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SERVIZIO SOCIALE: Buone prassi
Le buone prassi, ponendosi in un'ottica critico-riflessiva e assumendo un approccio aperto e flessibile, diventano modalità operative, azioni e strategie, che offrono un contributo alla guida del lavoro professionale degli operatori sociali.
Una buona prassi nel sociale è un'insieme di attività che diventano processo e hanno come bersaglio una o più persone, un fenomeno, un contesto, oppure più di uno di questi elementi. La buona pratica deve produrre il cambiamento attraverso azioni o strategie, che affrontano la complessità e non la riducono, quindi partendo dalla reale conoscenza del bisogno sociale specifico e del fenomeno su cui si andrà ad incidere, in un determinato territorio. La dimensione relazionale è una caratteristica delle buone prassi nel sociale, è oppotuno porsi davanti al fenomeno pensando alle soluzioni, alle risorse e ai punti di forza, senza dimenticare le criticità, per ricercare il soddisfacimento di tutti gli attori coinvolti.
Le buone prassi sono caratterizzate da:
La buona prassi, per diventare modello, deve assumere caratteri generali, traferibili, replicabili, standardizzati attraverso la valutazione. Inoltre un modello non può scindersi dal fenomeno sociale e neanche dalla politiche sociali, dagli attori presenti sul territorio e dalle risorse disponibili.
A cura di:
Marianna Lenarduzzi (Assistente Sociale)
Se hai una buona prassi da segnalare inviaci una e-mail.
Last updated 2007-09-23
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