Ecco il link con l'elenco dei candidati per il Cnoas:
http://www.cnoas.it/_allegati/%5B444%5D%5BARC%5DCandidati_CNOAS_2010.pdf
Ecco il link con l'elenco dei candidati per il Cnoas:
http://www.cnoas.it/_allegati/%5B444%5D%5BARC%5DCandidati_CNOAS_2010.pdf
Visto.
Faccio una proposta: secondo voi QUALI colleghi eleggere? Possiamo parlarne?
Sarebbe inoltre bello se i candidati venissero su questo forum a dire la loro.
A me dispiace molto che la Regione Friuli Venezia Giulia non abbia nessun candidato. :cry:
Essere consiglieri dell'Ordine Nazionale è molto impegnativo, anche per gli spostamenti.
Spero davvero che vengano elette persone competenti e motivate :D
Infatti io mi chiedo come facciano coloro che sono lontani da Roma.
Spicca infatti la scarsità di romani.
Quei pochi, secondo me, andrebbero sostenuti.
Perdonate l'ignoranza, ma un paio di cose mi lasciano perplesso.
La lista dei candidati è stata pubblicata pochi giorni fa e già lunedì prossimo si va al voto: il lasso di tempo non è troppo breve?
Esistono dei programmi per questi candidati? O si vota davvero per curriculum? :shock:
O peggio ancora si vota SOLO per simpatia?
E per rispondere a ugo.albano, sì! Sarebbe bellissimo se i candidati si presentassero personalmente scrivendo anche due righe sul "perché scegliere me", cosa che da un lato li avvicinerebbe alle persone che andranno a rappresentare (dando anche la sensazione di un Ordine presente e vicino, e non di mera istituzione) e dall'altro permetterebbe una scelta più consapevole da parte dei numerosi membri dei vari Ordini Regionali che regolarmente ci visitano.
Hai colto nel segno, Eugenio!
Infatti, al di là dei nomi e dei tempi stretti, "i giochi sono già fatti". Parlo quindi di alleanze e di cartelli.
Infatti vince chi riesce a farsi votare da più ordini, specialmente quelli che hanno un peso ponderale mazziore (Sicilia, Lombardia....).
Certo, mancano idee, programmi ed altro. D'altra parte dovendo votare gli Ordini Regionali, sono solo loro i destinatari di comunicazioni. Io spero vivamente che ci siano idee.
Io, vedendo i nomi, vedo tanta gente che conosco già. Ma pure tanti nomi nuovi. Io mi augurerei, francamente, un ricambio, seppur parziale, nonchè uno "svecchiamento" dell'Ordine. Io non ne faccio una questione di età, ma di esperienza. E' davvero il caso che, per esempio, chi ci rappresenti sia "in servizio" e non "in pensione". Da quando abbiamo l'Ordine Nazionale i presidenti sono sempre stati pensionati............ ahimè.
Sarebbe bello che qualche candidato venisse quì a dire la sua..........
Sono del parere che uno "svecchiamento" sia sempre una cosa buona, e specialmente per noi di AssistentiSociali.org che curiamo il portale... che ci siamo trovati un muro dall'altra parte...
E' evidente, dai riscontri e dalle chiacchierate informali che ci sono state, che il nostro lavoro di diffondere cultura ha avuto un merito di quasi-circa ZERO.
A me personalmente è stato detto da un membro dell'attuale Ordine Nazionale (e non voglio fare nomi) che "i forum sono incontrollabili e che quindi è difficile creare una sinergia"... e il blog? e la parte teorica? e il lavoro di redazione che c'è stato per tenere la qualità ad un livello apprezzabilmente alto? e tutto il resto del portale?
Guardando come vanno le cose, le ipotesi sono due: o c'è un conclamato ostruzionismo o c'è ignoranza.
[quote="ugo.albano"]
Io, vedendo i nomi, vedo tanta gente che conosco già. [/quote]
Se li conosci puoi invitarli a venire qui per ampliare il dibattito.
Sarebbero i benvenuti! :D
Oppure ce li puoi descrivere... :roll:
Secondo me è ignoranza, Eugenio, ma pure presupponenza.
Chi ha il potere è abituato a gestirlo tramite l'informazione.
Ecco che questo portale, invece, vuole raccogliere le idee, stimolarle, metterle in comune: mi sembra anche bene. Ma è un fatto democratico.
Ora io credo che siano due "prototipi" dei consiglieri dell'Ordine: chi vuole comandare e dire la verità -la sua!- (per cui è logico che un forum è un attacco, solo perchè dà voce a tutti) e chi è capace di scendere in campo.
Ragazzi: ho diverse mail dei candidati. Colgo lo stimolo di Marianna per farli venire.
Speriamo che capiscano ed accettino di parlare: sarebbe un bel segno di "appartenenza" con la base.
Carissimi colleghi, mi chiamo Maria Billè, sono un'assistente sociale, che ha avuto la fortuna di maturare esperienza professionale sia a Torino per cinque anni indimenticabili, per poi andare a lavorare altri 5 anni in una realtà meravigliosa, ma, allo stesso tempo difficile, di Palermo, fino ad avvicinarmi l'anno scorso nella mia città natale, cioè Messina.
