criteri capacità genitoriali

Sezione: Minori · Aperta il

Salve a tutti...

sono molto interessata all'argomento.

Leggendo tutti i vostri interventi mi vien da pensare che forse vi è sfuggito qualcosa::

-capacità empatiche verso il bambino, dunque riconoscere non solo i bisogno primari ma anche quelli secondari.

-possibili traumi dei genitori (essere genitori vuol dire essere stati figli, possibili traumi trasgenerazionali)

-rapporti con la famiglia d'origine.

-rete sociale del nucleo.

:) è bello rivedere i pezzettini di ognuno!

secondo me, sarebbe ancor più bello raccoglierli ed inserirli in un articolo.. cosa ne pensa l'amm.tore del sito?

[quote="elisa1510"]:) è bello rivedere i pezzettini di ognuno!

secondo me, sarebbe ancor più bello raccoglierli ed inserirli in un articolo.. cosa ne pensa l'amm.tore del sito?[/quote]

sarebbe un'idea molto carina: elisa, se hai capacità di sintesi, affido a te questo compito :wink:

[quote="monica1967"]Senza esperienze di lavoro dirette nella valutazione delle capacità genitoriali, ma con esperienze pregresse come educatrice domiciliare provo ad azzardare una domanda ai colleghi esperti.

Può essere un indicatore delle capacità genitoriali il fatto di sintonizzarsi e riconoscere le sofferenze del bambino?

Cioè se un genitore, riconosce anche in parte i propri errori e si mostra aperto e collaborativo all'autocritica e a soluzioni che possano in parte mitigare i danni subiti dal minore ( collaborazione con l'educatore, frequenza dei bambini ai centri pomeridiani, attenzione e precisione dei genitori nei colloqui con assistente sociale e eventuale lavoro psico-sociale) questo può essere un indicatore positivo rispetto alla valutazione??

Al di là, cioè di tutti gli aspetti "pratici" (casa, lavoro, visita domiciliare ecc.) che avete citato?[/quote]

Penso che sarebbe un ottimo indicatore per valutare l'aderenza del genitore alla progettualità condivisa .... un indicatore forse più per una valutazione in itinere!!!!

[quote="monica1967"]Può essere un indicatore delle capacità genitoriali il fatto di sintonizzarsi e riconoscere le sofferenze del bambino?[/quote]

Riconoscere il malessere del bambino è un elemento essenziale.

E' il primo passo per riconoscere i propri errori e per cercare di rimediare ai danni fatti o alle omissioni.

Negare il malessere del bambino significa o essere inconsapevoli del ruolo che si ha giocato oppure rifiutare palesemente di riconoscere il proprio ruolo.

Nel primo caso non è una cosa buona perchè il genitore che non ha tutelato non potrà tutelare, nel secondo caso il genitore è stato parte attiva del danno provocato al minore.

se il minore è un adolescente quali attenzioni specifiche mettereste in atto?

Buongiorno Nazg, intendi dire quali criteri utlizzare per la valutazione dell'adeguatezza dell'ambiente familiare dell'adolescente? Allora, devi sapere che io in 13 anni di lavoro ho navigato a vista, mentre quest'anno, seguendo un corso di psicologia dell'educazione in una facoltá di psicologia spagnola, mi si é aperto un mondo: la scala HOME. Si tratta di una scala per la valutazione dell'adeguatezza dell'ambiente educativo e domestico, é di origine inglese e ci sono tre batterie secondo l'etá del minore. Insistetti molto con il docente per avere le scale tradotte allo spagnolo e alla fine me ne mandó due (non ricordo di quali etá, se sai lo spagnolo ci guardo). Non ho idea se ci sia anche quella italiana. Il docente mi disse che lui é molto sospettoso sulle varie scale, perché si tratta di lavorare in maniera troppo inquadrata e rigida: di fronte peró alla mia obiezione che gli assistenti sociali, almeno in Italia, devono riferire al giudice e fare proposte operative, spesso "a naso", spesso con valutazioni completamente diverse da un operatore all'altro... bé, ha ammesso che sí, quando c'e' di mezzo il tribunale, avere un metro di riferimento, poter dire "ho somministrato la scala HOME" ti pone in una posizione un pó piú oggettiva. Ora, io ho dato un'occhiata a questa scala e sono convinta che sarebbe non utile, ma utilissima per il modo di lavorare dell'assistente sociale italiano, tanto piú che almeno una parte della rilevazione si basa sull'osservazione. In ambito anglosassone gli assistenti sociali vengono addestrati a osservare, per esempio vedi il metodo Tavistock dell'osservazione del bambino piccolo che in USA fanno gli assistenti sociali (e da noi tutt'al piú qualche psicologo).

UN'altra scala é la ECCERS.

B.M. Caldwell;R.A.Bradley

(1984). Home observation

for measurement of the environment.

Little Rock: University

of Arkansas.

T.Harms;R.Clifford;D.

Cryer (1998). Early Childhood

Environment Rating Scale Revised

Edition. Nova York: Teachers

College Press.

Sul libro raccomanda comunque di completare questa scala con colloqui con la famiglia.

Per il momento di piú non posso dirti, non essendo ora operativa come lavoro di a.s. non mi sono buttata a cercare tutte le scale e approfondire ma indubbiamente sarebbe da fare, secondo me.

Rilancio questo tema, visto che alcune di voi mi sollecitano in privato.

Avete già uno schema di verifica delle capacità genitoriali?

Quando le verificate SU COSA vi orientate maggiormente?

Possiamo continuare il brainstorming?

l'ultimo messaggio di pallaspina (mi scuso se non l'ho visto prima!) mi è parso molto interessante...vorrei saperne di più sul come funzionano queste scale!

[quote="ugo.albano"]
Avete già uno schema di verifica delle capacità genitoriali?

Quando le verificate SU COSA vi orientate maggiormente?

Possiamo continuare il brainstorming?[/quote]

Personalmente non ho uno schema, se non quelle poche righe che manda il Tribunale per i Minorenni quando richiede un'indagine sociale su un nucleo familiare.

Di fatto il T.M. chiede inizialmente una "sommaria" valutazione delle capacità genitoriali, quindi la parte più importante della valutazione, nella mia zona, viene fatta solo in un secondo momento (quando c'è un decreto) da psicologi.