assistenti sociali cuochi

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Certo che ho la lavastoviglie e certo che lavo pure i piatti. La mia battuta della "donna che sappia cucinare" è intesa pure al contrario, ovvero "l'uomo che sappia cucinare".

Mangiare non è "aprire la bocca e buttar giù roba", è fantasia, cratività, relazione, simbolismo. Per esempio io con mia moglie mi ostino a fare le "torte di compleanno" per i nostri figli perchè crediamo che "fare da mangiare" sia pure un dono d'amore. Siamo però sconcertati nel vedere le altre mamme che spesso fanno le feste di compleanno da Mac Donald a mangiare hamburger e divorare la torta congelata.

Non è una questione di "gusto", ma di "educazione al mangiare". Magari una volta la donna-massaia aveva questo ruolo (imposto? Mica tanto, a me pare che ci stessero più che bene!), ora però sconcerta questa bassa consapevolezza del "significato del mangiare".

Secondo me mangiare ed amore sono collegati. E ve lo dico da maschio: tra una donna bellissima che non sa cucinare ed una "normale" che sa cucinare, preferisco la seconda. Ma non perchè mi debba servire (nell'amore, poi, ci si serve a vicenda), bensì perchè il vero amore, che è attenzione quotidiana e continuo sforzo nel capirsi sul pratico, passa spesso per il mangiare. A maggior ragione con i figli, che "frutto dell'amore" lo sono, eccome.

Poi "osservare come mangiano i nostri utenti" per noi è fondamentale sul lavoro. Per esempio coi minori: il bambino si ingozza di merendine davanti alla TV dove decide lui cosa e quando vedere, oppure mangia col genitore una bella mela? Il bambino "consuma surgelati" oppure cucina "col genitore"? Ci sono cioè nel lavoro di aiuto tanti lati delle persone dove il mangiare è grande indicatore.

Secondo me il tema ha tante connessioni, non trovate?

Ugo Albano

PS: Comunque, care donne, se non sapete cucinare il marito non lo troverete mai....... :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

E' lo stile di vita ad aver subito un grande cambiamento in una società globalizzata come la nostra... in cui tutto scorre velocemente senza riuscire a rallentare i ritmi quotidiani per godersi i piccoli gesti, le piccole attenzioni, che accanto al consumismo fa venire meno anche la voglia di stare insieme in modo semplice, ma attivando un atteggiamento ansioso spinto a dover provare di tutto per una ricerca continua di nuovi stimoli!

Non riusciamo ad apprezzare i sapori di un semplice frutto, perché, come numerosi studi hanno anche dimostrato, l'appetibilità di un cibo è spesso indotta dal complesso di ingredienti (non naturali) di cui è composto che mira anche a crearne dipendenza!

Molto spesso i nostri utenti hanno carenze anche nel fare la spesa e sembrerà assurdo ma in alcuni caso è stato d'obbligo per me comprendere anche questo aspetto per capire le capacità gestionali del singolo all'interno del nucleo familiare! Scoprendo che le difficoltà economiche erano anche (ma non solo) strettamente collegate a ciò che l'utente metteva nel carrello della spesa con conseguenze soprattutto sul suo stato di salute!

Ritornando ai ruoli della donna e dell'uomo all'interno della famiglia, l'unico strumento che potrebbe portare ad un sano equilibrio dell'identità di ciascuno è la condivisione di tutto ciò che comporta la gestione della casa e dei figli, superando le vecchie categorizzazioni! E' vero che ci sono le madri che fanno le feste al Mc Donald, ma è anche vero che inizia ad esserci anche una carenza della rete familiare intorno al singolo nucleo con una donna che vuole vivere e dimostrare la propria emancipazione adeguandosi ai giochi del consumismo! E poi quante parcheggiano i figli appena possono?

La discussione sta prendendo un'altra piega... :D :D

cari maschietti è necessario un reciproco scambio di ruoli(per quanto è possibile) proprio come avviene metaforicamente nel rapporto con l'utente in cui bisogna "mettersi un pò nei suoi panni" per capirne l'ottica..........

rimanere sui propri punti di vista fa male!!!!!

sinceramente un maschio che cucina e fa le pulizie col grembiulino è molto sexy :lol: :mrgreen:

Cara Zuccherina,

se la pensi così mi sa che resterai zitella per tutta la vita!

