CANDIDATI AL CONSIGLIO NAZIONALE - ELEZIONI 2010

Sezione: Ordine professionale · Aperta il

[quote="MariaB"]Il nostro paese, è orami da anni, in grave crisi economica, e aggiungerei anche democratica[/quote]

Cari colleghi,

sarà forse che siamo condizionati dai telegiornali ma mi sembra che si parli troppo di politica e poco di organizzazione. Perchè non proviamo per un attimo a redirezionare lo sguardo su contesti intimi anzicchè intraprendere sfide contro mulini a vento? Provate a immaginare come è stato realizzato il Regolamento per la formazione continua. Il consiglio nazionale ha redatto una bozza che è stata successivamente inviata ad ogni consiglio regionale che l’ha poi restituita al mittente prima dell’approvazione finale. Fin qui tutto normale, ma perché non si è pensato di estendere il raggio di partecipazione democratica anche agli studenti oppure magari agli utenti? Da una parte gli studenti che sono il punto di forza della formazione (la letteratura scientifica dimostra che i cicli di apprendimento degli studenti sono più veloci), d’altra parte gli utenti che sono i destinatari finali del servizio e che in qualche modo ne contribuiscono alla sopravvivenza (lungi da me qualsiasi rigurgito malthusiano). Magari ci sarà stata pure qualche iniziativa isolata da parte di una Regione ma il coordinamento nazionale è mancato. Spero che il prossimo Consiglio possa realizzare una rivoluzione democratica con il coinvolgimento di coloro che di formazione ne fanno il "pane quotidiano".

Italo detto l'intimo

[quote="italo_da_b"]Magari ci sarà stata pure qualche iniziativa isolata da parte di una Regione ma il coordinamento nazionale è mancato. Spero che il prossimo Consiglio possa realizzare una rivoluzione democratica con il coinvolgimento di coloro che di formazione ne fanno il "pane quotidiano". [/quote]

La questione della formazione continua ha scosso in "positivo" gli ordini regionali e la base degli ass.soc. che hanno trovato delle forme di comunicazione e raccolta delle esigenze dei vari territori.

I Croas poi hanno costituito del gruppi di lavoro per area geografica per parlare delle grandi tematiche care alla professione.

Ora è necessario mantenere e allargare la sinergia tra singoli professionisti e Croas, tra Croas e Cnoas, con l'intento di in qualche modo creare una relazione significativa tra singoli professionisti e Cnoas.

Confidiamo, quindi, nei nuovi consiglieri perchè abbiano cura delle relazioni instaurate dal Cnoas uscente e perchè sappiano trovare nuove strade per "unire" gli assistenti sociali.

[quote="Nazg"]Ora è necessario mantenere e allargare la sinergia tra singoli professionisti e Croas, tra Croas e Cnoas, con l'intento di in qualche modo creare una relazione significativa tra singoli professionisti e Cnoas[/quote]

Caro Nazg,

il CNOAS, come tu mi insegni, non rappresenta tutto il gruppo professionale che, a sua volta, non rappresenta tutta la comunità di pratica. E sottolineo questa ultima perchè se esiste una formazione continua il motivo è da rintracciare nell'importanza della pratica professionale.

[quote="Nazg"]Confidiamo, quindi, nei nuovi consiglieri perchè abbiano cura delle relazioni instaurate dal Cnoas uscente e perchè sappiano trovare nuove strade per "unire" gli assistenti sociali.[/quote]

Aggiungerei anche gli aspiranti assistenti sociali e, perchè no, anche gli ex assistenti sociali. “Eh no – diranno quelli matusa – che ce ne facciamo di 'sti bamboccioni?” Per raggiungere gli studenti si potrebbero coinvolgere le accademie, le associazioni studentesche, oppure si potrebbe utilizzare il canale virtuale di Asit oppure di Asorg oppure di entrambi. Certo, sarebbe stato un procedimento che avrebbe richiesto più tempo, ma ritengo che, per la portata rivoluzionaria, ne sarebbe valsa la pena. Insomma, si aprono delle nuove prospettive di "politica estera" per i neoeletti senza necessariamente andare verso "rotte marittime" troppo lontane.

