Vi ringrazio per i numerosi spunti di riflessione e consigli!
Io non voglio sembrare un'illusa che spero di trovare "la Mecca" all'estero e nemmeno una rinunciataria che in Italia non vuole lottare per svolgere il lavoro dei propri sogni, ma gli stumenti sono davvero pochi...E se al nord nelle mie zone ancora si respira, nel resto d'Italia la situazione diventa sempre più opprimente e le prospettive per il futuro non grige ma NERE.
Ascoltando i tg in questi giorni sembra che fino al 2014 non ci sarà un minimo di ripresa, anzi nel 2013 il numero dei disoccupati aumenterà ancora...come si può progettare un futuro in tali circostanze?!?
Il mondo del lavoro è monopolizzato dalle agenzie interinali che selezionano i candidati secondo criteri a mio parere ambigui e ti presentano solo alle aziende che fa comodo a loro, evitando possibili doppie candidature contemporanee anche se il curriculum corrisponde alle esigenze azindali per non brucarsi un contratto (in questo caso non mi riferisco al lavoro come assistente sociale ma per quanto riguarda tutti gli altri lavori). Mentre per lavorare in ambito sociale bisogna rivolgersi alle cooperative che ormai getsiscono tutto loro. tralasciando il discorso dei contratti e dei pagamenti degli stipendi, entrare anche in tali realtà ormai è sempre più difficile. se sei amico di un amico di un amico hai sempre 100 possibilità in più di entrare rispetto ad uno che non conosce nessuno ma si è formato con pari impegno se non maggiore.
Un'ultima riflessione scaturisce anche dal riscontrare che all'estero in paesi come Canada e Australia la professione di assistente sociale è inserita tra quelle indicate nei flussi migratori...ma allora perchè in Italia non c'è un minimo di lavoro in tal senso?!?