculum?????

perchè qui la cosa si fa seria, soprattutto dopo aver sudato per passare al primo colpo l'esame di stato e adesso sperare che qualche agenzia del lavoro mi chiami per lavorare.

Almeno per lavorare in fabbrica non te la chiedono l'esperienza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:[/quote]

Ti sbagli, adesso anche per fare il magazziniere chiedono esperienza.

E se non è richiesta, c'è l'inserimento in stage non retribuito.

Sono nella tua stessa situazione.

Ho alle spalle una lunga esperienza come educatrice, a confronto con target differenziati e contesti di tipo semiresidenziale e residenziale: ho lavorato con questa qualifica per oltre dieci anni con contratti precari quando non si sapeva quasi cosa fossero; sono sociologa magistrale e formatore, lavoro solo come libera professionista su entrambi i fronti perchè i sociologi in Italia non vanno più di moda (figurarsi, non hanno neanche uno straccio di albo professionale); sono anche laureata assistente sociale specialista regolarmente iscritta all'albo. Bene, ma arrivata qui, niente lavoro. Forse sarà perchè ormai sono troppo "vecchia": a 47 anni ormai siamo "fuori" mercato. Prima ero come te: troppo giovane, manca l'esperienza... Dicevo dei sociologi, per gli assistenti sociali si può vedere che sono a carico di un welfare che non ha più risorse. Un welfare che stanno delegando inesorabilmente agli "enti caritativi", tornando agli anni anteguerra (avete letto del Convegno di Tremezzo del '46...?), immaginando e costruendo mattone su mattone un welfare intriso di bontà natalizia modello pandoro e con stili di "soccorso degli ultimi" (o penultimi, o terzultimi che dir si voglia, con espressione disgustosamente etichettante) in mano alla libera e volontaria generosità di pochi abbienti, pasciuti e occasionalmente benevolenti verso il prossimo. Forse.

I pochi concorsi che escono sono a centinaia di chilometri da dove vivo: non ditemi che bisogna adattarsi e star pronti a fare la valigia, l'ho già pronta da tempo. Ma spostarsi ha un costo economico perchè devi trovare una sistemazione decente per vivere almeno 5 giorni a settimana e io a casa lascio due figlie che studiano (sono divorziata e il loro padre da quando erano piccole si è eclissato avendo ben altri interessi). Ma se a 25 anni sei troppo giovane e a 45 troppo vecchia, qual è l'età e la condizione "giusta" per poter lavorare?... Qualcuno ci illumini. Maria A.

Ho superato l'esame di stato nel gennaio 2009, sono passati più di due anni e ancora non sono riuscita a trovare lavoro come assistente sociale. Nel frattempo sono riuscita a lavorare per qualche mese come educatrice in una comunità, ma è da ormai un anno che sono a casa! Fare l'educatrice è cosa ben diversa dal fare l'assistente sociale, non prendiamoci in giro!! Certo, è un'esperienza utilissima sotto diversi aspetti, sul piano della crescita personale, sull'acquisizione di competenze trasversali ed ti permette anche di cogliere alcuni aspetti del lavoro dell'assistente sociale...Educatore e assitente sociale si intrecciano per alcuni aspetti ma non sono per niente sovrapponibili! Tant'è che chi ricerca assistenti sociali con esperienza (ormai tutti - inoltre molti richiedono esperienza in un settore specifico, anziani, minori, immigrati...escludendo chi ha operato in altri settori) richiedono esperienza esclusivamente come assistente sociale e non come educatrice o altre figure che operano in questo campo...di queste "esperienze" non si tiene conto, è come se non importasse! Stesso discorso per il volontariato nel sociale! Io mi chiedo allora a cosa serva l'abilitazione se poi non siamo ritenuti idonei a esercitare la professione e il motivo per cui i tirocini universitari non possano essere fatti valere all'esterno come esperienza!

E' tutto veramente demoralizzante e scoraggiante!!!

Che questi siano tempi tristi, ciò è scontato. Ma non pensiate che "avere un posto di lavoro oggi" sia la soluzione: campate voi con 1200 euro al mese (tant'è lo stipendio nei Comuni). Poi, per carità di Dio, ognuno ha le sue storie e i suoi ambiti di manovra (doppio o monoreddito, affitto a casa gratis), che certo fanno la differenza.

Io ho molto rispetto per i precari. Mi dico però: lamentiamoci, e va bene, così ci sfoghiamo. Ma poi che facciamo?

Io ho a che fare con molti precari in giro per l'Italia nei miei corsi sulla libera professione e, partendo dal "lamento iniziale" cerco sempre di "girare la frittata" a favore di scelte di autoimprenditoria sociale le quali, se pur difficili, permettono delle vie d'uscita.

Ma è una fatica boia, credetemi: gli assistenti sociali sono formati (ahimè) a "essere dipendenti" e a non "rischiare". Io non parlo di partite IVA, ma -almeno- di flessibilità. Se oggi -2011- a fare l'educatore/operatore si buttano tutti, dagli psicologi ai sociologi, dai geometri agli astronomi, e noi no, beh, si dimostra quel che dico. E' come quella tale (si diceva dalle mie parti) che, in attesa dell'uomo ideale, alla fine è rimasta zitella. E le zitelle sono acide per natura...............

Qualcuno sopra faceva pure una bella analisi del welfare, che sta ritornando alla carità. Va bene, allora io NON DEVO ANDARE IN CRISI perchè sono stato formato come "erogatore" di un welfare ideale mai esistito in Italia. Se però il welfare (o quello che è, parlo di "come la gente fronteggia i propri problemi) è un'altra cosa, PROFESSIONALITA' vuole che io mi agganci a quel quadro e che mi trovi un posto.

Il quesito iniziale diceva "ESPERIENZA". Ma secondo voi cos'è? E' un certificato di servizio in cui c'è scritto "ha fatto x anni l'assistente sociale"? Se questo cercano gli Enti, sono davvero cretini. L'ESPERIENZA è il possesso di competenze in un ambito, e ciò non passa necessariamente nell' "avere sulla carta x anni come assistente sociale".

L'esperienza è pure frutto di un proprio percorso di vita e di lavoro. Non è solo "il servizio", è pure la formazione, pure la docenza, pure la pubblicazione, pure il lavoro politico/sindacale, .... e tante altre cose.

Tutto ciò dico per ampliare il dibattito. Come diceva il saggio, che col dito indicava alla luna "non guardate al dito, guardate alla luna".

Saluti cari.

E buona prosecuzione della discussione.