Rimango spesso, non sempre per carità, negativamente impressionato dalla facilità con cui , chi ha fatto una scelta nel caso di molti interventi quella di dio, guardi con sospetto o con una forte spinta etichettante, chi invece la scelta non l'ha fatta e ha scelto appunto di stare nella non scelta...o di non volerla fare..volelondolo a tutti i costi “definire” secondo etichette puramente decise da chi “professa la verità “ ma che in realtà: quanto ci appartengono????
Devo sinceramente dire che ho partecipato a questo dibattito semplicemente per amore dello scambio ma non importa granchè definire se il servizio sociale e la religione siano conciliabili.. il motivo è che si "la domanda è sibilina" proprio perchè non c’è conflitto...e credo che nei percorsi individuali ci sia la risposta.
Ed è bello leggere la serenità di chi svolge questa professione con un suo approccio unico.
per quanto mi riguarda..per esempio a chi utilizza il termine di freddo burocrate..rispondo con un sorriso.. tenendo a mente che ognuno può essere esperto di umanità..e non facendomi turbare più di tanto.
ma sopratutto ognuno “individualmente” può scoprire conoscere e parlare ma sopratutto “ASCOLTARE” l’umano diverso da noi o dai nostri presunti percorsi.
E mi soprende che chi parla di “freddo burocrate” in realtà fatica a capire che il burocrate è proprio quello che deve a tutti i costi definire gli altri con un etichetta, proprio come fanno i tribunali, i giudici, gli esperti in diritto.. che praticano le sentenze..davanti a termini come “vita”,”umanità” “dio” e “aiuto”...o proprio come potrei aver fatto io in tante situazioni della vita.
Il vero ascolto però, non definisce..prende tempo...tempo e tempo...anche una vita se necessario..e cosi che si da spazio all’individualità di crescere..e allo spirito di conoscersi.. lavorando per l’umanità, accogliendo le evoluzioni e i percorsi.. anche se sono diversi da nostri..ecco perchè “i diritti umani e individuali” della professione-
Altro intervento che mi trova su una posizione lontana..
“Gesù ci insegna un amore incondizionato, ma che impartisce nel suo amore e nella sua misericordia anche disciplina e ammonimenti...”
Ecco è sul quel “disciplina e ammonimenti“ che non mi ci trovo..
Questa è una versione dell’etica che è cristiana, ma che io non mi stancherò di mettere in discussione nella mie riflessioni personali..
quello della religione cristiana è spesso un ammonimento contrario a quello individuale e pedagogico.
È un significato d’aiuto... un aiuto che ha sempre una connotazione MORALEGGIANTE, che serve a normalizzare e redimere. concependo l’individuo e agruppandolo con altri individui..
L’individuo invece è unico. fatto di peccato e di virtù e di bene e di male, di buoni e cattivi, proprio come il tao cinese insegna sono tutti nella stessa persona e diversi per tutti.
“il burocratico” però è proprio dentro noi stessi.. cosi come l'aiuto umano...e allora non c’è umanità..non si può amare il tuo prossimo, come se stesso” se non si riconosce il burocratico che c' dentro di noi o ci si distanzia dal burocratico.. o ne si ha paura..
Questo secondo me è umano. Esiste un individuo a volte cattivo e a volte buono. se l’uomo non ascolta la cattiveria ma cerca di definirla e giudicarla non comprende l’individuo negli aspetti di luce e ombra e viceversa non comprende sè stesso.
Questo perchè? perchè lo scontro con le forze del male di cui il messaggio dell’etica cristiana si fa portatore è paradossalmente lo strumento più sbagliato perchè allontana dall’indivuduo reale e crea un conflitto che non ha ragione di essere. la religione cristiana è contradditoria..come contradditorio è tutto.
L’etica di chi lavora con l’umanità è quella di armozzare le relazioni umane,e armonizzare l’individuo armonizzando se stessi..
non di farne un “noi” “voi”.. o un buono cattivo, o un ateo o cristiano o un burocrate o volontario.
altrimenti a parer mio si fa come la scuola. Sia quella di stato che quelle del catechismo.., macchine sociali che hanno la protesa all’uniformazione e all’omologazione del pensiero... e i risultati quali sono ??? sono sotto gli occhi di tutti.
invece quanto è ricca l’individualità della persona, buddista, cristiana, burocrate, scienziata, del volontario...
Il servizio sociale deve tendere all’autonomia..l’autonomia è diversità... così si aiuta l’anima E IL DIVINO CHE C'è IN NOI. Io credo che questo sia un buon percorso di umanità...
rileggendo questo intervento sembra di aver fatto una ramanzina proprio come quella che fanno i preti alle messe. non volevo, volevo solo condividere alcuni miei pensieri..ma vabbè...
concludo con una frase di un certo JUNG che diceva.. “le religioni sono sistemi di guarigioni per i mali della psiche, dal che deriva il naturale corollario che chi è spiritualmente sano (o chi cerca di esserlo con tanta voglia come me..) non ha bisogno di religioni”