:lol: :lol: :lol:

Ugo

Ugo meglio zitella che con un marito maschilista......almeno da sola cucino solo per me :mrgreen:

Potrebbe a questo punto diventare uno spazio dove si è liberi di non ingoiare bocconi amari, ma di offrirli gratuitamente agli altri... così magari evitiamo di bruciarci!

[quote="ugo.albano"] D'altra parte vedo che tra i colleghi siamo in tanti ad essere dei buoni cuochi: girando per l'Italia tra colleghi non ho trovato ancora un/una collega che non sappia cucinare. Cucinano tutti bene. E non è cosa da poco.

Mi chiedo e vi chiedo: c'è un rapporto tra l'essere assistenti sociali e la passione per la cucina? E se si, da che dipende?

Che ne dite?

Ugo Albano[/quote]
Bella domanda..! Circa la mia esperienza, caro Ugo, ti dico subito che non sono una grande cuoca.. però mi diletto a cucinare.. Se penso alle similitudini che ci sono tra il modo in cui cucino e il modo in cui lavoro praticamente sono identiche:

- riesco a cucinare con quello che trovo in frigo (anche se non senza sconforto..), quindi mi adatto alle risorse disponibili;

- faccio molta attenzione alle varie fasi e alle modificazioni dei colori degli alimenti..(specialmente quando metto a rosolare aglio, cipolla, sedano, carote..insomma questa roba qua :mrgreen: );

- mi innervosisco quando mi manca qualche strumento adatto.. e mi dico (caspita senza quella cosa lì..ora sarà un'altra cosa.. :| );

- mi piace inventare..per modificare le ricette standard..per mettermi alla prova.. (anche a costo di gettare tutto nella spazzatura :lol: :lol: );

- lascio giudicare sempre agli altri quello che cucino (anche se sono sicura già di mio del risultato 8) );

- non amo molto la gente che fa avanti e indietro mentre cucino.. :roll: :mrgreen:

Grazie cara (o caro) Kristal. In effetti noi siamo cuochi così come siamo assistenti sociali, almeno così pare.

Faccio il "copia ed incolla" del tuo testo e ci aggiungo qualcosa:

1) .......riesco a cucinare con quello che trovo, quindi mi adatto alle risorse disponibili......BEH, E CHE FACCIAMO NEI SERVIZI, SE NON QUESTO?

2) ...........faccio molta attenzione alle varie fasi .............BEH, E' IL PROCESSO D'AIUTO CHE E' NELLA NOSTRA TESTA.................

3) ......mi innervosisco quando mi manca qualche strumento adatto.. ...E' COME QUANDO SBRAITIAMO QUANDO CERCHIAMO LO STRUMENTO DI AIUTO PIU' EFFICACE.

4) ............mi piace inventare.....per mettermi alla prova......QUANTE VOLTE SPERIMENTIANO "NUOVE VIE" NELL'AIUTO PER CONOSCERE I NOSTRI LIMITI?

5).........lascio giudicare sempre agli altri quello che cucino........SU CIO' DOVREMMO RICORDARCI DI CHIEDERE AI NOSTRI UTENTI IL LORO GRADIMENTO.

6) .......non amo molto la gente che fa avanti e indietro mentre cucino.. ......... LA SINDROME DEL CAPO????

Interessante, eh?

Secondo me "cucinare" non significa solo "alimentare qualcuno", ma pure "amarlo". Noi cuciniamo come per dire a qualcuno "ti voglio bene e te lo dimostro". Sono funzioni materne che, nel "buon aiuto" dovrebbero entrarci. Insomma, c'è chi cucina per amore e chi "riscalda i surgelati". Chi mangia, però, la differenza la capisce, eccome.

Troppo azzardata la riflessione?

In effetti Ugo, io la penso proprio come te.. eccetto l'ultima "sindrome del capo".. :mrgreen: io direi piuttosto "timore per il mobbing"...........! :|

Ho postato apposta nella sezione..perchè avevo intuito l'associazione che volevi fare.. che condivido.. e preferito lasciare a te le conslusioni.. dato che avevi aperto tu il topic e mi sembrava giusto che lo concludessi.. :wink:

Bravo per l'iniziativa..!

Circa "cara" o "caro"..naturalmente "cara" :P ..non ho mai sentito un uomo con un nik Kristal.

Me lo porto dietro da quando scrivevo su serviziosociale.com ..

Un caro abbraccio virtuale per un assistente sociale speciale!

Cristina M. :wink:

[quote="Kristal"] io direi piuttosto "timore per il mobbing"...........! [/quote]

potresti conquistare che il tuo datore di lavoro con una pietanza prelibata :mrgreen: