ESPERIENZA .... ESPERIENZA.... ESPERIENZA....

Sezione: Lavoro · Aperta il

Ricordo che quando ci conoscemmo a Napoli (libera professione) laprima cosa che mi dicesti fu :

sìì pronta a girare l'Italia e non fossilizzarti nella tua città e poi mi dicesti ..tutto fa brodo, tutto fa esperienza ..

Ugo ..ho lavorato in una coperativa sociale qui a Napoli come educatrice per l'infanzia ( grazie al mio diploma )..ho fatto esperienza ..mi sono arricchita dentro..poi dopo 8 mesi di arretrati ho deciso di lasciare..

sono 7 mesi che sono in cerca di lavoro come assistente sociale , perchè ho studiato per farlo..ho amato questa professione fin dall'inizio e la voglio fare.

Oggi sono arrivata ad una consapevolezza...almeno nella mia città funziona cosi..

Voglio fare l'assistente sociale ..perchè lo sono e voglio lavorare.

Non mi posso spostare ...

oggi dico : accetto pur di essere sottopagato o non esser pagata affatto ma almeno fatemi sperimentare nella mia professione...voglio conoscere, voglio imparare ..voglio pure non esser pagata ma voglio entrare a far parte di questo settore....

ma se la prima cosa che mi domandano ad un colloquio è :

quanti anni di esperienza hai alle spalle...e poi ti senti rispondere ti faremo sapere ...credimi diventa angosciante..poi la sapete l'ultima ..???

oggi chiedono addirittura ..sei sposata? hai figli? ....assurdoooo

scusatemi lo sfogo !!!

[quote="lisa82"]oggi dico : accetto pur di essere sottopagato o non esser pagata affatto ma almeno fatemi sperimentare nella mia professione...voglio conoscere, voglio imparare ..voglio pure non esser pagata ma voglio entrare a far parte di questo settore![/quote]

Sottoscrivo in pieno!!!!! Però se ci pensate è veramente assurdo e preoccupante che siamo arrivate ad un punto tale che lavoreremmo anche GRATIS pur di poter fare l'assistente sociale!

Evidentemente non solo la sola ad avere constatato sulla propria pelle che non è vero che tutto fa brodo, che l'esperienza come educatrici, animatrici sociali ecc. possa servire ad essere assunte in futuro come assistenti sociali. Purtroppo conta solo il numero di anni di servizio come assistente sociale...solo quello! D'altronde basta leggere le offerte di lavoro (comunque poche) per questa professione!!

lisa82 non ti devi affatto scusare per lo "sfogo"! Forse crediamo di essere le uniche, e io personalmente mi sento molto sola quando mi ritrovo a pensare a questo problema e al mio futuro (nonostante ne parli con la mia famiglia, i miei amici...), però leggendo questo forum ho capito che ci sono tante assistenti sociali sparse per l'Italia che condividono la stessa situazione e lo stesso sogno! So che alla fin fine non cambia niente, però questo spazio può esserci utile in qualche modo....

Io sono andata a fare esperienza a 300km da casa per 2 anni! dopo essermi arrangiata a fare altro per 3 anni dopo la laurea!!

finchè, grazie a quello che ho imparato là, mi hanno chiamata più vicino a dove abito (70km, ma almeno faccio avanti e indietro).

sempre con coop sociali...

nel frattempo ho fatto un corso IFTS come assistente animatore per anziani e disabili

nel frattempo, ho fatto il servizio civile per farmi conoscere nell'ambito sociale del MIO comune..

nel frattempo, ho partecipato a diversi concorsi...

ora ho (poca) esperienza (6 anni di lavoro), un contratto a tempo indeterminato...ma nessuna prospettiva di lavorare vicino a casa ed tornare ad un'ora decente per passare abbastanza tempo con mio figlio (anzi figli visto che uno è in arrivo!)

Però faccio l'Assistente Sociale!!

[quote="Butterfly85"] "Evidentemente non solo la sola ad avere constatato sulla propria pelle che non è vero che tutto fa brodo, che l'esperienza come educatrici, animatrici sociali ecc. possa servire ad essere assunte in futuro come assistenti sociali. Purtroppo conta solo il numero di anni di servizio come assistente sociale...solo quello! D'altronde basta leggere le offerte di lavoro (comunque poche) per questa professione!!"[/quote]

Non sei la sola ed hai perfettamente ragione. Il paradosso del "non puoi fare l'a.s. se non hai fatto prima l'a.s." è roba da film: farebbe ridere come battuta detta da Zalone, ma quando è la sola risposta che ci si sente dare è davvero deprimente. Mi piacerebbe però capire meglio cosa intende Ugo Albano quando parla di libera professione: si riferisce forse alle a.s. che lavorano per le coop.sociali (magari con contratti di collaborazione)? In quale altra forma l'a.s. potrebbe svolgere libera professione, forse con consulenze di counseling in uno studio privato?...E' vero che la forma mentis dell'a.s. è "dipendente" dal servizio pubblico, ma questo è un effetto dello "statuto" che ha sempre legato i professionisti dell'assistenza al sistema di welfare. Se il collega Albano (o qualcun altro che abbia suggerimenti in proposito) volesse condividere anche con noi qualche consiglio pratico, credo ci aiuterebbe a far chiarezza. E magari, chissà, per qualcuna di noi potrebbe anche scattare l'idea giusta per "fare impresa" sul proprio territorio. (Ma di che tipo di impresa parla Ugo Albano? Forse di aprire strutture?...). Maria

Ciao a tutti, io sono da tre anni in cerca di prima occupazione come assistente sociale e in quasi tutti i settori richiedono esperianza. Come si fa a farla se non ti viene data l'opportunità? Ho presentato curriculum per tutta l'Italia, ma... nulla.

L'unico contatto è stato fatto da un'associazione di volontariato e poichè avrei dovuto fare circa 200km al giorno (tra andare e venire), avrei sostenuto delle spese di cui neanche loro mi garantivano il rimborso, sinceramente..... il volontariato lo faccio a casa con la mia famiglia!

In diversi incontri di corsi di formazione, ho visto e sentito cose che riguarda il lavoro di assistente sociale che mi hanno demoralizzata: nella mia città, se conosci qualcuno lavori.

A me non piacciono i compromessi!

Aprire una cooperativa sociale, lavorare come libero professionista... sono tutte cose che rientrano nelle "conoscenze".

Io di solito sono ottimista e non mollo mai, o quasi, e faccio sempre coraggio alle persone. Da bambina ero affascinata da questa figura professionale, ma adesso non ci credo più (toppri invischiamenti, troppo marcio) ed ho deciso di non cercare più. Ricomincerò a studiare in altro settore. Sono dispiaciuta perchè in questo avevo messa tutta me stessa!

Un saluto a tutti.

Sono laureata Assistente Sociale dal 2006, uscita con 110 e lode con un corso di specializzazione in ambito dei disturbi alimentari, ho fatto servizio civile nazionale volontario in psichiatria, ho lavorato come educatrice in una comunità per minori, ho seguito corsi per fare terapia a bimbi autistici e ho lavorato con un bimbo che aveva di questi problemi, ho collaborato con Associazioni quali ANMIL e Unione Ciechi (UICI), mi sono sempre formata seguendo tutti i convegni e seminari che riuscivo..ma non ho MAI lavorato un giorno come Assistente Sociale.. ho anche fatto l'impiegata per campare e l'animatrice per bambini a tempo perso.. A 28 anni non posso più stare a casa nell'attesa del lavoro ideale e così ci si arrangia con quello che offre il mercato, anche se ti ritrovi a fare la segretaria in una ditta di telecomunicazioni.. Tu sei abituata ad avere a che fare con i problemi della gente, problemi seri con i quali confrontarti e sperare di essere di aiuto nell'apportare uno stile di vita qualitativamente migliore a queste persone e poi ti ritrovi a parlare al telefono con grandi imprenditori che ti rimproverano perchè non hanno ancora ricevuto l'ultimo modello di I phone 4!!E pensi.. ma cosa ci sto a fare io qui??..deprimente, desolante.. squalificante per me.. eppure continuo a dare concorsi perchè io questa professione la voglio fare, ci credo, non voglio buttare all'aria i miei anni di studio.. ma il tempo per prepararsi al meglio è poco lavorando e a volte è difficile e mi chiedo se riusciro' mai a sentirmi realizzata un giorno.. Le colleghe che sono riuscite a lavorare in questo ambito sono state davvero molto fortunate..

