Dunque pallaspina. secondo la mia personale visione, ci vorrebbe un cambio di linguaggio, un'attenta osservazione del nostro bisogno di voler mettere in categorie.
ETICA LAICA etica CRISTIANA... non esistono. laica e cristiana sono due aggettivi che cercano di dare un significato collettivo all'etica che è INDIVIDUALE.
è inutile che si cerchi di fare una separazione terminologica laica cristiana ecc ecc.. sono una contrapposta all'altra apposta li per creare dualità, separazione conflitto. ma io non sono in conflitto con i cristiani.. nè mi definisco laico.
io sono un individuo..e nell'etica dell'individuo c'è spazio per qualunque forma,spazio per qualunque "aggettivo" purchè calati nel contesto del vivere quotidiano, cioè in questa società , in questa comunità e civiltà anno 2013.
è inutile che si cerchi di connottare e giudicare a tutti i costi, gli interventi di chi contesta alcuni aspetti del cristianesimo come "laici" o per favore "mettetevi nei panni di chi cerca il cristo" che .. va rispettato..
sono sbarre della stessa prigione.
l'etica di per sè, non entra MAI nel merito dei desideri e dei percorsi spirituali INDIVIDUALI..e delle modalità personali con cui questi entrano negli aspetti della propria vita. li riconosce e li integra in un approccio civico al collettivo della società del 2013.
il titolo di questo post, che come già ripetuto cerca di connottare di senso L'aiuto sociale, con principi cristiani, porta su un piano di indirizzo collettivo, qualcosa che di collettivo non è.
perchè se etichetto il mio servire socialmente da professionista come cristiano sto confondendo il contenitore col contenuto! sto compiendo un'operazione di definizione di principi culturali e morali che si rivela essere assolutamente pericolosa perchè l'orizzonte di senso cristiano è separato dall'orizzonte di senso civile e comunitario quindi legato alla libertà INDIVIDUALE.
questo bisogna dirlo con forza e ripeterlo altrimenti il cittadino italiano medio non cresce e rimane sotto il papà o papa forte e potente che li dice come deve comportarsi!
l'italiano deve ascoltare i suoi bisogni,non deve sentirsi in colpa, l'italiano deve pagare se sbaglia perchè sta facendo del male alla società che è come fare del male a sè stesso..
si deve prendere la responsabililtà.. si deve rendere conto che questo spettacolo pietoso che va in onda ogni giorno sfogliando i giornali è responsabilità NOSTRA.
e se l'italiano rimane debole e senza identità arriva l'inghilterra a prenderli il settore bancario, gli uSa quello militare, la germania quello industriale, il papa li prende quello morale, il berlusconismo quello politico, poi però l'italiano è a posto perchè comunque segue cristo la domenica.
questa divagazione per sottolineare come culturalmente l'identità dell'indiviudo sotto il pieno morale,c ulturale, politico e sociale è spersonalizzata.
il fatto che il prete di periferia aiuti con principi che lui definisce cristiani, è stupendo.. ma rimane una sua PERSONALE MODALITA' DI ESPRIMERSI.. accolta, supportata ma non è etica civile.
tu puoi tenerti il tuo capello.. ma se la domenica dal balcone di piazza s.pietro mi fai discorsi sulla sessualità dicendo che c'è un vecchio sulle nuvole che osserva come mi comporto con i miei genitali prima del matrimonio stiamo rischiando un sovvertimento totale..
tu puoi avere le tue aziende, portare la tua idea di società il tuo modello imprenditoriale, ma se sgarri con festini,tasse e altro paghi.
questo estremo ironico per dire che non si può equiparare la morale collettiva con quella individuale.
per cui attenzione a dire, non vedo nessuna differenza.. ci sono si, differenze! ci sono differenze perchè ogni persona è unica! anche all'interno del modo di concepire cristo.. ma "il bisogno" è neutro..non ha aggettivi... il servizio sociale deve rimanere contenitore che contiene.. non deve diventare contenuto.