Italo detto il rivoluzionario

L'Ordine è costituito dagli iscritti solamente, il che presuppone 1) che l'iscritto lo richieda; 2) che si passino i "vagli formali" (l'esame di stato) in cui dimostrare la propria competenza.

Nessuno esclude studenti ed ex colleghi, ma non sono "ordine".

Quindi una cosa è fare "comunità virtuale" (e lì tutto si può, specialmente in anonimato), altra cosa è una "comunità professionale", che è fatta di professionisti tenuti a certi comportamenti. Io scinderei le due cose.

Non si tratta di "matusa contro bamboccioni". Si tratta di professionisti per la cui crescita ha senso essere tra professionisti. Tutto quà.

Saluti.

Penso che sia fondamentale che il nuovo consiglio nazionale riesca comunque a rappresentare il maggior numero possibile di professionisti iscritti agli albi regionali.

Si può esercitare una pressione costruttiva affinchè ogni consigliere del CNOAS rappresenti le istanze di un'area di interesse per la professione. Nella nostra professione partecipiamo poco, certo non è il caso di chi interviene nei forum perchè sta già un passo avanti.

Quello che bisogna raggiungere per i colleghi è l'idea che partecipando si possa orientare il lavoro dei consigli regionali e del nazionale.

In un anno di consiglio ho toccato con mano che c'è una parte di colleghi, ancora esigua, che dedica tanto tempo alla professione e mette in atto pratiche di crescita per tutta la comunità professionale. Un'altra fetta di AS invece fa costantemente il muro del pianto, non si documenta, non legge, critica e sparge voci distruttive e da anche un'immagine della professione veramente di basso livello.

Bisogna lavorare perchè questi colleghi, che spesso sono bravissimi sul lavoro, riescano a vedersi come dei professionisti che possono agire non solo sul cambiamento nell'impegno quotidiano al servizio del cittadino ma anche sul sentirsi parte costruttiva di una comunità cui possono consentire di fare quel salto di crescita di cui ha bisogno.

scusate per la lunghezza

Lorenzo Boccadamo

[quote="ugo.albano"]Nessuno esclude studenti ed ex colleghi, ma non sono "ordine"[/quote]

Ed è la medesima cosa che ho scritto poc'anzi, cioè studenti ed ex colleghi non sono Ordine così come l'Ordine non è tutto il gruppo professionale e se non sei d'accordo vatti a leggere l'articolo di Bruno Cavallo sulla 84/93.

[quote="ugo.albano"]Quindi una cosa è fare "comunità virtuale" (e lì tutto si può, specialmente in anonimato), altra cosa è una "comunità professionale", che è fatta di professionisti tenuti a certi comportamenti. Io scinderei le due cose[/quote]

Qui non siamo d'accordo e credo tu non abbia capito il mio messaggio. Ritengo, in armonia con i due massimi esperti dell'apprendimento organizzativo, Lave e Wanger, che l'immagine e quindi la rappresentazione della professione debba tenere conto di tutti coloro che si interessano della pratica professionale e quindi anche di coloro che più degli altri sono sensibili alla formazione ma meno degli altri sono inquadrati in organismi di tutela. La comunità di cui ho fatto cenno è realissima, non virtuale, piuttosto è una comunità di pratica. Tu stesso hai promosso un thread sull'immagine della professione, rifletti bene cosa c'entra con questo post, è forse un caso?

[quote="ugo.albano"]Non si tratta di "matusa contro bamboccioni". Si tratta di professionisti per la cui crescita ha senso essere tra professionisti. Tutto quà[/quote]

Caro Ugo, permettimi di sintetizzare il tuo pensiero con un'aggiunta perchè ritengo che sostanzialmente ci troviamo d'accordo ma non sempre ci comprendiamo:

"Si tratta di praticanti per la cui crescita ha senso essere tra professionisti"

Saluti anche a te

italo

[quote="italo_da_b"][quote="ugo.albano"]Nessuno esclude studenti ed ex colleghi, ma non sono "ordine"[/quote]

Ed è la medesima cosa che ho scritto poc'anzi, cioè studenti ed ex colleghi non sono Ordine così come l'Ordine non è tutto il gruppo professionale e se non sei d'accordo vatti a leggere l'articolo di Bruno Cavallo sulla 84/93.

[quote="ugo.albano"]Quindi una cosa è fare "comunità virtuale" (e lì tutto si può, specialmente in anonimato), altra cosa è una "comunità professionale", che è fatta di professionisti tenuti a certi comportamenti. Io scinderei le due cose[/quote]

Qui non siamo d'accordo e credo tu non abbia capito il mio messaggio. Ritengo, in armonia con i due massimi esperti dell'apprendimento organizzativo, Lave e Wanger, che l'immagine e quindi la rappresentazione della professione debba tenere conto di tutti coloro che si interessano della pratica professionale e quindi anche di coloro che più degli altri sono sensibili alla formazione ma meno degli altri sono inquadrati in organismi di tutela. La comunità di cui ho fatto cenno è realissima, non virtuale, piuttosto è una comunità di pratica. Tu stesso hai promosso un thread sull'immagine della professione, rifletti bene cosa c'entra con questo post, è forse un caso?

[quote="ugo.albano"]Non si tratta di "matusa contro bamboccioni". Si tratta di professionisti per la cui crescita ha senso essere tra professionisti. Tutto quà[/quote]

Caro Ugo, permettimi di sintetizzare il tuo pensiero con un'aggiunta perchè ritengo che sostanzialmente ci troviamo d'accordo ma non sempre ci comprendiamo:

"Si tratta di praticanti per la cui crescita ha senso essere tra professionisti"[/quote]

Cari colleghi, a volte le incomprensioni, non sono agevolate dal web, altre volte le prosepettive da cui parte una riflessione sono diverse. Vorrei aggiungere uno spunto.

Penso che nella comunità professionale e di quella in formazione, le responsabilità sono diverse. Ciò non significa che l'una esclude l'altra, anzi!!

Gli studenti, devono fomarsi rispetto a nuovi cambiamenti culturali ed esperenziali, acquisire sempre più conoscenze e sperimentarsi nella post modernità della professione, che per molti versi, sta subendo una retrocessione di scenari politici, sociali e organizzativi. Il mondo accademico e studentesco in generale, sta perdendo garanzie di diritti allo studio e alla sua accessibilità; in questi giorni lotte significative di protesta di studenti, insegnanti e ricercatori. Sull'altro fronte anche la nostra comunità professionale sta subendo gravi tagli alla spesa sociale, svalorizzazione della professione. In un momento difficile come questo è necessario riappropriarci di un ruolo non solo sociale ma anche politico, ed affrontare con responsabilità di noi tutti la grave crisi del welfare.

ci sarebbe tanto da discutere e da confrontare, dobbiamo fare sentire la voce di ognuno e ragionare per un cambiamento .

Un saluto a presto maria billè

[quote="lorenzo boccadamo"]
In un anno di consiglio ho toccato con mano che c'è una parte di colleghi, ancora esigua, che dedica tanto tempo alla professione e mette in atto pratiche di crescita per tutta la comunità professionale. Un'altra fetta di AS invece fa costantemente il muro del pianto, non si documenta, non legge, critica e sparge voci distruttive e da anche un'immagine della professione veramente di basso livello.

Bisogna lavorare perchè questi colleghi, che spesso sono bravissimi sul lavoro, riescano a vedersi come dei professionisti che possono agire non solo sul cambiamento nell'impegno quotidiano al servizio del cittadino ma anche sul sentirsi parte costruttiva di una comunità cui possono consentire di fare quel salto di crescita di cui ha bisogno.[/quote]

Anch'io la vedo come Lorenzo. Da un lato passione ed impegno e dall'altro continue lamentele: questo non ci consente di vedere la professione con positività e in un'ottica di miglioramento e crescita.

Sono contenta di questo periodo di stasi tra le votazioni per le elezioni e l'ufficializzazione del nuovo Cnoas.

E' un tempo che a me è servito per sedimentare alcune cose, per elaborare nuovi pensieri (anche grazie all'aiuto di voi colleghi qui sul forum) e per fare dibattito/informazione/sensibilizzazione sul mio posto di lavoro, tra i colleghi che vedo più spesso.

[quote="ugo albano"]Quindi una cosa è fare "comunità virtuale" (e lì tutto si può, specialmente in anonimato), altra cosa è una "comunità professionale", che è fatta di professionisti tenuti a certi comportamenti. Io scinderei le due cose [/quote]

I forum sono strumenti per far circolare le informazioni, idee e far conoscere colleghi di altre zone. Qui c'è una piccolissima parte della comunità professionale, ma il bello è che qui ci sono anche contenuti, significati, sensazioni di appartenenza, voglia di comunicazione, sete di apprendimento, insomma c'è molto -a saperlo cogliere-....tanti semini sparsi che possono essere innaffiati e curati o lasciati marcire....

[quote="lorenzo boccadamo"]
In un anno di consiglio ho toccato con mano che c'è una parte di colleghi, ancora esigua, che dedica tanto tempo alla professione e mette in atto pratiche di crescita per tutta la comunità professionale. Un'altra fetta di AS invece fa costantemente il muro del pianto, non si documenta, non legge, critica e sparge voci distruttive e da anche un'immagine della professione veramente di basso livello.

Bisogna lavorare perchè questi colleghi, che spesso sono bravissimi sul lavoro, riescano a vedersi come dei professionisti che possono agire non solo sul cambiamento nell'impegno quotidiano al servizio del cittadino ma anche sul sentirsi parte costruttiva di una comunità cui possono consentire di fare quel salto di crescita di cui ha bisogno.[/quote]

Cari lorenzo e Marianna,

concordo pienamente con voi!!!

:)

[quote="MariaB"]Il mondo accademico e studentesco in generale, sta perdendo garanzie di diritti allo studio e alla sua accessibilità; in questi giorni lotte significative di protesta di studenti, insegnanti e ricercatori.[/quote]

Vorrei chiarire che ci sono tantissimi altri studenti, diligenti e volenterosi, che rifiutano ogni forma di violenza e che non hanno nulla a che vedere con quei banditi. È anche vero che più si è giovani, più è facile essere condizionati da ideologie e compromessi baronali. In passato è fallita l'iniziativa perchè più che una collaborazione volevano una rivoluzione e mi riferisco in particolare agli interventi sulle c.d. “rammendatrici dal dialogo facile” ai convegni di Bologna nel '68, a Milano nel '69 e a Rimini nel '70. Anche Antonio Tiberio concorda che quella stagione è stata un fallimento. Siamo infatti abituati a pensare al '68 come una stagione romantica caratterizzata dai movimenti di liberazione culturale, senza contare che molti di coloro che provenivano da quelle origini, poi servì a rinfoltire le fila del terrorismo e del brigatismo rosso. Ancora oggi molti ne approfittano per strumentalizzare le dimostrazioni, per provocare gli agenti e sopratutto per impedire ad altri di seguire le lezioni e svolgere gli esami. Spesso si evita il dibattito nelle sedi idonee per prediligere il consenso. La partecipazione di cui ho fatto cenno non vuole ripetere quegli errori del passato. Di certo non si tratta di estendere il diritto di voto per il cnoas agli studenti, piuttosto su temi di importanza cruciale come ad es. la formazione continua mi sarei atteso delle iniziative di sensibilizzazione e visibilità olistica. Avrei visto bene organizzare dei workshop in tutta Italia con la possibilità per i partecipanti studenti di esprimere le proprie opinioni sulla bozza di regolamento, lo ripeto, dei pareri e non dei voti. Non ritenete giusto che sarebbe occorsa un'iniziativa nazionale, in modo da preparare e predisporre un gruppo di lavoro con delle competenze precise metodologiche e che, in base ai risultati, avrebbe potuto proporre le conclusioni al cnoas prima dell'approvazione definitiva?

italo detto il workshopper