Io partirei da una semplice domanda: ma le persone che si presentano da noi cosa cercano? Soldi, servizi materiali, protezione, alleanza nei conflitti? E’ così, lo so, ma è triste vendersi solo come un bancomat di prestazioni.
Io non mi stanco mai di ripetere che il “prodotto del servizio sociale” non sono le prestazioni, ma il “sostegno ai progetti di vita”. Ognuno ha un progetto di vita, anche chi, in povertà estrema, ha rinunciato alla vita e si lascia andare alla sregolatezza. Le prestazioni, semmai, servono a sostenere i progetti di vita.
Come fare? Prima di tutto ascoltando. L’ascolto non è solo “acustico”, è emozionale, è il frutto dell’incontro tra due esseri alla ricerca di un “senso” nella vita. Se per me l’altro è un “utente” (pure rompiballe) o un “fratello” (seppur rompiballe) sul piano formale è la stessa cosa, sul piano etico lo è meno, sul piano cristiano per nulla.
Dell’ascolto si parla tanto nella Bibbia: l’ascolto di Dio, l’ascolto dei fratelli, l’ascolto della storia. Cos’è la meditazione, la preghiera, se non “ascolto”?
Io credo che, come cristiani o come assistenti sociali, noi ascoltiamo “veramente” se siamo “vuoti”, cioè se abbiamo fame dell’altro, passione per lui, interesse per chi ci sta di fronte. Il bello è che l’altro, anche se analfabeta ed asociale, lo capisce, eccome.
Io credo che questa passione non è “razionalità”, è invece interesse, emozione, amore. Non basta “voler aiutare secondo un codice comportamentale/deontologico”, bisogna stabilire se, facendolo, “mi piace farlo”, ovvero soddisfo un MIO bisogno etico. Se non ce li ho, questo è un problema: a mio avviso è meglio cambiar mestiere.
Nell’aiuto l’aspetto etico non è un “accessorio” della tecnica, è una competenza vera e propria, perché con essa si conduce l’ascolto verso gli orizzonti di senso importanti assieme a chi ci sta davanti.
Anche l’ottica con cui inquadrare l’attuale crisi economica è interessante: una cosa è avere una visione negativa, altra cosa viversi in una visione di speranza.
Speranza che non è fatuità, ma costruzione di “soluzioni possibili”. Per chi è cristiano dovrebb’essere scontato. Per chi non crede immagino la tragedia!
Saluti.