Come dicevo nel precedente mex, credo che il coinvolgimento degli ordini regionali sia un passaggio essenziale. Dai siti regionali troviamo che l'Ordine (regionale) si occupa:
- della tenuta dell'albo, provvedendo alle iscrizioni e alle cancellazioni dei professionisti ed effettuandone la periodica revisione;
- della funzione disciplinare;
- dei rapporti con gli Iscritti, cercando di promuoverne l'incontro, la valorizzazione, la partecipazione alla comunità professionale;
- della formazione continua.
Quindi, penso che possano esserci diverse possibilità per iniziare un percorso condiviso e partecipato: considerato che dal forum per quanto riguarda la questione dell'accesso al lavoro è difficile riuscire a raggiungere tutti gli iscritti che possono avere interesse al tema, l'Oas regionale si può coinvolgere in una delle seguenti proposte:
1-chiedere agli Oas di organizzare un incontro a livello regionale tra a.s. e stakholders per la sensibilizzazione al problema e per un confronto di esperienze, favorendo la partecipazione di quante più persone possibile (magari individuando due sedi per facilitare gli spostamenti: farlo per provincia non è opportuno per il rischio di frammentazione e dispersione delle istanze, limita l'accesso solo ai residenti nell'area e rischia di cortocircuitare sul territorio, come se fosse un problema "del" territorio stesso). Da qui possono scaturire idee, iniziative, magari anche la bozza di un documento condiviso da diffondere ad altri livelli attraverso lavori in sottogruppi e/o focus group;
2-nel caso di non disponibilità sul punto precedente, chiedere l'eventuale disponibilità degli Oas regionale a valutare in tempi brevi iniziative per favorire la comunicazione tra iscritti e la possibilità di interazione, ovviamente nel rispetto della privacy e dei dati personali: ma occorre una mediazione tra l'esigenza di confronto che manifestiamo e la necessità di contattare gli iscritti per riflettere sulla portata del problema, in qualche modo per "contarci" tra noi e valutare insieme come procedere per "farci sentire".
In alternativa:
3-se nemmeno la seconda ipotesi è perseguibile, è possibile chiedere agli Oas reg. di realizzare un data base statistico comparato dal quale reperire i dati sugli a.s. abilitati, diciamo, negli ultimi 5 anni, quelli occupati per tipologia di organizzazione, per tipo di contratto e per durata dell'incarico. In questo modo avremo almeno un "quadro" regionale dell'andamento del mercato occupazionale. Da questi dati si può procedere per ulteriori iniziative, che eventualmente posso proporre in seconda battuta.
Un documento condiviso richiede un lavoro partecipato, una convergenza su un obiettivo che si ritiene possa avere un impatto positivo ad ampio raggio (pensiamo a noi oggi, abilitate senza lavoro, ma anche a tutte le nuove a.s. che ogni anno escono laureate dall'università, che come noi finiranno per rincorrere i sempre più rari concorsi e i sempre più contesi e scarsi "posticini" nelle cooperative).