E' la prima volta che mi candido alle elezioni del cnoas, e ho sentito l'esigenza e la responsabilità di farlo in un momento molto difficile, direi quasi drammatico per la nostra professione. Dopo un periodo fertile di riforme della pubblica amministrazione, volte a migliorare i procedimenti, la qualità dei servizi e la partecipazione della cittadinanza, negli ultimi anni, sembrano improvvisatamente ofuscate.
Il nostro paese, è orami da anni, in grave crisi economica, e aggiungerei anche democratica, l’attuale politica del nostro governo è stata indirizzata a gravi e drastici tagli alla spesa sociale, alla cultura e alla formazione, si pensi ai licenziamenti degli insegnanti, alla ricerca, alla riforma universitaria che prevede la cancellazione delle borse di studio, il taglio di corsi di laurea, il licenziamento di massa di ricercatori, l'aumento sconsiderato delle tasse unviersitarie, per i quali studenti e ricercatori hanno avviato proteste significative in tutte le città d'italia, alla sanatoria per regolarizzare gli immigrati, che ha comportato l’esplusione di 40.000 lavoratori stranieri che per vizi delle procedure, non sono stati regolarizzati, ai tagli sui servizi essenziali alle persone, e ai cittadini svantaggiati, e infine e non per ultimo, il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, concedendo solo al 25% di tutto il personale, la possibilità di effettuare avanzamenti economici, con una decisione alle spalle scorretta e che non viene più esercitata in tavoli di concertazione.
Vorrei porre alla vostra attenzione un dato molto allarmante che deve fare riflettere la nostra categoria professionale, punto che ho posto nella mia candidatura per il cnoas, affinchè si possa assumere un ruolo significativo nella politica futura. Questo è un momento decisivo per dar voce al coraggio, all'esperienza alla competenza, alla conoscenza di noi professionisti del mondo sociale.
Partirei dal DECIMO RAPPORTO Caritas-Zancan presentato a Roma in data 3.11.2010, su povertà ed esclusione sociale, dal quale risulta un dato allarmante che ci deve fare riflettere per programmare nuove politiche di inclusione sociale. In Italia oltre 8 milioni di poveri e in 8oo mila si sono «impoveriti». Nel biennio 2009-2010, si registra un aumento medio del 25% del numero di persone che si rivolgono alla Caritas per chiedere aiuto. Il 40% sono italiani. Cessione del quinto dello stipendio:+8%. L'esperienza dei centri ascolto italiani evidenzia, fra l'altro, «scarsa tempestività degli enti locali nell'affrontare le nuove povertà». Dati che, amaramente, non sortiscono l’attenzione mediatica. Questi dati significativi devono essere il nostro punto di partenza per un confronto politico-istutuzionale, tra i vari attori competenti per rispondere direi “ormai” all’emergenza sociale e programmare politiche sociali di riappropriazione dei diritti di “cittadinanza”.
1)Innanzitutto si dovrebbe programmare un convegno-dibattito nazionale “sulle nuove povertà. Come rispondere all’attuale crisi del welfare state? Responsabilità politiche, istituzionali e sociali”, da tenersi preferibilmente a Roma, invitando soggetti competenti in materia economica, politica e sociale. Chiedendo la partecipazione di un rappresentante del governo attuale. (partendo dai dati allarmanti)
2) Fare uno studio-ricerca sul concetto di diritti di cittadinanza, ormai defraudato, rilevare i nodi critici, la disattesa “partecipazione attiva” e creare nuovi strumenti di valorizzazione di tale diritto (partendo dalle legislazioni sulle riforme della P.A. e sul concetto di qualità degli interventi, la qualità percepita dall’utenza, nodi critici sull’applicazione di tali leggi ecc.). Successivamente pubblicare un report sulla Rivista del nostro Ordine.
3)Un altro tema che mi porta a riflettere sulla nostra professione parte dall’esperienza professionale In questi oltre dieci anni di esperienza nella Pubblica Amministrazione svolta in città diverse, l’aspetto delle diversità culturali è molto evidente. Devo ammettere con dispiacere che nelle città del sud, a volte c’è una fatica maggiore rispetto al cambiamento, a nuovi processi sociali, dovuti anche a rigidità gerarchiche, che incidono sull’autonomia tecnico-professionale, sulla creatività nel reperire risorse idonee, sulla progettualità, limitando fortemente le esperienze professionali. La mia proposta riguardo a ciò, parte anche da confronti con altre colleghe che hanno avuto il mio stesso vissuto, ed esperienze molto simili alle mie.
Si dovrebbe aprire un dibattito-confronto, con seminari da organizzare in una città del nord ed in una del sud, scelte simbolicamente, invitando alcune colleghe a portare la propria esperienza di servizio sociale, in entrambe le città, fare il confronto delle esperienze, aprire quindi il dibattito e successivamente fare una pubblicazione sulla rivista del nostro Ordine.
Vi ringrazio di questa interessante iniziativa del forum e spero di aprire un confronto con voi su questo momento di empasse e di profonda crisi del welfare.
Un caro saluto a presto Maria Billè