In quanto all'esperienza.. ahimè è vero.. tu puoi essere formata fin che vuoi, puoi aver fatto esperienza in ambiti sociali diversissimi.. ma quello che conta ad un colloquio e che viene messo sulla bilancia sono tot. anni di esperienza.. e purtroppo anche in molti concorsi questo dato viene calcolato come punteggio aggiuntivo..

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Ti capisco perfettamente. E allora mi chiedo: cosa possiamo fare per non buttare nel vuoto anni di impegno, di progetti, di fatica? Abbiamo lavorato tanto, coinvolgendo spesso anche le nostre famiglie nel traguardo della professione che sentiamo nostra, abbiamo testa e cuore per svolgerla mentre vediamo ogni giorno crescere la popolazione che manifesta disagi importanti, difficoltà gravi per i quali c'è un forte bisogno di supporto professionale (non certo di "assistenza"). Poi guardandoci intorno vediamo un deserto di opportunità, un vuoto arido nel quale si perde davvero giorno per giorno anche il più tenace degli entusiasmi... Che possiamo fare?

Gli ordini professionali potrebbero considerare di rappresentare nelle giuste sedi anche il paradosso che dicevo sopra, oltre alle funzioni istituzionali che per statuto svolgono?

Paradosso che a pensarci bene rappresenta il nocciolo della disgregazione di un welfare che doveva essere migliorato e sviluppato in senso professionalizzato, non certo impoverito all'osso come si è scelto di fare. La questione è: come far sentire anche la nostra voce, oltre a confrontarci nel forum che rappresenta un (ottimo) punto di contatto ma non può ridursi a "confessionale" per raccontare la nostra (mancata) esperienza come assistenti sociali?

[quote="marian"]La questione è: come far sentire anche la nostra voce, oltre a confrontarci nel forum che rappresenta un (ottimo) punto di contatto ma non può ridursi a "confessionale" per raccontare la nostra (mancata) esperienza come assistenti sociali?[/quote]

Condivisione, coinvolgimento, passaparola, fare gruppo, riconoscersi nei bisogni degli altri colleghi... in concreto?

Si potrebbe scrivere un documento da inviare al Cnoas e ad i Croas per evidenziare queste problematiche :wink:

Nazg ha scritto:

Si potrebbe scrivere un documento da inviare al Cnoas e ad i Croas per evidenziare queste problematiche

E' una buona idea. Mi chiedo se possiamo coinvolgere direttamente gli ordini regionali, in modo che sia possibile contattare quanti più iscritti possibile... Che ne pensate? Io sono disponibile per la Toscana, se questa iniziativa è condivisa. Ovviamente ci sono anche per contribuire alla "costruzione" del documento.

Ottima idea....dobbiamo attivarci...

Basta con i concorsi costruiti e fatti ad hoc......

Io sono laureata alla triennale e alla magistrale, iscritta all'albo A degli assistenti sociali, esclusa da quella pagliacciata di concorso svolto a Napoli.....(ora attendo quello all'asl e all'USSM).

Coinvolgiamo il CNOAS...

dott. Albano PUOI AIUTARCI????

Io posso raccogliere le adesioni della Campania :mrgreen: