Bei tempi all'Università...

Sezione: Laurea e Facoltà · Aperta il

Cara collega, mi ricordi me. Anche io sognavo, sognavo, sognavo. Sognavo integrazioni multi-disciplinari, seminari di ricerca, corsi in inglese. Lo scontro con la realtá italiana é stato duro.

Ma sei sicura di non poter fare un master cosí? perché no?

Guarda che in molti Paesi, soprattutto anglosassoni, il servizio sociale É questo. I miei sogni infranti di vedere cattedre di servizio sociale e programmi specifici all'estero sono REALI.

Mi viene in mente un libro che ho letto quest'estate sulla sfiga: non esiste la fortuna o la sfortuna, esiste la nostra apertura a cogliere le occasioni.

In tal senso il sogno ha due significati: 1) l'illusione (vorrei, ma non lo avrò mai....) 2) l'aspirazione (vorrei e ci provo ad averlo...).

Anche Martin Luther King, quando diceva "I have a dream", non parlava dell'illusione, ma della certezza di raggiungere traguardi.

Fuor di metafora: nella costruzione del proprio progetto di vita ognuno fa scelte, dove vivere, sposarsi, i figli, il lavoro, ecc. In ciò è centrale il progetto professionale: se per la mia crescita è importante farmi quel master, lo faccio, costi quel che costi. Ma dev'essere un "mi piace" fondato, fattibile, efficace, con possibilità di applicazione.

Devo inoltre dire, per esperienza personale, che studiare da adulti è MOLTO PIU' GRATIFICANTE che farlo da ragazzini.

Mai dire mai. Anzi, il meglio viene sempre dopo.

Saluti.

Come non sottoscrivere ogni singola parola di Ugo? la mia esperienza é proprio questa. "Ah, quanto vorrei...." si puó tradurre in realtá se ci poniamo la meta ad ogni costo. E studiare da adulti é ASSOLUTAMENTE piú gratificante che a 20 anni. A volte serve fare un colpo di testa. Anche se troverai persone che ti scoraggiano, ti chiamano illuso, ti dicono che non ce la farai e che non ti servirá, qui in Spagna c'e' un detto attribuito al Don Qujote: "Ladran, Sancho. Luego cabalgamos" che vuol dire: ora abbaiano, poi vedranno cosa sappiamo fare.

Bhè, sono già contento di avere stuzzicato la curiosità di qualcuno...

Il motivo principale per cui ritengo di non essere in grado di poter fare un master così è che già lavoro. Da dipendente pubblico tempo pieno (ho già richiesto in passato e NON ho ottenuto una aspettativa) trovo che ho ben pochi margini di "libertà" da dedicare alla formazione.

Considerando le prospettive offerte dal contesto internazionale non credo che riuscirei a frequentare più che qualche seminario (chessò, a Londra?), ed è su questo che ho intenzione di concentrami nei prossimi anni...

Ciao, mi inserisco nella discussione, in quanto anche io vorrei (sognerei) di frequentare un master in UK, ed è proprio per questo che mi sto dedicando totalmente all'inglese...vedo che qualcuno ha notizie ed informazioni in merito, chiedo cortesemente dove posso trovare informazioni circa master, corsi di aggiornamento, etc. magari con possiibilità di stage in UK (non so se chiedo troppo magari non a Londra ma in qualche città più piccola), così posso programmare questi mesi e frequentare corsi di inglese che mi possano preparare adeguatamente. In quali settori è più utile specializzarsi in Uk o Irlanda? e se volessi frequentare la specialistica (che mi pare là si chiami "Master"), a chi devo rivolgermi per info in merito a prove di lingua, titoli necessari, etc... (forse ho chiesto troppo, confido nella gentilezza e solidarietà di qualcuno).

Grazie mille.

Sara.

Ventinove, io nel 2000 feci un GRAVE errore. Avrei avuto la possibilitá di trasferirmi in California, ma siccome avevo vinto il concorso in Comune, mi sembrava di aver vinto la lotteria e non concepivo questa possibilitá. Col senno di poi, dopo qualche anno sarei partita eccome, per cui quando ho avuto analoga possibilitá in Spagna (sempre per lavoro del marito), eccome se sono scappata a gambe levate. Se fossi rimasta in Comune, a parte rodermi il fegato per una maniera di lavorare che non mi andava, avrei dovuto lottare con le unghie e con i denti per laurearmi in psicologia (facoltá che avevo intrapreso), non tanto per il Comune in sé, quanto per le arpie delle mie colleghe e le loro invidie, che mi immagino avrebbero messo i bastoni tra le ruote come giá stavano facendo. Quindi ti capisco perfettamente. Quindi se vuoi e puoi, VAI. Tanto ti assicuro che nel nostrio ambito in Italia, che si lavori o meno, non si sta a fare nulla. Meglio una sana vita da precari che 30 anni di ergastolo nella pubblica amministrazione (dove di sicuro ci sono solo i nervi).

Perchè non radunare un manipolo di "sognatori" e volenterosi del cd Social work e parteciapre, ad esempio, a questo prossimo evento?

http://www.ensactistanbul.org/en/

Per ugo.albano: a volte mi pongo il problema se questa mia spinta verso l'estero rappresenti più un "fantasticare su grandi cambiamenti generali" piuttosto che un "occuparsi umilmente di cambiare qualcosa nella propria concreta vita attuale" (citando l'articolo del Prof. Ferrario)...

Per SaraR: in gerenere i siti delle università stesse forniscono tutti i requisiti richiesti (anche quelli linguistici per gli studenti stranieri). Ad esempio qui trovi la pagina per gli studenti stranieri della Goldsmiths University of London (una a caso): http://www.gold.ac.uk/international/.

Bisogna poi seguire le istruzioni contenute in questa pagina per capire i requisiti richiesti per uno studente che proviene dall'italia: http://www.gold.ac.uk/international/regions/

Per altre info se vuoi richiedimi pure qualcosa di più specifico ma in genere, come per tutte le cose, vale la regola: cercare cercare cercare cercare cercare

Ciao Pallaspina,

la tua storia mi aveva già incuriosito nei primi post che lessi... purtroppo ognuno sa di sè e io non mi vedo di fronte tante possibilità.

Per intenderci, sono aperto alla riflessione e tutti gli spunti sono utili e ben accetti; non credo che il mio sia un modo di piangermi addosso o di voler vedere solo ciò che si vuole, ma:

- se io volessi andare all'estero ahimè non ho mai avuto opportunità di questo genere (per intenderci, non ho nessuno da seguire, parenti cui appoggiarmi o altro), ma le opportunità dovrei crearmele...

- non ho le certificazioni linguistiche richieste (e nemmeno le competenze allo stato attuale) per inserirmi in un altro paese in maniera qualificata;

- non ho la famiglia dietro che possa sostenermi (io per lavoro ho lasciato la mia regione. Sostengo quindi già le spese - economiche ma non solo - che se lavorassi a casa mia non sosterrei).

Lasciare il posto fisso a trent'anni mi fa andare molto cauto ma... se la crisi italiana peggiorasse, chissà!