caro collega dott. albano io l'ho comprato il suo libro sulla libera professione, lo trovo interessante.
servizio sociale e libera professione
Bene. La sta aiutando a mettersi in proprio?
[quote="tabellina"]quando un anziano viene dimesso dall'ospedale, appartenente a qualsiasi fascia economica, e ha bisogno di un assistenza domiciliare, noi ci ritroviamo con il budget bloccato e quindi non possiamo attivare niente. anche quando l'anziano ha bisogno di una badante le famiglie sono totalmente sballottate tra servizi: sportelli assistenti familiari, cooperative, ma nessuna di queste segue veramente il progetto di assistenza, nè le questioni puramente burocratiche (contratti, buste paghe) e quando i familiari ci chiedono se conosciamo qualcuno che può fare assistenza noi non dovremmo dare nè numeri di telefono nè indicazioni (questo perchè non siamo un centro per l'impiego).
come libera professione si potrebbe pensare ad uno studio che si occupi del progetto assistenziale dalla A alla Z. che ne dite?[/quote]
qualche tempo fa, scrivevo così...
ora scopro che a Udine, nella mia città, hanno aperto questa agenzia del lavoro..
http://www.gallasgroup.it/come-funziona
Ovviamente, non sono degli assistenti sociali ad averla aperta, e quindi torno alla ribalta con la considerazione: perchè non riusciamo ad avere una spinta imprenditoriale anche noi? :shock:
La risposta è che occorre studiare per imparare a stare sul mercato: all'università non viene insegnato a fare impresa sociale (ahimè...).
Sono reduce da un corso di tre giorni sulla libera professione per assistenti sociali: la consapevolezza c'è a volersi giocare, occorre solo padroneggiare gli strumenti d'impresa.
Il fatto che "altri" si propongano al mercato sociale e non noi non deve meravigliarci. Anzi, è richiesto un impeto di orgoglio: perchè "altri" e non noi? Chi ce lo vieta?