criteri capacità genitoriali

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ok, proviamo allora a individuare alcuni indicatori orientativi.

allora prima di tutto capiamo la nostra competenza come AS, cioè tutto ciò che riguarda il sociale (composizione nucleo, relazioni, dinamiche, obiettivi familiari,..) e l'ambientale (ambiente sociale, rete, casa,..)

ipotizzo di creare punti di partenza, o meglio basi su cui articolare i ragionamenti per determinare gli indicatori:

famiglia

genitori

figli

rete

rapporti con terzi (scuola, sanità,..)

qualcuno ha individuato ulteriori ambiti di applicazione? o considera quelli che ho proposto nn indispensabili o altro??

Carissimi,

ometto di rispondere a tutte le considerazioni fatte per non uscire dal tema.

Restiamo sul tema, che è quello di un brainstorming sulle capacità genitoriali.

Gli indicatori sono i "dati" o "fatti" che si osservano, si registrano e si elaborano, il tutto per una valutazione finale.

Ergo: COSA osservo, registro ed elaboro nelle capacità genitoriali?

Atteniamoci al "COSA" (gli indicatori) e lasciamo perdere chi, con che titolo e con che qualifica....sennò non ne usciamo più........

Io ho davanti a me un bambino ed un genitore. COSA osservo?

Possiamo partire sugli INDICATORI e lasciare tutti i fronzoli che sono "altro"??

Il brainstorming deve cioè prevedere almeno la chiarezza sull'oggetto cognitivo su cui lavoriamo.

Ugo Albano

[quote="ugo.albano"]Gli indicatori sono i "dati" o "fatti" che si osservano, si registrano e si elaborano, il tutto per una valutazione finale.

COSA osservo, registro ed elaboro nelle capacità genitoriali?

Io ho davanti a me un bambino ed un genitore. COSA osservo?
[/quote]
Provo a dire la mia. Osservo:

- come i genitori gestiscono i bisogni primari dei figli (alimentazione, igiene, ecc...)

- come i genitori gestiscono i figli per i problemi di salute

- se i genitori gestiscono i bisogni dei figli in forma congiunta o delegante di uno verso l'altro o verso terzi

- rilevo il tono di voce con cui i genitori si relazionano con i figli

- se i genitori giocano con i figli

- se i genitori aiutano i figli nello svolgimento dei compiti scolastici e come lo fanno

- se i figli hanno nella casa degli spazi vitali propri (es. la propria stanza, uno spazio per giocare definito,..)

- se i genitori lasciano che i figli possano esprimere la propria opinione e i propri sentimenti o se invece tendano a parlare al posto dei figli

- se c'è un contatto fisico-affettivo o una distanza

- sei i genitori riescono a contenere i figli nei momenti in cui i bambini sono tristi-arrabbiati-in lacrime

Ugo, è un buon incipit?

Senza esperienze di lavoro dirette nella valutazione delle capacità genitoriali, ma con esperienze pregresse come educatrice domiciliare provo ad azzardare una domanda ai colleghi esperti.

Può essere un indicatore delle capacità genitoriali il fatto di sintonizzarsi e riconoscere le sofferenze del bambino?

Cioè se un genitore, riconosce anche in parte i propri errori e si mostra aperto e collaborativo all'autocritica e a soluzioni che possano in parte mitigare i danni subiti dal minore ( collaborazione con l'educatore, frequenza dei bambini ai centri pomeridiani, attenzione e precisione dei genitori nei colloqui con assistente sociale e eventuale lavoro psico-sociale) questo può essere un indicatore positivo rispetto alla valutazione??

Al di là, cioè di tutti gli aspetti "pratici" (casa, lavoro, visita domiciliare ecc.) che avete citato?

Provo!

Osservo:

-organizzazione familiare;

-qualità del legame genitore-figlio e figlio-fratelli;

-capacità di ascolto e di contenimento;

-comprensione;

-partecipazione;

-assunzione delle responsabilità;

Bene, bene, continuate così. Vedete che ci stiamo riuscendo?

Nel citare i "cosa" ci può forse aiutare anche il "nostro" essere genitore o il "nostro" essere stati figli. Secondo la nostra esperienza, COSA è stato un indicatore positivo del rapporto?

Bene, bene. Finalmente.

Continuiamo....

Ugo Albano

Giusto!

Allora osservo:

-segnali dell'ambiente sociale(scuola,vicinato,oratorio, palestra...);

-carenze subite, proprie dei genitori, e loro consapevolezza;

-I SORRISI

-tolleranza alla frustrazione;

-comunicazione delle emozioni.

CAPACITA' DI ACCUDIMENTO: pulizia del figlio, addestramento del figlio all'igiene, percezione delle regole, organizzazione dei tempi di vita col figlio, organizzazione degli spazi di vita;

CAPACITA' DI RELAZIONE: ascolto del figlio, gioco col figlio, affettività (coccole e carezze, si/no), approccio educativo (autoritario o permissivo), modalità di addestramento alle regole

CAPACITA' DI GESTIONE DEL CONFLITTO , modalità di sviluppo del conflitto (mediazione, irrigidimento, "lasciar fare")

ecc.ecc.................

Ugo Albano

scusate ragazzi ma a me vengono continuamente dei dubbi........ossia: l'assistente sociale nel valutare le capacità genitoriali si serve di strumenti quali visite domiciliari, contratto, colloquio.......ma non mi è chiara una cosa.....questi strumenti sono lasciati quasi esclusivamente all'interpret. dell'assistente sociale....il che è positivo...ma c'è il risvolto della medaglia...ossia non sono strumenti "oggettivi" per cui un assistente sociale può dire che quel genitore si comporta bene col proprio figlio e un altro no semplicemente perchè sono andati in due momenti diversi e hanno percepito e osservato cose diverse....!

Non esistono strumenti "oggettivi" , tipo test o altro, che riducono al minimo il margine di errore? Cioè io potrei anche appellarmi alla mia esperienza e alla capacità di individuare un problema latente....ma nel confronto con gli altri su quali basi posso affermare ciò per essere credibile?Sono pronta perchè sicuramente ci saranno delle critiche, avanti :mrgreen:

Scusa Zuccherina,

stiamo facendo un brain-storming su un tema scelto e tu ritorni alla messa in discussione del "si può fare o no, se si e con chi e quando".

Ci lasci fare il brainstorming?

Grazie.

Ugo Albano