Continuo con servizio sociale.....o passo a psicologia?

Sezione: Laurea e Facoltà · Aperta il

Ciao Red, leggo per caso e di passaggio e mi viene da ridere (amaramente) perché io ho fatto il tuo stesso percorso, solo che a quasi 40 anni.... ho cominciato con estusiasmo e dopo 12 anni di lavoro ero stremata dalla burocrazia e dalle carte. A differenza di molti colleghi, io ho provato a fare il mio lavoro, ma era diventata una lotta quotidiana contro l'ottusitá di dirigenti e amministratori vari. Arrivó un momento in cui infatti mi iscrissi a psicologia con le tue stesse motivazioni. Quale fu peró la mia sorpresa quando, essendomi trasferita all'estero per motivi di famiglia, mi sono accorta che la nostra figura é cosí solo in Italia. In tutto il resto d'Europa l'a.s. é come lo descrivi tu e come lo sognavo anche io. Curioso, no? Ora, io porto avanti psicologia e sono anche a buon punto, perché alla fine mi sono resa conto che mi piaceva di piú. A me piacciono le materie medico-scientifiche e ora come ora se vedo una legge vomito... in Italia é vero, lo psicologo peró non ha molte chances. Ha peró la possibilitá di fare la libera professione, soprattutto se si forma ad hoc dopo la laurea (e fare libera professione non é semplice). Concordo con te che 5 anni piú una formazione post laurea é tantissimo; pensa che in Spagna la laurea é 4 anni (anche servizio sociale) e comprende un tirocinio; insomma un anno meno fa, considerando che qui poi non c'e' esame di stato e invece in Italia, dopo il 3+2, devi fare un anno di tirocinio e l'esame di stato... Io comunque avrei portato avanti il percorso italiano a tutti i costi, anche se le colleghe mi dicevano che non ce l'avrei mai fatta....e invece ce la faró.

Di piú purtroppo non posso dirti, se non che nessuno ti impedisce di studiare e cercarti un lavoro che sia piú compatibile con i tuoi desideri (al di lá dei problemi oggettivi di ricerca del lavoro, certo)...

Cara Pallaspina,

l'aver intuito e compreso come funziona l'assistente sociale in Italia mi addolora non poco, ora io potrei presso la mia università fare il passaggio a psicologia, mi verrebbero riconosciuti circa 60 crediti, quindi avrei 2 anni di triennale + 2 di specialistica....e poi tutto il caos di tirocinio, specializzazione ecc ecc. Da una parte lo farei, mi butterei, perchè troppo mi spaventa l'idea di diventare burocrate e non professionista dell'aiuto, dall'altra le prospettive come psicologo sono talmente scarse da farmi pensare di lasciare stare e soffocare un po' di idealismo. Sono davvero ad un bivio, e l'avere 25 anni non aiuta...ovunque mi sento dire che sono troppo vecchio per pensare di affrontare il percorso per diventare psicologo e poi psicoterapeuta...

[quote="Red86"]Cara Pallaspina,

l'aver intuito e compreso come funziona l'assistente sociale in Italia mi addolora non poco, ora io potrei presso la mia università fare il passaggio a psicologia, mi verrebbero riconosciuti circa 60 crediti, quindi avrei 2 anni di triennale + 2 di specialistica....e poi tutto il caos di tirocinio, specializzazione ecc ecc. Da una parte lo farei, mi butterei, perchè troppo mi spaventa l'idea di diventare burocrate e non professionista dell'aiuto, dall'altra le prospettive come psicologo sono talmente scarse da farmi pensare di lasciare stare e soffocare un po' di idealismo. Sono davvero ad un bivio, e l'avere 25 anni non aiuta...ovunque mi sento dire che sono troppo vecchio per pensare di affrontare il percorso per diventare psicologo e poi psicoterapeuta...[/quote]

troppo vecchio no... lo dicono gli psicologi gelosi che hanno paura della concorrenza! :D allora io che ne ho 38? io studio in una universitá a distanza dove moltissimi studenti sono persone mature, che magari hanno giá altre lauree, un lavoro e vari figli.... un giorno che ho verbalizzato che mi sentivo troppo vecchia, uno mi ha detto: e io che ne ho piú di 50??? il problema é invece quanto tu possa investire in piú anni di formazione. In fondo, oggi anche con il titolo di a.s non é che si lavori facilmente. Una volta era molto diverso, io infatti commisi l'errore di fare servizio sociale invece di psicologia perché con questo ti tiravano dietro il lavoro e con l'altra no. Oggi invece, se Atene piange, Sparta non ride...Oltretutto 60 crediti convalidati non son pochi.... a me a psicologia a Firenze convalidarono ben meno.... Non so e non voglio consigliarti, ma una cosa posso dirti: non dare retta a chi ti dice che non puoi. A me dissero cosí e invece sono qui....

All'università al massimo mi riconoscono 60-70 crediti. Comunque ti ringrazio di cuore Pallaspina, mi incoraggia sapere di non essere solo, io personalmente vorrei diventare il professionista che aiuta e "cura" le persone soprattutto per mezzo della relazione, del colloquio, del sostegno psicosociale continuativo, della vicinanza concreta con il bisogno. Questa settimana vado a farmi fare una valutazione nel dettaglio della mia carriera per vedere quanto questo passaggio mi convenga o meno, io viste le cose sento di avere più un animo da psicologo che da assistente sociale, soprattutto se poi devo finire ad erogare contributi, a spiegare leggi o sistemare carte.

Se ti va scrivimi: [email rimossa], magari qualche informazione te la posso dare, ho anche un bel pó di materiale di psicologia di Firenze (che mi é utile anche qui, alla fine). Io ti posso dire che la facoltá é bellissima e interessantissima!

Si certo, poi ti scrivo per qualche dettaglio in più, grazie per la disponibilità! :) Ma tu a che età hai iniziato il lungo percorso per diventare psicologa/psicoterapeuta? :)

mi sono iscritta nel 2009, a 36 anni, mi pare, ho fatto l'esame di ammissione sebnza studiare nulla dicendomi: o la va o la spacca! L'ho passato e ho finito tutto il primo anno (considera che i bastardoni non mi hanno convalidato quasi nulla... a servizio sociale avevo fatto 5 esami di psicologia piú vari altri che nel piano di studio di psicologia c'erano, ma mi hanno connvalidato sociologia, 6 crediti di statistica (che dovevo integrare con altri 3) e due altri esami di libera elezione. Nel frattempo ci siamo trasferiti in Spagna e io ho cominciato le pratiche per farmi convalidare questi esami del primo anno qui, cosa non facile perché i piani di studio sono diversissimi. Ce l'ho fatta solo iscrivendomi a una uni on line (alla statale le cose si mettevano per le lunghe) e mi hanno convalidato quasi tutto (purtroppo uno no). Comunque il mio obiettivo non é fare la psicoterapeuta. Tra l'altro, pensa che solo in Italia per fare questo percorso bisogna essere psicologi o medici: in Spagna potrei tranquillamente fare una scuola con il mio titolo di a.s. (pare che anche nel resto d'Europa sia cosí, perché mi hanno detto che solo in Italia c'e' questa norma). Sicuramente "dopo" faró qualcosa di psicoterapia peró mi piacerebbe anche molto rimettermi in gioco in qualche servizio o associazione, proprio come dici tu, nel SOSTEGNO. Io lavoravo con i nomadi e mi piaceva, alla fine non ti nascondo che se rimango qui anche come psicologa magari finiró a lavorare in qualche ambito sociale, chi lo sa!!! ma ho sempre sognato questa laurea e mi appassiona come servizio sociale non ha mai fatto, lo ammetto... comunque una cosa che non escludo, se rimango qui, é tentare un dottorato, che é sempre stato un pó un sogno....

Insomma anche a te nel servizio sociale mancava l'aiuto, il sostegno vero e proprio. Ma insomma in Italia piuttosto che chiamarlo assistente sociale potrebbero farlo diventare "burocrate sociale" o "coordinatore sociale" :mrgreen:

mi mancava la libertá di approcciarmi alla persona senza la zavorra del contributo economico... ero stufa di fare mille indagini inutili per il tribunale minorenni ed anche di passare le giornate convocata dai giudici come testimone nei processi penali o civili... insomma anche io come te pensavo: se volevo lavorare in tribunale, facevo giurisprudenza....ero stufa di dover spendere 10 ore settimanali per inserire i dati delle richieste di intervento economico nel pc e scrivere inutili relazioni tutte uguali... in teoria l'aiuto economico é uno strumento, ma quando fai 20 colloqui a settimana tutti e 20 di gente che chiede l'aiuto economico... bé, come tu dici é un pó difficile lavorare sull'autonomia... poi avevo comunqiue la sensazione che mi mancassero degli strumenti... ovvero, io dal lontano 1992v dicevo che DOPO avrei fatto anche psicologia come integrazione... e il paradosso é che nel lavoro passavo dall'essere interpellata quale burocrate, all'essere investita di competenze estremamente delicate veramente piú tipiche di uno psicologo, per esempio valutare da sola l'adeguatezza genitoriale perché nella mia realtá i servizi non lavoravano in equipe... come diceva una mia collega, "ci chiedono sia di spazzare per terra che di fare cose di alta specialitá"... poi ci fu anche il fatto che non ho mai potuto cambiare (area, servizio ecc.) e la routine uccide, io volevo andare alla Asl o perlomeno cambiare distretto o settore, ma non c'era verso. In questo lavoro credo non si possa stare 12 anni nello stesso posto.... almeno io volevo cambiare!

E' davvero incredibile quanto io mi ritrovi nelle tue considerazioni, penso che se mi verrà riconosciuta molta carriera tenterò di indirizzarmi verso la strada della psicologia clinica, è una scelta difficile, ma sento che si tratta di un ambito più vicino alla realizzazione delle mie aspirazioni. Deve essere davvero pesante protendere verso qualcosa che non ti è concesso perchè il tuo ruolo, nei fatti, è un altro. Grazie Pallaspina per aver condiviso con me il tuo vissuto :) Del resto, se non ci aiuta tra noi...! :D